Le scritte comparse sulla targa in memoria di Stefano Gay Taché – bambino italiano vittima del terrorismo antisemita – e sul muro esterno della Sinagoga di Monteverde rappresentano un gesto vile che colpisce non solo la comunità ebraica ma l’intero Paese. È un atto che ci sconvolge profondamente, e che dovrebbe scuotere la coscienza di tutti gli italiani, perché mette in luce ancora una volta la presenza di frange che non esitano a profanare la memoria, la storia e i valori fondamentali della nostra democrazia senza rispettare nemmeno i luoghi di culto.
I diritti e le libertà tutelati dalla Costituzione non possono essere piegati, offesi o intimiditi da chi tenta di seminare paura e divisione. Se il decoro materiale della targa potrà essere ripristinato con una semplice pulizia, il decoro morale e la coerenza della memoria del piccolo Taché potranno essere pienamente ristabiliti solo ponendo fine a ogni forma di tolleranza verso atti che strumentalizzano conflitti, vittime e memoria, e assicurando che nessuna copertura o ambiguità – da parte di gruppi organizzati, realtà politiche o rappresentanti a qualsiasi livello – possa più favorire chi alimenta violenza e destabilizza la democrazia in Italia.
Noemi Di Segni, Presidente Ucei

