4 Marzo 2026

In questo articolo:

Un Purim che da tutti noi è stato vissuto con sentimenti contrastanti, così come sono contrastanti i sentimenti che si provano leggendo la Meghillat Ester. Di Anna Segre.

Un Purim che da tutti noi è stato vissuto con sentimenti contrastanti, così come sono contrastanti i sentimenti che si provano leggendo la Meghillat Ester: paura e trepidazione per il conflitto in corso, per i nostri parenti e amici in Israele, speranza di un futuro di pace in Medio Oriente e, in particolare, speranza di un futuro di pace e sicurezza per Israele e di un futuro di libertà e democrazia per il popolo iraniano, le cui sorti appaiono strettamente legate a quelle del popolo ebraico oggi come venticinque secoli fa.
Per la nostra Comunità è stato comunque un Purim gioioso, grazie a una partecipazione molto ampia, in particolare lunedì sera (circa 180 presenze, ben più del previsto, dato il giorno feriale), e grazie alle molte persone che hanno dato una mano nei vari momenti, dall’apericena di lunedì sera al banchetto di martedì.
Per il terzo anno di fila abbiamo avuto anche la lettura della Meghillà delle donne per le donne, circa una quarantina (comprese le otto lettrici), anche questa una partecipazione decisamente significativa per una mattina feriale: evidentemente non sono poche le donne che hanno il piacere di partecipare a questo unico momento dell’anno in cui le donne sono protagoniste di una funzione sinagogale. Già solo potersi sedere almeno una volta all’anno nei posti normalmente riservati agli uomini e approfittare della comodità del leggio è stata una piccola soddisfazione. Ci auguriamo che nei prossimi anni altre donne condividano il piacere di cimentarsi nella lettura della Meghillà.
Un ringraziamento particolare a Shemuel Lampronti che per ben tre volte ha letto la Meghillà con la sua voce forte e chiara, a Edoardo e Akiva Segre per le officiature, e all’instancabile e poliedrica Ruth Mussi che in meno di 24 ore è stata organizzatrice e animatrice della serata, presentatrice della sfilata dei costumi dei bambini, danzatrice, lettrice della Meghillà e cuoca, producendo dal nulla in un intervallo di tempo strettissimo una delle sue buonissime torte.
Il banchetto (una cinquantina di partecipanti) è stato accompagnato da una riflessione di David Sorani tra la storia di Purim e l’attualità, da una testimonianza di Anna Levo, legata all’attualità e alla sua esperienza professionale, e dal commovente ricordo che Gabriella Fubini ha condiviso con i presenti delle feste di Purim vissute con sua mamma Rossella zl, e del suo entusiasmo nei preparativi per la festa (una passione che anche io ricordo bene, prima da allieva e poi da collega, nella preparazione delle recite scolastiche).
Trascorso piacevolmente Purim possiamo dedicarci il più piacevolmente possibile ai preparativi per Pesach, augurandoci che le nostre speranze si rivelino il più presto possibile più fondate delle nostre preoccupazioni.

di Anna Segre
Tutte le lettrici della Meghilla 5786

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