16 Febbraio 2026

In questo articolo:

Incontro sulla memoria ebraica torinese, con gli studenti del Liceo Albert Einstein che presentano il volume "Nel vostro nome", opera dedicata alle venti donne ebree perseguitate tra il 1943 e il 1944. Di Eva Vitali Norsa

Si è tenuto il 12 febbraio, presso i locali della Comunità Ebraica, un incontro molto interessante volto a dare voce a una pagina di storia torinese rimasta troppo a lungo nell’ombra. La serata è stata aperta dalla Presidente dell’Adei Eva Vitali Norsa, che dopo aver presentato gli ospiti ha sottolineato come l’evento rappresenti l’ideale prosecuzione di un precedente appuntamento in cui gli studenti del Liceo Albert Einstein avevano presentato il volume “Nel vostro nome”, opera dedicata alle venti donne ebree perseguitate tra il 1943 e il 1944. Quel primo lavoro ha trovato oggi il suo naturale compimento e il suo culmine nell’approfondimento legato alla posa delle Pietre d’Inciampo, avvenuta lo scorso 3 febbraio in piazza Santa Giulia, dove un tempo sorgeva l’ospizio israelitico.
Subito dopo l’apertura, la Consigliera della Comunità e Assessore alla scuola Franca Mortara ha offerto una riflessione di grande valore sull’importanza della memoria come impegno civile costante in questi difficili momenti, introducendo così il cuore dell’incontro. A seguire, l’intervento di Claudio Mercandino, rappresentante della sezione ANPI “Renato Martorelli”, ha raccontato la genesi di questo scavo storico nato dalla volontà di non disperdere le tracce di un passato scolpite nel territorio di Barriera di Milano, proprio nei pressi del liceo dei ragazzi.
Sotto la guida dei docenti Alessandro Maurini e Silvia Frabone, la parola è poi passata ai veri protagonisti: gli studenti. In questo contesto è emerso con forza il valore del “passaggio di testimone” tra diverse generazioni. I ragazzi di quinta si sono dimostrati estremamente preparati e sicuri nel ricostruire i dettagli storici della vicenda di Lidia Passigli, Ettore Abenaim e delle ospiti della struttura deportate ad Auschwitz. Al contempo i compagni di terza, che hanno appena iniziato il loro percorso, sono apparsi visibilmente emozionati ma molto decisi nel voler portare avanti questa esperienza, restituendo a quelle donne fragili e sole un’identità e una dignità storica. Le riflessioni dei giovani si sono legate idealmente a quelle del Dirigente Scolastico Marco Chiauzza, il quale ha messo in guardia l’uditorio contro il preoccupante risorgere dell’antisemitismo nella società contemporanea, definendo il lavoro dei suoi studenti come un presidio necessario di consapevolezza e umanità.
In chiusura di serata, la vicepresidente della Comunità Anna Segre ha rivolto un sentito ringraziamento ai ragazzi, lodandoli per aver saputo trovare e valorizzare una storia dimenticata dell’ebraismo torinese, trasformando la ricerca storica in una speranza concreta per il futuro.

Eva Vitali Norsa


In calce a questo articolo, pubblichiamo il testo integrale dell’intervento della consigliera Franca Mortara:

Perché ricordare la Shoah

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