29 Gennaio 2026

In questo articolo:

Discorso della Vice Presidente in Sala Rossa per la cerimonia del Giorno della Memoria 2026

Discorso di Anna Segre per il 27 gennaio 2026 in Sala Rossa

Mai più.
Quello che è accaduto agli ebrei non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro.
Lo abbiamo ripetuto per decenni e lo ripetiamo anche oggi; non cesseremo mai di ripeterlo.
È stato ripetuto quando si parlava ancora relativamente poco di ciò che gli ebrei italiani avevano subito e gli ebrei stessi ne parlavano relativamente poco, come per non volersi distinguere.
Lo ripetiamo oggi in una città ricchissima di eventi, spesso di altissimo livello, in occasione del Giorno della Memoria, e non solo. Una città ricca di iniziative volte a favorire il dialogo interreligioso, come il Comitato Interfedi o, negli ultimi mesi, il Tavolo della Speranza.
Eppure l’antisemitismo, in preoccupante aumento, si sente anche in questa città: un clima avvelenato che si manifesta nei social media e nella vita quotidiana, in particolare nelle scuole e nell’università, al punto che alcuni studenti e insegnanti ebrei preferiscono tenere nascosta la propria identità; la stessa Comunità ebraica è stata oggetto di urla e insulti il 24 aprile alla fiaccolata per festeggiare la Liberazione, momento che per gli ebrei è doppiamente significativo perché rappresenta non solo, come per tutti gli altri, la sconfitta del nazifascismo e il ritorno della democrazia, ma anche la fine, almeno in Italia, degli orrori che ricordiamo oggi e in questi giorni. Sentirsi rifiutati proprio in quel contesto è stato perciò doppiamente doloroso.
Paradossalmente questo non avviene per mancanza di memoria: talvolta chi insulta gli ebrei, o rifiuta di ricordare la Shoah in occasione del Giorno della Memoria, ritiene, anche in buona fede, di agire proprio in nome del principio “mai più per gli ebrei, mai più per nessun altro”.
È un tragico errore: il sacrosanto principio “mai più per nessuno” deve alimentarsi di memoria, non contrastarla, strumentalizzarla o stravolgerla. “Mai più per nessuno” deve favorire il dialogo e il rispetto reciproco, non metterli in discussione.
In una comunità democratica non esistono e non possono esistere alternative alla memoria di ciò che è stato; non possono esistere alternative al dialogo e alla convivenza civile.
Grazie a tutti coloro che continuano a crederci.

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