21 Aprile 2026

In questo articolo:

Ricordi di fratelli, mariti, suoceri e, più strazianti di tutti, figli. Uccisi nel massacro del 7 ottobre, dai bombardamenti israeliani a Gaza, oppure in Cisgiordania. Case distrutte, i ricordi di una vita cancellati. Di Anna Segre.

Ricordi di fratelli, mariti, suoceri e, più strazianti di tutti, figli. Uccisi nel massacro del 7 ottobre, dai bombardamenti israeliani a Gaza, oppure in Cisgiordania. Case distrutte, i ricordi di una vita cancellati. Testimonianze che fanno stare male, un carico di sofferenza indicibile, che tuttavia non perde la capacità di vedere e riconoscere la sofferenza altrui. Una sofferenza che rifiuta di trasformarsi in odio e, anzi, sceglie di essere speranza; la scelta di impegnarsi nel Parents’ Circle Families Forum per dare un minimo di senso al proprio dolore tramite il conforto reciproco con altre persone che condividono lutti simili, e, soprattutto, scegliendo di impegnarsi perché questo dolore sia risparmiato almeno alle prossime generazioni. Testimonianze di donne e uomini di varie età, israeliani e palestinesi, alternate a musiche e canti in arabo e in ebraico.
La ventunesima Cerimonia annuale del Joint Memorial Day, in ricordo delle vittime israeliane e palestinesi del conflitto, che si è tenuta ieri sera in occasione di Yom HaZikaron – il Giorno del Ricordo che precede la festa di Yom HaAtzmaut, in cui si celebra la nascita dello Stato di Israele – è stata seguita in diretta da migliaia di persone in tutto il mondo. Come già l’anno scorso, il Gruppo di Studi Ebraici (quest’anno insieme alla sezione torinese di Sinistra per Israele due popoli due stati) ha organizzato una visione collettiva in diretta della cerimonia al Centro Sociale.
Che cosa possiamo dire noi, a tremila chilometri di distanza, davanti alla testimonianza di una donna di Kfar Aza che ha perduto il figlio nel massacro del 7 ottobre e ha visto il proprio kibbutz devastato? Non possiamo fare altro che tacere; e infatti ieri sera al Centro Sociale, giustamente, non ci sono stati discorsi, a parte un breve saluto iniziale di Bruna Laudi, Presidente del Gruppo di Studi Ebraici.
Tutte le persone che hanno parlato alla cerimonia congiunta, israeliani e palestinesi, erano animate da una comune convinzione: riconoscere il lutto e la sofferenza degli “altri” non toglie nulla al nostro lutto e alla nostra sofferenza. Ricordare le vittime palestinesi del conflitto la sera di Yom HaZikaron non toglie nulla al ricordo delle vittime israeliane. Anzi, offre una prospettiva, un’alternativa concreta all’odio, la speranza che quelle morti non siano state vane, che sia possibile vedere la fine del conflitto, che sia possibile sognare un futuro di pace. Questo era anche il senso del titolo di quest’anno, “We are the day after”.
La cerimonia si è chiusa, come già in anni precedenti, con una versione particolare del tradizionale canto di Pesach Chad Gadià, Un capretto, in cui al posto dell’ultima strofa con l’intervento divino c’è un accorato appello a interrompere questa tragica catena di odio e violenza.

Di Anna Segre

Altre notizie:

  • Aldo Liscia z.l.

    3 Novembre 2026

    Articoli

    Con la scomparsa di Aldo Liscia z.l. la Comunità Ebraica di Torino perde il suo illustre decano, figura di elevatissimo spessore morale e intellettuale, presente quasi settimanalmente fino a poco tempo prima della Sua dipartita al Beth Ha-Keneseth nelle funzioni di Shabbat e sovente al Centro Sociale in occasione di eventi culturali. Di Dario Disegni.

  • BIBLIOTECA

    3 Novembre 2026

    Articoli

    La Biblioteca Artom della nostra Comunità, al termine dei lavori al Centro Sociale, riaprirà il 9 novembre con una novità importante, in quanto d’ora in poi potrà garantire la propria apertura con un orario più esteso: tutti i lunedì e i mercoledì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

  • Mio padre Aldo. Il violino che si porta con sé

    3 Novembre 2026

    Articoli

    Il 27 ottobre 2026 mio padre, Aldo Liscia, è morto a Torino. Aveva 105 anni. È difficile spiegare che cosa significhi perdere un padre quando si hanno quasi settantanove anni. Ho avuto la fortuna di averlo accanto da bambino, da ragazzo, da adulto e infine da uomo anziano. Di Roberto Liscia.

  • L’umanità e l’impegno ebraico di Matilde Algranati

    3 Novembre 2026

    Articoli

    “Storie di famiglia: archivi, fotografie e memorie” è il titolo del limmud che si è svolto domenica scorsa, 1° novembre, presso la Fondazione CDEC di Milano per ricordare a un anno dalla sua scomparsa Matilde Algranati Terracina. Di Anna Segre.