8 Settembre 2026

In questo articolo:

L’Archivio Ebraico Terracini conserva molti documenti legati all’amore, al matrimonio e alla vita familiare: opere letterarie, lettere, documenti matrimoniali e ketubbot, i contratti nuziali ebraici. Tra questi, i componimenti poetici dedicati alle nozze costituiscono una testimonianza particolare e meno conosciuta del patrimonio dell’Archivio. Di Baruch Lampronti.

Poesie nuziali dall’Archivio Ebraico Terracini

L’Archivio Ebraico Terracini conserva molti documenti legati all’amore, al matrimonio e alla vita familiare: opere letterarie, lettere, documenti matrimoniali e ketubbot, i contratti nuziali ebraici. Tra questi, i componimenti poetici dedicati alle nozze costituiscono una testimonianza particolare e meno conosciuta del patrimonio dell’Archivio.
Sono una forma della più ampia produzione di poesia d’occasione, molto diffusa nell’ambiente ebraico. Accanto ai componimenti per le nozze, ne fanno parte testi dedicati ad altre occasioni liete, a lutti e a momenti importanti della vita ebraica, oltre che a eventi di interesse pubblico e comunitario.
A questa produzione sono dedicati un percorso tematico sul sito dell’Archivio Ebraico Terracini e il saggio di Chiara Pilocane, Le poesie d’occasione come fonte per la storia degli ebrei piemontesi del XIX secolo, che hanno costituito il principale fondamento di questa esposizione.
I componimenti nuziali conservati dall’Archivio sono in ebraico, italiano e piemontese. In questa occasione si è scelto di privilegiare i testi in italiano e piemontese, più facilmente accessibili a tutti. La lingua stessa è però un elemento significativo: il progressivo abbandono dell’ebraico nella produzione letteraria si riflette anche in questi testi; nell’Ottocento, italiano e piemontese sono sempre più presenti, soprattutto nei componimenti nuziali, dove la necessità di una lingua comprensibile a chi leggeva e ascoltava si accompagnava al progressivo venir meno della familiarità con l’ebraico. Anche fra gli autori, che comprendono rabbini, letterati e amici degli sposi, l’uso dell’ebraico diventa sempre meno consueto.
Gli epitalami, cioè i componimenti dedicati alle nozze, hanno interesse non soltanto letterario. I nomi degli sposi, quelli degli autori, le lingue, le forme poetiche, le immagini e i riferimenti culturali offrono informazioni sulla società che li ha prodotti: sulla vita familiare e comunitaria, sulle relazioni sociali, sulla cultura e sulla formazione degli ebrei piemontesi dell’Ottocento.
Queste poesie sono dunque parole rivolte agli sposi, ma anche documenti della comunità nella quale quelle nozze furono celebrate.
Per approfondire il tema delle poesie d’occasione nell’Archivio Ebraico Terracini: https://www.archivioterracini.it/divulgazione/percorsi-tematici/poesie-doccasione/

Il titolo della mostra cita, con un leggero adattamento, un verso del ritornello di Qecḥì kinnor, un’ode nuziale di Samuel Archivolti (1530–1611), poeta e studioso ebreo italiano.

Baruch Lampronti

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