17 Marzo 2026

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Il 10 marzo 2026 si è svolto on line l’incontro Saving children, la medicina al servizio della pace: passato, presente, futuro, organizzato dal Comitato amici del Centro Peres di Torino e dal gruppo locale di Sinistra per Israele, due popoli e due Stati. All’iniziativa hanno aderito la Comunità Ebraica di Torino, il Gruppo di Studi Ebraici e il Polo Cittàttiva astigiano albese di Cisterna d’Asti. Di Maria Ludovica Chiambretto.

Il 10 marzo alle 21, si è svolto on line l’incontro Saving children, la medicina al servizio della pace: passato, presente, futuro, organizzato dal Comitato amici del Centro Peres di Torino e dal gruppo locale di Sinistra per Israele, due popoli e due Stati. All’iniziativa hanno aderito la Comunità Ebraica di Torino, il Gruppo di Studi Ebraici e il Polo Cittàttiva astigiano albese di Cisterna d’Asti. Tra le relatrici Ludovica De Benedetti, coordinatrice di Sinistra per Israele Torino e Piemonte, chi scrive, del Comitato Amici del Centro Peres, e Mercedes Bresso già presidente della Regione Piemonte ed eurodeputata.
In collegamento da Israele hanno partecipato Manuela Dviri, giornalista scrittrice e attivista, Zsvia Peres Walden, psicolinguista e docente universitaria, figlia di Shimon Peres, come Manuela del direttivo del Peres Center, e Rachel Hadari, responsabile del Dipartimento di medicina. La giornalista Ada Treves ha condotto l’incontro, svolgendo anche in modo eccellente il ruolo di traduttrice.
Il progetto La medicina al servizio della pace nasce nell’ambito dell’iniziative del Peres Center di Tel Aviv, che dal 1996, anno della fondazione, attua percorsi di collaborazione tra israeliani e palestinesi, con l’obiettivo di costruire ponti tra i due popoli favorendo la reciproca conoscenza, aiutando soggetti più svantaggiati. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modalità di funzionamento del progetto di Medicina del Peres Center, parlando del passato, ma anche del presente e del possibile futuro del progetto.
Con il progetto La medicina al servizio della pace, si intendeva contribuire alla costruzione di un sistema sanitario palestinese autonomo attraverso la formazione del personale medico nelle strutture ospedaliere israeliane, che dopo un primo periodo di tirocinio in genere reperiscono a loro volta le risorse per il completamento del percorso. Vengono così creati legami e si costruiscono relazioni professionali fra operatori sanitari delle due popolazioni in base alle soluzioni sanitarie da offrire, destinate a durare nel tempo; compito dei medici è curare: “A doctor is a doctor”, ci spiegava la dottoressa Hadari. Circa 300 medici palestinesi sono stati formati col progetto grazie all’attività del dipartimento del Peres Center e ai finanziamenti dell’Unione europea e di paesi come l’Inghilterra e l’Olanda e soprattutto la Danimarca fino al 2023.
Più conosciuto qui in Italia è l’altro asse portante del progetto: il programma Saving children, la medicina al servizio della pace portato avanti a Torino dal “Comitato amici del Centro Peres,” già oggetto di una presentazione insieme alla Comunità nel giugno del 2021.
Inizialmente nel 2003 fu la regione Toscana a promuovere il programma con la stipula tra il Presidente Martini, Shimon Peres e l’associazione dei pediatri palestinesi di un accordo in base al quale si prevedeva la cura in ospedali israeliani, che praticavano uno sconto del 40% sui costi totali di un numero significativo di bambini. Seguirono l’Emilia Romagna, l’Umbria e altre Regioni. In Piemonte la Presidente Mercedes Bresso scelse di sostenere, per l’intera durata del mandato, il Comitato con un contributo significativo. Fu un’intuizione la cui opportunità si è manifestata nel tempo, quando iniziarono a mancare i finanziamenti delle Regioni e viceversa, tramite il Comitato, fu possibile continuare a supportare il progetto tramite il sostegno proveniente da altri enti e privati cittadini. In 20 anni, è stato inviato al Peres Center, dal Comitato torinese un milione di euro, contribuendo a curare 130 bambini. Complessivamente con i fondi raccolti per il progetto Saving children il Centro Peres ha attuato interventi salvavita per 12.500 bambini. La possibilità di continuare dipende dalle disponibilità finanziarie; soprattutto Zsvia Peres Walden e Manuela Dviri sono impegnate sul fronte della raccolta fondi e della divulgazione del Progetto.
Dopo il feroce pogrom del 7 ottobre e la tragica guerra a Gaza, l’attività ha subito una battuta di arresto, per poi riprendere con scambi di collaborazione con la sola Cisgiordania. Circa 50 bambini sono stati trattati nel corso del 2024 e del 2025. Sei di questi con i fondi raccolti dal Comitato di Torino e grazie ad una donazione pervenuta da parte della Fondazione Giacometta Limentani e Walter Cantatore, il cui presidente è Tobia Zevi. Nel corso dell’incontro si è saputo che attualmente dieci medici stanno completando il percorso di formazione grazie ad un fondo proveniente dalla Svizzera.
Quale futuro? Difficile prevederlo. Forse il progetto va ripensato anche in base alla nuova situazione e alle risorse disponibili. Ma non è mai cessato e continua a salvare vite e, se ci sono le risorse, ancora esistono canali funzionanti di collaborazione.
Da parte dei partecipanti all’evento (c’erano 106 collegati) sono state poste domande soprattutto di carattere pratico e operativo. È risultato che è sempre possibile, anche durante i conflitti, pensare e lavorare per il dopo e per la pace. L’esistenza del Comitato di Torino è un buon punto di riferimento e di appoggio, sia per il Peres Center, sia per sostenere il progetto qui da noi.
La riunione si è conclusa quando da Tel Aviv si è sentito un primo allarme, che precede quello definitivo…
Un’amica della Comunità la mattina dopo ci ha mandato una sua suggestione a caldo che esprime bene lo stato d’animo di chi ha partecipato all’incontro: “Molto interessante. E molto bravi a non buttarla in politica! Ieri invece vi siete concentrati su Saving Children parlando della guerra come stato di fatto, senza emettere giudizi in merito ai Governi di Israele, USA, Medio Oriente in generale…”.
Il Comitato è presieduto da Carlo Baffert, e per un troppo breve periodo è stato con noi nel direttivo anche Tullio Levi.

di Maria Ludovica Chiambretto

 

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