8 Giugno 2026

In questo articolo:

Vorrei ricordare una circostanza particolare che mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio Roberto Napolitano. Di Anna Segre.

Vorrei ricordare una circostanza particolare che mi ha dato modo di conoscere un po’ meglio Roberto Napolitano.
Alcuni anni fa due classi del liceo classico Alfieri avevano iniziato una ricerca sugli allievi espulsi dalla scuola nel 1938 a causa delle leggi razziali. In quell’occasione i ragazzi avevano incontrato appunto Roberto Napolitano, che era contemporaneamente padre di un’allieva e figlio di Elena Recanati, una dei 39 studenti espulsi nel 1938, che successivamente sarebbe stata deportata ad Auschwitz. Roberto aveva letto ai ragazzi alcuni passi dal diario di sua madre, ma il suo contributo non si era limitato a questo: nella sua forma originale lo spettacolo-reading che i ragazzi avevano messo in scena si interrompeva a un certo punto mentre si parlava di Elena Recanati e si diceva: “è qui presente il figlio di Elena Recanati” e Roberto, che sedeva tra il pubblico, veniva invitato sul palco per una breve intervista.
Questo improvviso cortocircuito tra la scena e la realtà aveva sempre un grande impatto sul pubblico, ed era molto utile per far capire che si trattava di storie reali di persone reali, ma ovviamente implicava la disponibilità costante di Roberto a partecipare a tutte le repliche. L’intervista in diretta gli dava la possibilità di dare risposte non concordate preventivamente. Una volta alla domanda se temesse un ritorno dell’antisemitismo aveva risposto che la forma attuale di antisemitismo è l’ostilità verso Israele. Guarda caso proprio da quel momento si decise di non abusare ulteriormente della sua disponibilità e l’intervista venne sostituita da una nuova scena. Naturalmente Roberto era ben consapevole di dire una cosa che avrebbe potuto scontentare qualcuno, ne avevamo parlato preventivamente, così come in quel periodo avevamo avuto occasione di confrontarci su vari argomenti. Oggi mi rendo conto ancora di più di quanto quel suo voler mettere il dito nella piaga su un problema che insegnanti e studenti non vogliono vedere sia stato profetico.
Questa vicenda mi ha permesso di conoscere una persona di grande gentilezza e disponibilità e molto piacevole. Che il suo ricordo sia di benedizione.

Anna Segre

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