Il 12 luglio, come ogni anno nella seconda domenica del mese, si è tenuta a Montoso di Bagnolo (CN) la Commemorazione Caduti della Resistenza: un evento che da 81 anni riunisce istituzioni e cittadini intorno al monumento che ricorda oltre quattrocento caduti della Resistenza in quelle zone.
Quest’anno, dopo i saluti di Roberto Baldi Sindaco di Bagnolo Piemonte e Paolo Allemano, presidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Cuneo, l’orazione ufficiale è stata tenuta dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha sottolineato in particolare il valore della nostra Costituzione repubblicana e antifascista nata dalla Resistenza.
Come ogni anno, è stato dato spazio agli esponenti delle religioni a cui appartenevano i caduti celebrati nel monumento. Per la Comunità ebraica di Torino era presente la Vicepresidente Anna Segre. Di seguito il testo del suo intervento.
Buongiorno a tutti,
Nel calendario ebraico questo è il periodo dell’anno detto “tra le strettezze”, che si trova tra due digiuni legati entrambi alla distruzione del Primo e del Secondo Tempio di Gerusalemme ad opera rispettivamente dei Babilonesi e dei Romani: fatti luttuosi di oltre due millenni fa che vengono reinterpretati in chiave attuale, come richiamo alle nostre responsabilità.
In particolare si dice che il Secondo Tempio fu distrutto a causa dell’“odio gratuito” tra le persone. L’odio gratuito non è il legittimo grido di dolore della vittima che chiede giustizia, non è la contrapposizione, anche accesa, tra opinioni diverse; non è la discussione, che invece ha un valore positivo. L’odio gratuito è l’incapacità di riconoscere l’altro, di accettare che possa essere diverso da noi, che le sue idee non coincidano in tutto e per tutto con le nostre.
La Resistenza in Italia è stata il contrario dell’odio gratuito: ha unito tutti coloro che si contrapponevano al nazifascismo, tutti coloro che lottavano per la libertà e per la democrazia, persone diverse per provenienza, mestiere, religione, opinioni politiche e molto altro. Hanno combattuto insieme, sono stati uccisi insieme e li ricordiamo insieme, in un evento che ci vede anche oggi uniti, persone con diverse religioni, provenienze e orientamenti politici, facendo prevalere i valori che ci uniscono e superando la tentazione, sempre attuale, dell’“odio gratuito”. Tutto ciò è tutt’altro che scontato, e perciò particolarmente prezioso.
Grazie davvero, dunque, a chi ogni anno organizza questo bellissimo momento. E grazie a tutti per essere qui oggi.
Anna Segre
Vicepresidente della Comunità Ebraica di Torino

