24 Marzo 2026

In questo articolo:

La sintesi della lezione tenuta dal Prof. Corrado Martone dell’Università di Torino e dalla Prof.ssa Liliana Rosso Ubigli dell’Università di Torino. Di Ori Sierra.

Comunità ebraica, Amicizia Ebraico Cristiana

Giovedì 19 marzo, dopo l’introduzione di Marco Rolando, Presidente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana, c’è stata una lezione tenuta dal Prof. Corrado Martone dell’Università di Torino e dalla Prof.ssa Liliana Rosso Ubigli dell’Università di Torino; di seguito nell’articolo la sintesi dell’evento.

Il termine “antisemitismo” nasce nel XIX secolo col fine di dare una veste scientifica all’antisemitismo. Tuttavia di esempi che possiamo classificare come antisemiti abbiamo notizia già nei tempi antichi.
Un primo episodio è quello narrato nel libro di Ester, che, come sappiamo, racconta del comando di persecuzione e di sterminio ai danni del popolo ebraico. L’episodio, pur interessante, non ha una datazione ben definita; ci appare quindi come la metafora di un potere politico che prende provvedimenti contro il popolo ebraico più che un vero documento storico.
Nel papiro di Elefantina un gruppo di ebrei, costituenti una colonia probabilmente di mercenari, narra di essere stato attaccato da indigeni del luogo. Probabilmente si tratta del più antico esempio di attacco antisemita precisamente datato (407 a. e. v.). In esso già sono presenti altri elementi che si verificheranno ancora dopo, come diffusione di menzogne che sfociano in un attacco violento.
Ricordiamo ancora la persecuzione di Antioco Epifane, successore di Alessandro Magno, che attuò una fortissima repressione contro gli ebrei, non consentendo loro di osservare regole fondamentali della vita ebraica. Tale situazione portò a una rivolta. Da questa storia nacque la festa di Chanukkà.
Si diffonde una letteratura antigiudaica nella quale l’ebreo viene isolato con motivazioni che crescono su se stesse fino a trasformarsi in accuse folli.
Sotto il dominio romano fino a un certo punto non si hanno tracce di un impegno antiebraico, benché già si ponga il problema del culto dell’imperatore.
Si hanno notizie di sommovimenti antiebraici ad Alessandria d’Egitto nel 38 a. e. v., che l’imperatore Claudio riuscì a sedare raccomandando agli Alessandrini di non far venire ebrei da fuori per non spargere una malattia comune.
Il mistero del Santo dei Santi suscitava le menzogne più sfrenate e qualunque pretesto viene usato contro gli ebrei.
Tacito nelle sue Storie parla della potenza e della turpitudine degli ebrei.
Si arriva quindi all’antigiudaismo cristiano.
L’antigiudaismo dei Vangeli si pone in un primo tempo come una polemica interna al mondo ebraico, successivamente tramandata e arricchita.
Questa culmina poi nell’accusa di deicidio. Cominciano a comparire commenti cristiani che celano l’idea del Cristianesimo come sostituzione dell’Ebraismo. Anche l’iconografia presenta elementi antigiudaici simili a quelli che si affermeranno nelle epoche successive. (gobbe, artigli, nasi adunchi…)
Circola l’idea che la risposta corretta degli ebrei ai cristiani sarebbe la conversione.
Le prime polemiche fra ebrei e protocristiani, che erano in realtà polemiche interne al mondo ebraico, non contestualizzate, si trasformano nel tempo in armi contro gli ebrei.
Colpisce in questo excursus come presto nella storia si affermino idee caratteristiche dell’antisemitismo, che ricorreranno sempre in tutte le epoche storiche e nei più diversi contesti.

Di Ori Sierra

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