8 Gennaio 2026

In questo articolo:

Il saluto di Sara Levi Sacerdotti, nuova Consigliera UCEI per la Comunità di Torino.

Il primo giorno di Chanukkà è stato funestato dalla terribile strage antisemita di Sydney.
Nella stessa sera il Consiglio della Comunità mi ha votata come rappresentante nel Consiglio dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane). Comprendo il compito gravoso che mi aspetta e ne sono profondamente onorata ed emozionata. Dovrò imparare molto da Giulio Disegni, che mi ha preceduta e che ha lasciato un’eredità importante.
Credo che, come ebrei della diaspora, dovremo essere uniti nel combattere l’antisemitismo, in continua crescita e ogni giorno più assiduo nella nostra vita quotidiana. La lotta all’antisemitismo deve essere una priorità assoluta.
In relazione all’UCEI, mi riconosco pienamente nel programma della lista romana HaBait, in particolare nella volontà di costruire una Comunità Ebraica Italiana forte, viva e unita nella diversità, fondamento di un ebraismo pluralista, capace di ascoltare tutte le voci e di affrontare le sfide del presente con coraggio, rispetto e visione.
In particolare credo che il nostro futuro non possa che dipendere dai ragazzi, che stanno affrontando difficoltà assai importanti sia nei licei sia nelle università. Occorre agire sul piano culturale, educativo e legale.
Ritengo infatti importante la valorizzazione del protagonismo giovanile e dei movimenti ebraici, percorsi di leadership, di mobilità internazionale e scambi con Israele ed Europa. Importante, specialmente dopo il 7 ottobre, avere spazi di aggregazione e accompagnamento anche per la fascia post-movimenti.
Metterò a disposizione dell’UCEI le mie competenze per sostenere le iniziative delle Comunità ebraiche italiane, con particolare attenzione alle piccole e medie Comunità e ai giovani, che rappresentano il nostro futuro.
Sono naturalmente disponibile a raccogliere istanze e suggerimenti da portare all’UCEI.
In generale, mi impegno a lavorare laddove il mio contributo potrà essere più utile, efficace e significativo, con spirito di servizio e responsabilità.

Sara Levi Sacerdotti

SARA LEVI SACERDOTTI
È attiva da molti anni nell’ebraismo italiano. Ha frequentato il movimento giovanile Hashomer Hatzair ed è stata allieva della Scuola Ebraica di Torino; è madre di Lea, attualmente iscritta alla Scuola Ebraica.
Nel suo percorso di impegno comunitario — dall’esperienza come Presidente di Piemonte Ebraico Onlus (PEO) al ruolo di Assessora alla Cultura della Comunità Ebraica di Torino — ha sempre lavorato per rendere la cultura e l’identità ebraica accessibili, vive e coinvolgenti. Contribuisce inoltre, in modo saltuario, con articoli e riflessioni su Pagine Ebraiche, a sostegno di una comunicazione seria, competente e responsabile.
Ha maturato anche una significativa esperienza in ambito istituzionale, ricoprendo per diversi anni incarichi elettivi pubblici come consigliera e successivamente Vicepresidente della Circoscrizione 1 della Città di Torino.

Altre notizie:

  • UCEI – Condanna ogni tipo di violenza, senza se e senza ma

    30 Aprile 2026

    Comunicati Stampa

    Comunicato stampa UCEI del 29 aprile 2026 sulla più netta condanna di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga.

  • La nostra festa della Liberazione

    28 Aprile 2026

    Articoli

    Se il 25 aprile è la data ufficiale scelta in tutta Italia per festeggiare la Liberazione dal nazifascismo e per la Comunità ebraica non è stato possibile partecipare (data la concomitanza con lo Shabbat), per la città di Torino anche la data del 26 è significativa. Di Anna Segre.

  • UCEI – La condanna degli ebrei italiani, 25 aprile deturpato dall’antisemitismo. Appello a Mattarella

    27 Aprile 2026

    Comunicati Stampa

    L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane insieme alle Comunità ebraiche di Milano, Bologna e Roma esprimono la più ferma e indignata condanna per quanto avvenuto oggi nel corso delle manifestazioni di Milano, Bologna e Roma.

  • Un lutto che si fa speranza

    21 Aprile 2026

    Articoli

    Ricordi di fratelli, mariti, suoceri e, più strazianti di tutti, figli. Uccisi nel massacro del 7 ottobre, dai bombardamenti israeliani a Gaza, oppure in Cisgiordania. Case distrutte, i ricordi di una vita cancellati. Di Anna Segre.