5 Maggio 2026

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Il 28 aprile 2026, presso il Liceo Statale "Domenico Berti" di Torino, si è tenuta una giornata di studio e confronto, promossa dalla Rete Didattica della Shoah. L'incontro ha rappresentato un momento fondamentale di riflessione metodologica e condivisione delle buone pratiche tra istituti di ogni ordine e grado, con la presenza di alunni provenienti di gradi scolastici diversi. Di Eva Vitali Norsa.

Il 28 aprile 2026, presso il Liceo Statale “Domenico Berti” di Torino, si è tenuta una giornata di studio e confronto, promossa dalla Rete Didattica della Shoah. L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale di riflessione metodologica e condivisione delle buone pratiche tra istituti di ogni ordine e grado, con la presenza di alunni provenienti di gradi scolastici diversi.
La Dirigente Scolastica, Filomena Filippis, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza cruciale del Progetto Memoria, che opera all’interno dell’Istituto da una ventina di anni. In un contesto storico complesso, il compito della scuola è trasformare la ricorrenza in una consapevolezza civile profonda, fornendo agli studenti gli strumenti critici per interpretare il presente e costruire una cittadinanza attiva.
La professoressa Paola Marzia Gazzi ha quindi preso la parola dedicando il seminario al ricordo di Laura Fontana e alla sua ultima ricerca scientifica. L’analisi si è focalizzata sulla funzione didattica delle immagini di Auschwitz, classificate per tipologia di “sguardo”: quello dei carnefici nella documentazione burocratica e quello degli archivi privati che mostrano la vita prima della tragedia. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle tracce lasciate dai deportati: è stato sottolineato come queste immagini siano pochissime, ma proprio la loro rarità dimostra una volontà enorme di resistenza, rappresentando il tentativo estremo dei prigionieri di contrastare l’annientamento della propria identità. Infine, è stato analizzato lo sguardo dei liberatori alla scoperta dei campi.

Sessione di condivisione: le scuole della rete

Liceo Berti: “L’obiettivo e la memoria”
La classe 4ª G del Liceo Berti ha presentato un progetto che intreccia la macro-storia, attraverso gli scatti della fotografa Lee Miller, con la micro-storia della famiglia di Italo Momigliano. Attraverso l’analisi di lettere e diari, gli studenti hanno ricostruito il passaggio dalla vita quotidiana alla tragedia della deportazione. Il lavoro è culminato nel dialogo tra gli studenti e la figlia di Italo Momigliano ed è stato tradotto in un’installazione multimediale arricchita da musiche d’epoca.

I.C. di Villanova d’Asti: “Il nostro Muro dei Giusti”. Un percorso verticale
L’Istituto Comprensivo, rappresentato da una docente, ha mostrato l’efficacia di un percorso verticale capace di adattare il tema della Shoah ai diversi gradi scolastici. Dalle drammatizzazioni e dai giochi per l’infanzia, si è passati ai componimenti poetici della primaria, fino alla ricerca sulle Pietre d’Inciampo e sui Giusti condotta dalla secondaria, confluita nel video documentario “Il nostro muro dei Giusti”.

Scuola “Colonna e Finzi”: “Storie di famiglie ebraiche durante la Shoah”
Le insegnanti della scuola primaria hanno evidenziato la peculiarità di operare in un contesto dove la memoria storica coincide spesso con quella familiare e quindi sulla necessità di rapportarsi con attenzione e cautela particolari agli studenti,. Già in occasione di Yom HaShoah, la scuola coinvolge le famiglie in un percorso che parte dall’infanzia, con la lettura di poesie di Nedelia Tedeschi e una storia a fumetti (presente la nipote Chiara Segre), fino alla classe quinta, dove i 16 alunni hanno ricostruito per tappe la biografia di Elena Recanati, alla presenza della figlia Barbara Napolitano.

Liceo “C. Cavour”: “Leggi razziali, persecuzioni, deportazioni al liceo Cavour e nei quartieri circostanti”. Territorio e memoria
Il Liceo Cavour ha illustrato il progetto “Leggi razziali: persecuzioni e deportazioni al Liceo Cavour e nei quartieri circostanti”. Il percorso della classe 1ª D è iniziato con la lettura di testi fondamentali, tra cui L’amico ritrovato di Fred Uhlman e il libro di Lia Levi Una bambina e basta. Gli studenti hanno poi approfondito la figura di Marisa Ancona, studentessa dell’istituto negli anni scolastici 36/37 e 37/38 prima delle leggi razziali, e di Giuliana Tedeschi, sopravvissuta ad Auschwitz e docente al Cavour nel dopoguerra. L’attività è culminata in una visita sul territorio per la visione delle Pietre d’Inciampo del quartiere e sull’ascolto di musiche Yiddish.

Liceo “A. Einstein”: “Presentazione del volume: Nel vostro nome”
Una delegazione di studentesse della classe V DL ha presentato il volume Nel vostro nome, frutto di una ricerca nata in seguito all’ esperienza del Treno della Memoria. Il lavoro ha permesso di ricostruire la deportazione di sei donne ebree ospiti dell’ospizio ebraico di Piazza Santa Giulia nel dicembre 1943. Grazie a questa indagine, tre mesi fa sono state posate delle Pietre d’Inciampo davanti all’edificio dell’ex ospizio, restituendo un nome e una storia a quelle vittime.

Liceo del Convitto “Umberto I”: “Le leggi razziali e l’espulsione degli allievi ebrei dalle scuole”. L’archivio come prova
L’intervento dei docenti del Convitto si è concentrato sull’analisi dell’archivio storico dell’Istituto. È stata ricostruita la parabola di Franco Momigliano: dalla pagella scolastica all’espulsione per le leggi razziali, fino alla sua scelta di diventare partigiano combattente e alla successiva laurea. È stato sottolineato che il progetto è un lavoro in divenire, poiché resta ancora molto materiale da indagare all’interno dell’archivio d’istituto per ricostruire pienamente le vicende legate all’esclusione scolastica del 1938 e presentare in futuro i risultati della ricerca agli studenti.

I.C. di Leinì – Scuola “Anna Frank”. La ricaduta sulla cittadinanza
Il Professor Davide Aimonetto ha illustrato un progetto focalizzato su Giorgio Perlasca che ha coinvolto le scuole e l’intero territorio. L’attività è culminata in due mattinate con oltre 500 partecipanti al Teatro Pavarotti dove si è tenuto un importante incontro con autori di libri sulla Shoah per ragazzi. Durante l’evento è stata proiettata la storia di Elena Colombo ed è intervenuto l’attore Alessandro Albertin, narratore della vicenda di Perlasca, con una lettura tratta dal testo “Perlasca, l’eroe invisibile”. Questa sinergia tra scuola e teatro ha permesso di trasformare la didattica in un potente momento di partecipazione civile.

In conclusione della mattinata di lavori, è emersa con forza l’importanza del percorso compiuto dalle classi. Questo lavoro costante e capillare non è solo un esercizio di studio, ma rappresenta una memoria viva e partecipata. Portando i ragazzi fuori dalle aule, facendoli dialogare tra loro e con i documenti d’archivio, con i luoghi della città e con le storie personali, la scuola assolve al suo compito di trasformare la conoscenza storica in un’eredità condivisa, capace di formare coscienze vigili e attive nel presente.

Tavola rotonda e conclusioni

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata a una tavola rotonda e alle conclusioni, con una sessione di confronto e dibattito tra docenti e dirigenti. Sono state proposte riflessioni sul ruolo della Rete Didattica della Shoah e sulle prospettive per il futuro.

Di Eva Vitali Norsa

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