5 Maggio 2026

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Dal 30 aprile al 3 maggio si è svolto il tradizionale Moked, il raduno culturale primaverile organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, tornato nella cornice abituale di Milano Marittima dopo la partentesi calabrese dell’anno scorso. Di Anna Segre.

Dal 30 aprile al 3 maggio si è svolto il tradizionale Moked, il raduno culturale primaverile organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, tornato nella cornice abituale di Milano Marittima dopo la partentesi calabrese dell’anno scorso. Il titolo scelto per quest’anno era Torà, amore e fantasia. Pur non raggiungendo il numero di partecipanti di alcuni anni fa, quando il Moked attirava molte centinaia di persone, la partecipazione è stata ampia rispetto alle previsioni degli organizzatori, tant’è che i posti disponibili nell’albergo erano tutti esauriti. Una dimensione (circa 150-200 persone) che ha i suoi vantaggi perché consente una maggiore interazione tra i partecipanti. Per noi torinesi a questa dimensione più famigliare si aggiungeva la sensazione di giocare in casa, dato che molte attività sono state gestite dalla nostra Ruth Mussi e dai nostri ex Rabbino Capo e Rabbanit Rav Ariel Di Porto ed Elisabetta Triola.
La forza del Moked – e dell’ebraismo italiano in generale – sta nella capacità di unire e far dialogare persone con idee e modi di vivere l’ebraismo anche molto diversi tra loro. Così è stato anche quest’anno.
Le molteplici attività si sono articolate intorno a tre nuclei principali: il tema dell’amore (lo stesso previsto per la Giornata Europea della Cultura Ebraica che si svolgerà a settembre) declinato in varie forme; le sfide attuali per l’ebraismo italiano, e in particolare la sua capacità di comunicare all’esterno e, durante lo Shabbat, la Parashà della settimana, Emor, richiamata in molti interventi dei rabbini presenti e soprattutto oggetto di un’interessante lezione di Rav Roberto Della Rocca tenuta sabato mattina a bordo piscina dopo la tefillà e dopo un kiddush abbondante e sfizioso: un buon esempio dell’importanza di trovare la sacralità anche nella concretezza della vita quotidiana di cui aveva appunto parlato il Rav analizzando la parte della parashà relativa all’offerta dei pani nel Tempio.
Il tema dell’amore è stato analizzato da varie prospettive (psicologica, filosofica, sociologica), in dialogo con le fonti della tradizione ebraica: il Cantico dei Cantici e le sue interpretazioni allegoriche (illustrate dal filosofo Massimo Giuliani), i testi che smentiscono le false accuse rivolte all’ebraismo di essere una religione in cui la legge prevale sull’amore (tema di un intervento di Rav Roberto Della Rocca), il Talmud con i suoi racconti spesso sconcertanti e problematici sulle relazioni tra i Maestri e le loro mogli (presentati da Elisabetta Triola e Ruth Mussi, che hanno poi sollecitato la discussione del pubblico).
Di ebraismo italiano si è parlato in due momenti serali, il primo centrato sui giovani – con Maia Piperno, attuale Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, Ioel Arturo Roccas, vicepresidente dell’EUJS (Unione Europea degli Studenti Ebrei), e Daniele Nahum, ex Presidente UGEI attualmente Consigliere Comunale di Milano – e il secondo sull’UCEI, con la neoeletta Presidente Livia Ottolenghi e i Consiglieri Ucei lì presenti, tra cui la nostra rappresentante Sara Levi Sacerdotti, che hanno presentato brevemente il proprio ruolo nell’Unione e i programmi lasciando spazio soprattutto alle domande del pubblico.
Bel tempo, buon cibo e convivialità hanno accompagnato la parte culturale, e non sono mancati momenti di attività fisica. Bene organizzate anche le attività per i bambini. Sarebbe bello se in futuro si potessero coinvolgere di più anche i giovani, e se fosse possibile incentivare la partecipazione di un numero maggiore di persone con prezzi più contenuti o comunque con sconti o aiuti per le famiglie. Forse anche le Comunità ebraiche potrebbero avere un ruolo più attivo da questo punto di vista.

Di Anna Segre

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