Mercoledì 26 novembre ho partecipato alla presentazione del libro di Fabrizio Rondolino ELENA. Storia di Elena Colombo, una bambina sola nella Shoah, edito da Giuntina, organizzata dalla Biblioteca Civica Villa Amoretti di Torino con il supporto del Comune di Torino e con il patrocinio della Comunità Ebraica.
L’autore racconta la storia vera di Elena, una bambina ebrea di Torino ai tempi delle persecuzioni, che ha affrontato da sola l’arresto, la deportazione e il suo destino finale, eventi dei quali però non si sono trovate che poche tracce. Eppure nelle pagine di Rondolino Elena rivive nell’amicizia di chi l’ha conosciuta alla scuola elementare e nell’affetto di chi le è stato vicino nei mesi bui in cui lei è stata nascosta, insieme alla sua famiglia. L’autore ricostruisce un lessico famigliare intimo su frammenti di ricordi della sua breve vita, raccontati da una sua cugina, da alcune compagne della terza elementare e dagli eredi di chi l’ha aiutata a nascondersi. Nella memoria dei racconti ascoltati da questi eredi è rimasta impressa la forza di Elena, nonostante non l’avessero conosciuta personalmente. Emerge una Elena vitale che affascina le persone che incontra, anche per poco tempo, e diventa così immortale. Corredano il libro alcune foto ritrovate di Elena e dei suoi, alcune lettere e cartoline che aiutano il lettore a definire in modo vivido non solo l’aspetto, ma anche la personalità spiccata di Elena.
Inoltre la storia personale dello scrittore si intreccia con quella della bambina in quanto la cugina dì Elena è anche la nonna di Rondolino. L’autore quindi, ricordando i racconti, ascoltando le testimonianze di chi è ancora con noi e consultando i documenti rimasti, ha potuto ripercorrere anche la storia della propria famiglia e delle sue tradizioni.
L’interessante dialogo tra lo storico Alberto Cavaglion e Fabrizio Rondolino ci ha condotto nel mondo di Elena arricchendoci e aiutandoci anche ad individuare lucidi punti di vista da cui osservare gli eventi del momento storico che stiamo vivendo.
Inoltre, in sala erano presenti Laura Ravenna Tedesco, compagna della terza elementare e preziosa testimone della vita di Elena, e Piera Billotti Marinoni che nel 2020 ha fatto mettere la pietra di Inciampo in via Piazzi 3 a Torino, in ricordo della famiglia Colombo. Il bisnonno di Piera aveva affittato dei locali per l’attività commerciale di Sandro, il papà di Elena, proprio in via Piazzi.
A nome della Comunità ringrazio Stefania Marengo e i suoi collaboratori della Biblioteca Civica Villa Amoretti per il profondo e motivato interesse ed impegno per la presentazione di questo libro e i gruppi di lettura Villa Amoretti e Leggere Claudiana per l’attenzione dedicata alle tematiche trattate dall’opera. Stefania Marengo da anni si occupa di progetti di valorizzazione della lettura di opere molto spesso riguardanti il mondo ebraico.
Maria Grazia Vaccaro Levi

