17 Febbraio 2026

In questo articolo:

L’emozione di arrivare per la seconda volta alla plenaria dell’UCEI è forte. Di Sara Levi Sacerdotti.

L’angolo dell’UCEI
di Sara Levi Sacerdotti

L’emozione di arrivare per la seconda volta alla plenaria dell’UCEI è forte. Vedere i rappresentanti dell’Italia ebraica riuniti nella stessa stanza per decidere le politiche che ci accompagneranno nei prossimi anni è una responsabilità che sento profonda, primaria.
Siamo arrivati un po’ alla rinfusa — qualcuno con ritardi importanti dovuti ai sabotaggi dell’alta velocità — ma il 15 gennaio alle 11.00 eravamo quasi tutti presenti.
L’emotività iniziale ha cominciato a sciogliersi, trasformandosi lentamente in tensione. Il lavoro diplomatico portato avanti dalle tre candidate alla presidenza e dalle persone di loro fiducia avrebbe dovuto produrre il risultato sperato, almeno per la lista Habait alla quale appartiene Livia Ottolenghi e sostenuta tra gli altri dalle medie e piccole Comunità.
E infatti, dopo le dichiarazioni di voto, al traguardo della maggioranza assoluta la neo Presidente è scoppiata in un pianto liberatorio, stringendo in un abbraccio il padre Enzo presente in sala, mentre i Consiglieri applaudivano fragorosamente, come se si fosse arrivati in cima a una vetta.
Successivamente si è proceduto alla votazione dei membri di Giunta e dei Probiviri, tra cui figurano — tra gli altri — due esperte giuriste torinesi: Bianca Gardella Tedeschi e Gaia Bertolin. Decisamente un buon risultato per Torino.
Non sarà un percorso semplice. Ci troviamo di fronte a un governo composto da quattro posizioni diverse, dopo una campagna elettorale molto accesa.
Dunque, si è giunti a una sorta di grande coalizione, come in Germania, con equilibri attentamente pesati tra grandi, piccole e medie Comunità, ma anche tra tematiche essenziali per l’ebraismo italiano viste da angolature differenti in un quadriennio che certamente non si prospetta tra i più facili.
Per quanto mi riguarda vorrei dare il mio contributo nelle commissioni o tavoli riguardanti la lotta all’antisemitismo, il rapporto tra memoria e futuro, e il coinvolgimento dei giovani.
Per quanto riguarda la neoeletta Presidente, Livia Ottolenghi, la mia impressione è quella di una persona di grande valore, determinata e dotata di una dialettica pacata ma incisiva. È riuscita a mantenere salda la propria candidatura in un contesto di forte aggressività, dimostrando equilibrio e fermezza, riuscendo così a portare la presidenza Habait all’Unione.

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