2 Dicembre 2025

In questo articolo:

Attacchi a Stampa e scritte sui muri mostrano intolleranza: chiamata all'unità democratica, dialogo informato e riconoscimento della complessità, responsabilità civile. Di Anna Segre.

Indubbiamente veniamo da una settimana molto difficile: episodi come l’assalto a La Stampa o le scritte sul muro esterno della sinagoga di Monteverde a Roma e, ancora più grave, sulla targa in memoria di Stefano Gay Taché, il bambino ucciso nell’attentato alla sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, sono l’indizio di un clima pesantissimo, in cui si mettono in discussione valori che credevamo riconosciuti da tutti, come la libertà di stampa o il rispetto per tutte le religioni.
Un clima che dovrebbe indurci ad unirci, a chiamare a raccolta tutti coloro che credono nei valori democratici, creare un fronte unitario contro la violenza e l’intolleranza, al di là delle divergenze di opinione, dando vita a un confronto sereno e costruttivo. Non è utile alimentare polemiche e incomprensioni all’interno di questo fronte.
Colpisce, in particolare, ricordare che un giornale come La Stampa, vittima pochi giorni fa di un’azione ignobile perché accusato di essere acriticamente a favore di Israele, ha subito più volte l’accusa opposta – ancora poco tempo fa nell’ambito della manifestazione contro l’antisemitismo – con toni talvolta sopra le righe.
A mio parere abbiamo già abbastanza nemici senza bisogno di inventarne altri. Molti interventi, anche nelle nostre chat private, tendono a semplificare eccessivamente la realtà, negando o sottovalutando la complessità: o di qua, o di là, o pensi esattamente quello che penso io o sei un nemico (o se non proprio un nemico un complice dei nemici). O si viene accusati di essere acriticamente dalla parte delle frange più estremiste dell’attuale governo israeliano o si viene accusati di essere a favore dei propal che appoggiano acriticamente Hamas; e molto spesso, come dimostra quello che è successo a La Stampa (e succede continuamente anche all’interno delle nostre Comunità), si viene accusati contemporaneamente di entrambe le cose. Sarebbe bello se fossimo capaci di tornare a discutere serenamente, almeno tra di noi. Per l’ebraismo la discussione in sé è un valore.
E sarebbe bello se fossimo sempre capaci di riconoscere la complessità, di capire che ci sono tante situazioni non semplici, in cui non ci si può limitare a dire “o di qua o di là” perché ci sono dettagli che sfuggono, informazioni non note o di cui non si tiene conto. Analizzare attentamente, valutare eccezioni, distinguere tra casi che sembrano simili e magari invece divergono per un dettaglio fondamentale. Anche questo dovrebbe essere un modo di procedere caratteristico della cultura ebraica.

Anna Segre

Altre notizie:

  • Nora Bussigny a Torino: un confronto sulle nuove forme dell’antisemitismo

    13 Ottobre 2026

    Articoli

    Più di cento persone hanno partecipato, l’11 ottobre, alla Comunità Ebraica di Torino, alla presentazione del libro I nuovi antisemiti di Nora Bussigny. Di Sara Levi Sacerdotti.

  • Esilio e rinascita

    13 Ottobre 2026

    Articoli

    Domenica 11 ottobre si è svolto a Torino un interessante convegno dell’AME, Associazione Medica Ebraica, dal titolo Esilio e rinascita. Il contributo degli ebrei italiani alla costruzione dell’Ospedale Hadassah di Gerusalemme.

  • Insieme per ricordare il 7 ottobre

    13 Ottobre 2026

    Articoli

    Un momento di raccoglimento e di preghiera, una tavola rotonda, canti nella piazza, poesie, un concerto. Dalla sera di martedì 6 ottobre a quella di mercoledì 7 la nostra Comunità si è riunita più volte per ricordare l’orrore di tre anni fa in modi diversi. Di Anna Segre.

  • 7 ottobre: un minuto insieme in tutta Italia

    13 Ottobre 2026

    Articoli

    La sera del 6 ottobre in tutte le Comunità ebraiche italiane si è svolta una cerimonia di commemorazione, attraverso l'accensione delle luci nelle Sinagoghe e un minuto di silenzio, che ha visto la partecipazione degli iscritti e delle Autorità.