24 Marzo 2026

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Mercoledì 18 marzo si è tenuto un importante incontro sulla piattaforma Zoom, organizzato da Anavim, che ha visto confrontarsi l’on. Piero Fassino, il sen. Graziano Delrio e il dr. Manuel Disegni su un tema scottante e quanto mai attuale: “La questione ebraica e l’antisemitismo di sinistra”. Di Marta Morello.

Mercoledì 18 marzo si è tenuto un importante incontro sulla piattaforma Zoom, organizzato da Anavim, che ha visto confrontarsi l’on. Piero Fassino, il sen. Graziano Delrio e il dr. Manuel Disegni su un tema scottante e quanto mai attuale: “La questione ebraica e l’antisemitismo di sinistra”.
Il confronto si è aperto con l’intervento di Manuel Disegni, autore del saggio Critica della questione ebraica – Karl Marx e l’antisemitismo. Disegni ha analizzato l’attuale situazione in Medio Oriente, evidenziando come la rinascita dell’antisemitismo possa essere ricondotta a una matrice essenzialmente economica e legata all’imperialismo americano, dinamica in cui Israele si trova coinvolto nello scontro con parte dei paesi mediorientali.
Di diverso avviso Graziano Delrio, che ha espresso il proprio dissenso rispetto all’impostazione di Disegni. Secondo Delrio, l’antisemitismo non è un fenomeno figlio dell’industrializzazione, ma somiglia piuttosto a un “fiume carsico” millenario che periodicamente riaffiora in superficie. Il vero pericolo, secondo l’esponente politico, risiede nel silenzio della cultura democratica e della sinistra italiana: un’assenza di reazione che indebolisce la qualità della convivenza civile e la tenuta stessa della democrazia di fronte a segnali che, in tutta Europa, crescono in modo vertiginoso.
Sulla stessa linea si è posto Piero Fassino, che ha confermato l’analisi di Delrio ricordando le radici antiche dell’antigiudaismo. Fassino ha sottolineato come il fenomeno dell’antisemitismo, cui si aggiunge ora l’antisionismo, riemerga ciclicamente in concomitanza con grandi crisi politiche, economiche e sociali.
Secondo Fassino, tale deriva è favorita da una profonda ignoranza storica e da un sistema di informazione pubblica che, spesso senza controlli, divulga contenuti a sproposito. La soluzione, ha concluso l’ex ministro, non può che risiedere in una “robusta azione pedagogica” e in una diffusione capillare della cultura a tutti i livelli della società.
Il dibattito seguito agli interventi è stato acceso e di grande spessore, presenti oltre 110 persone in collegamento da tutta Italia. La discussione è stata coordinata con la consueta efficacia dal Vicepresidente di Anavim, Giuseppe Di Chio, il quale ha invitato a intervenire Livia Ottolenghi, neo-Presidente dell’UCEI, che ha seguito l’incontro sin dall’apertura.
Quanto emerso durante il confronto tra gli intervenuti porta altri interrogativi ed apre nuove problematiche. La sfida ora è duplice: da un lato allargare e approfondire le riflessioni teoriche, dall’altro — e soprattutto — trovare il modo di tradurre questi temi in azioni concrete.

di Marta Morello

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