13 Ottobre 2026

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Un momento di raccoglimento e di preghiera, una tavola rotonda, canti nella piazza, poesie, un concerto. Dalla sera di martedì 6 ottobre a quella di mercoledì 7 la nostra Comunità si è riunita più volte per ricordare l’orrore di tre anni fa in modi diversi. Di Anna Segre.

Un momento di raccoglimento e di preghiera, una tavola rotonda, canti nella piazza, poesie, un concerto. Dalla sera di martedì 6 ottobre a quella di mercoledì 7 la nostra Comunità si è riunita più volte per ricordare l’orrore di tre anni fa in modi diversi, con la forza della preghiera e del silenzio, la lucidità dell’analisi geopolitica, la commozione del canto.

Nella serata del 6 ottobre un momento di preghiera in sinagoga, al termine della consueta funzione del martedì, con la partecipazione delle Autorità e di rappresentanti di altre religioni che ci hanno portato la loro solidarietà, graditissima in questo momento in cui molti di noi provano un senso di grande solitudine.

L’incontro del 7 ottobre dal titolo Il filo nero del terrorismo globale, da Putin a Hamas ha riunito personalità diverse, con diversi approcci al tema delle connessioni politiche, ideologiche e strategiche che legano regimi autoritari e organizzazioni terroristiche. Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento Europeo, non potendo essere presente per una concomitante votazione, ha inviato un messaggio video in cui sottolinea la necessità di condannare l’attacco del 7 ottobre senza se e senza ma. Delle numerose ambiguità presenti nel discorso pubblico attuale hanno parlato anche Gianni Vernetti e il moderatore della tavola rotonda, Sergio Rovasio. Il giornalista Carlo Romeo si è soffermato in particolare sul tema più specifico, l’influenza della Russia putiniana, molto più pericolosa e pervasiva di quanto molti credano. Come sempre ampia e articolata l’analisi geopolitica di Gabriele Segre, che ha rilevato come Israele, in quanto “territorio di faglia” tra Oriente e Occidente, sia colpito più duramente dalla generale crisi di valori e mancanza di punti di riferimento che attraversa il nostro tempo.

Forse anche perché promosso da più organizzazioni (oltre alla Comunità Ebraica di Torino il Gruppo di Studi Ebraici, l’Adei-Wizo di Torino, l’Associazione Camis de Fonseca, la Comunità Ebraica di Casale Monferrato, Sinistra per Israele – Due popoli, due Stati, Italia Israele Piemonte e l’Associazione Italia Israele), ciascuna con i propri iscritti e simpatizzanti, l’incontro ha visto una partecipazione di pubblico eccezionale, molto superiore alle nostre aspettative, tanto che purtroppo non è stato possibile far entrare tutti perché la capienza della sala non lo permetteva. Colgo l’occasione per chiedere scusa a nome del Consiglio della Comunità e ringraziare tutti per la loro preziosissima vicinanza.

Alla tavola rotonda è seguito ancora un momento di commozione e canto all’esterno della Comunità, nella Piazzetta Primo Levi. La serata si è poi chiusa con Shirim, In Canto per Israele, un concerto della cantante ed ebraista Maria Teresa Milano, ben conosciuta nella nostra Comunità perché per molti anni maestra del coro dell’Asset (Associazione Ex Allievi e Amici della Scuola Ebraica di Torino), accompagnata alla chitarra da Dario Littera e preceduta da un’introduzione di Sarah Kaminski, che ha presentato alcune poesie. Maria Teresa Milano ha proposto una serie volutamente sobria di canti più o meno noti, un intarsiato emozioni, di esperienze collettive, di momenti di gioia e di sofferenza, con particolare spazio alle voci femminili di ieri e di oggi che hanno cantato le varie fasi della vita, dal desiderio di maternità, l’infanzia, la preghiera, alla guerra, la sofferenza e l’eterna dolcezza dell’amore. Voci prevalentemente di donne anche per ricordare le donne, vittime colpite in modo più crudele e troppo spesso minimizzato o negato il 7 ottobre 2023.

Nell’angoscia della rievocazione di quei momenti terribili e nella rabbia che tutti proviamo per le negazioni, sottovalutazioni se non vere e proprie giustificazioni che ci tocca continuamente leggere e ascoltare, questi eventi, che hanno riunito persone e gruppi con opinioni e sensibilità molto diverse, sono stati indubbiamente un conforto e una luce nel buio di questo periodo difficile.

Grazie a tutti coloro che con la loro partecipazione hanno contribuito ad accendere e diffondere questa luce.

Anna Segre

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