17 Febbraio 2026

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Lo scorso 11 febbraio 2026 a Nizza Monferrato è intervenuta la Consigliera Lea Fubini portando il saluto della Comunità ebraica.

Lo scorso 11 febbraio 2026 a Nizza Monferrato è intervenuta la Consigliera Lea Fubini portando il saluto della Comunità ebraica.
Riportiamo di seguito il discorso pronunciato:

Buongiorno a tutti,
intervengo in rappresentanza della Comunità Ebraica di Torino in sostituzione del Presidente dottor Dario Disegni che in questa occasione è stato costretto da altri impegni istituzionali a rinunciare alla sua presenza, in precedenza più volte assicurata.
Porto il saluto della Comunità e più ancora il suo sentito ringraziamento per essere stata nuovamente coinvolta in questa importante cerimonia che celebra l’ottantunesimo anniversario della scomparsa del Giusto tra le nazioni questore Giuseppe Palatucci e nella quale si rievoca oggi ancora una volta la sua figura storica e morale ricordando quanto del suo operato e del suo messaggio è già stato ampiamente illustrato in occasione della apposizione del pannello e poi in occasione della successiva piantumazione dell’ulivo – simbolo di pace – che perpetuano ed onorano il suo ricordo. Quanto oggi stiamo doverosamente facendo si inquadra nella meritoria attività di forte impegno culturale e sociale che il Comune di Nizza Monferrato, con il significativo contributo della Questura di Asti, svolge attraverso il Giardino in cui ci troviamo, dedicato alla Memoria ed in tale ambito ai Giusti tra le nazioni che ne rappresentano uno degli elementi essenziali. Il Giardino è stato concepito e viene conservato nello spirito di uno specifico riferimento alla Shoah, ovvero allo sterminio di sei milioni di appartenenti al popolo ebraico, posto in essere dal regime nazista come primo ed essenziale elemento di realizzazione della sua politica di igiene razziale; sterminio che purtroppo in molti paesi occupati avvenne con il volenteroso complice aiuto da parte dei locali regimi fascisti collaborazionisti e che fu spesso direttamente consentito dalla colpevole passività di quei tanti che non vollero vedere e capire quel che stava succedendo, riscattata poi dalle gloriose pagine che furono capaci di scrivere gli uomini e le donne che seppero invece ribellarsi aprendo e portando a compimento la Resistenza, fondamento prezioso della nostra più che preziosa Carta Costituzionale democratica. La scelta compiuta in tal senso dal Comune è giusta e lodevole, ma questo richiamo alla Memoria della Shoah interpella ed obbliga tutti ad una ulteriore riflessione sul fatto che il regime hitleriano, senza mancare di colpire e sterminare i suoi oppositori politici, distrusse oltre a milioni di ebrei anche altri milioni di appartenenti a gruppi sociali diversi, accomunati agli ebrei nella politica di igiene razziale del regime, in quanto si rivolse altresì contro e colpì tremendamente rom e sinti, disabili fisici e mentali, omosessuali, neri e meticci, testimoni di Geova ed asociali, tutte quelle persone che riteneva esprimessero valori diversi da quelli della fantomatica razza pura che secondo la follia hitleriana avrebbe dovuto governare il nuovo ordine mondiale. Siamo dunque tutti obbligati a tenere conto che Nacht und nebel, notte e nebbia, fu innanzitutto per gli ebrei ma che nella vicenda storica che qui ricordiamo tale tragica sorte colpì tanti altri esseri umani, ai quali anche, come persone e come gruppi di appartenenza, deve essere rivolto il ricordo e nei confronti dei quali esiste altrettanto forte debito di fare memoria da rispettare e tramandare. Se saremo tutti capaci di perpetuare l’obbligo di memoria per la Shoah e di memoria per tutte le altre vittime del nazi-fascismo trarremo motivo, strumento e forza non solamente per affrontare i rigurgiti di dirompente antisemitismo che si presentano nel nostro mondo attuale ma anche per opporci doverosamente all’odio ed al male che in tante forme ed in tanti luoghi ma sempre con effetti perversi rinascono purtroppo ogni giorno ed infettano la vita dei popoli e travolgono vite umane.

Nizza Monferrato 2026 la scuola

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