Discorso pronunciato dalla Vice Presidente della Comunità Anna Segre il 1° aprile alla cerimonia di commemorazione dell’82° Anniversario del Sacrificio dei Martiri del Martinetto
Buongiorno a tutte e a tutti, porto il saluto della Comunità Ebraica di Torino.
Oggi, come ogni anno, siamo qui insieme per ricordare tutti coloro che in questo luogo diedero la vita per la nostra libertà. Giovani e meno giovani, studenti, lavoratori, diversi mestieri, diverse le circostanze del loro arresto, diverse le date in cui furono fucilati.
Tra loro Ferruccio Valobra, comandante di una formazione partigiana autonoma operante nel carmagnolese. In quanto ebreo il regime fascista aveva fatto di lui un cittadino di serie B; per i nazisti non aveva neppure diritto di vivere. La partecipazione degli ebrei alla Resistenza insieme agli altri fu anche una risposta a queste ideologie che negavano l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani. Per questo è importante essere qui tutti insieme, a ottantadue anni di distanza, a ricordare con gratitudine e commozione questi caduti e ricordare che i valori per cui caddero, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia, non possono mai essere dati per scontati ma richiedono la nostra adesione attiva, il nostro impegno costante.
Questa sera per noi ebrei inizierà la festa di Pesach, la Pasqua, che ricorda la liberazione degli ebrei dalla schiavitù. Una festività lieta in cui si usa anche riflettere e discutere perché nemmeno una Liberazione ottenuta più di tremila anni fa può essere data per scontata senza l’impegno a mantenerla viva.
Un impegno a cui noi italiani saremo chiamati anche dal calendario civile. Tra poche settimane ricorderemo la Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal nazifascismo, tra due mesi celebreremo i primi ottant’anni della nostra Repubblica. Non ci mancheranno, dunque, le occasioni per fare festa, e anche per riflettere.
In un mondo in cui nulla può essere dato per scontato, ogni momento come questo diventa particolarmente rilevante e significativo.
Grazie, dunque, a tutte e a tutti per essere qui oggi.

