Tra le varie tappe del viaggio in Italia di Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, i due padri che hanno perso le figlie nel conflitto e che oggi viaggiano in giro per il mondo a portare il loro messaggio di riconciliazione tra i due popoli, non poteva mancare il quartiere multietnico di San Salvario, che ospita anche la nostra Sinagoga e il Tempio Valdese, i luoghi centrali della vita delle nostre comunità.
Molto apprezzabile, dunque, l’iniziativa dell’ANPI Nicola Grosa, che ha sede nella zona, di organizzare domenica scorsa, 18 ottobre, una serata alla Casa del Quartiere a cui hanno aderito numerose istituzioni e comunità religiose, tra cui la nostra. La serata faceva seguito all’iniziativa di candidare i due padri al Premio Nobel per la Pace, che è stata richiamata all’inizio da Augusto Montaruli, Presidente dell’ANPI Nicola Grosa e da Paolo Verri, Presidente del Comitato per il Nobel ai padri.
L’incontro aveva lo scopo di presentare il libro Mio padre, tuo padre – Due uomini contro l’odio israelopalestinese (di De Agostini Libri, 2025) con la partecipazione delle due autrici, Carola Benedetto e Luciana Ciliento e dei due protagonisti. A differenza dell’altro libro già dedicato a loro, Apeirogon di Colum McCann (Feltrinelli, 2021), molto difficile e complesso, Mio padre, tuo padre è un libro per ragazzi, volto a far conoscere la storia di Rami e Bassam al maggior numero possibile di persone. Il dialogo, condotto molto bene da Sara Platone della Libreria Claudiana, ha riguardato anche il conflitto israelo-palestinese in generale, e il gruppo nel cui ambito Rami e Bassam si sono conosciuti, il Parents Circle-Families Forum (fondato – è stato ricordato – da un ebreo ortodosso, Yitzhak Frankenthal). Molto affascinante la suggestione iniziale di Sara Platone che ha rievocato la celeberrima scena dell’Iliade in cui i due nemici, Priamo e Achille, riconoscono ciascuno l’umanità dell’altro e piangono insieme.
Non tutto ciò che è stato detto è dal mio punto di vista condivisibile; in particolare ci sono state ambiguità e reticenze sulle reali prospettive di pace e, da parte di Bassam Aramin, un’eccessiva indulgenza verso Hamas, che a mio parere è una sciagura per i palestinesi ancora di più di quanto lo sia per gli israeliani. Bassam ha ricordato, giustamente, i buoni rapporti che si sono instaurati tra la Germania e Israele pochissimi anni dopo la Shoah, ma non ha considerato che questo cambiamento è stato possibile perché la Germania non era più quella di prima. Comunque sia non credo che sia ragionevole pretendere che un palestinese pensi esattamente le stesse cose che pensiamo noi (e si possa permettere di esporle a voce alta) per poter dialogare, altrimenti non dialogheremo mai.
Alla presentazione è seguita una cena sociale interculturale rigorosamente vegetariana, con circa un’ottantina di persone, a cui hanno partecipato, portando un saluto, tra gli altri, il Presidente dell’Anpi provinciale Nino Boeti, l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia che ha portato il saluto del Sindaco, e Giampiero Leo, Vice Presidente del Comitato Diritti Umani e Coordinamento Interconfessionale della Regione Piemonte. Una cena, appunto, per riunire insieme le varie comunità religiose del quartiere, un momento di condivisione che – è stato detto da più parti – altrove sarebbe forse stato impensabile. Il segno tangibile di un dialogo che deve essere tenuto aperto anche quando sembra difficile, prendendo esempio dal coraggio di Rami e di Bassam.
Anna Segre




