23 Giugno 2026

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Si è svolto mercoledì 17 giugno l’incontro con l’autrice Ghila Piattelli, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo Ovunque sia casa, pubblicato dalla casa editrice Giuntina. Di Stefania Piovesan.

Si è svolto mercoledì 17 giugno l’incontro con l’autrice Ghila Piattelli, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo Ovunque sia casa, pubblicato dalla casa editrice Giuntina.
Scrittrice e giornalista per Il Foglio, italo-israeliana, nata a Roma nel 1973 e trasferitasi in Israele nel 1992, Ghila Piattelli è laureata in Filosofia presso l’Università Ebraica di Gerusalemme. Insegna e affianca all’attività didattica quella letteraria; Ovunque sia casa rappresenta il suo terzo romanzo pubblicato da Giuntina.
L’evento, organizzato e gentilmente ospitato da Claudia De Benedetti, Vice President della Maccabi World Union, ha registrato una partecipazione numerosa e attenta. Tra i presenti figuravano rappresentanti di alcune delle più importanti realtà associative torinesi, tra cui ADEI WIZO Torino, l’Associazione Italia-Israele di Torino, diversi membri della nostra Comunità e membri di altre organizzazioni del territorio.
Il dialogo con l’autrice ha suscitato grande interesse e coinvolgimento. Numerose le domande rivolte a Ghila Piattelli, che ha risposto con generosità, offrendo approfondimenti e dettagli sui personaggi di questo giallo e sul complesso percorso creativo che ha portato alla sua realizzazione. Senza svelarne il finale, l’autrice ha condiviso riflessioni sul lavoro di scrittura di un’opera da lei stessa definita “stratificata”, nella quale i personaggi si sviluppano e maturano attraverso gli anni, consentendo al lettore di accompagnarli nelle loro conquiste, nei loro dubbi e nelle loro sfide.
Protagoniste assolute della narrazione sono le donne: figure diverse tra loro, ciascuna con una storia unica e irripetibile, accomunate tuttavia dal desiderio di comprendere, risolvere e ricomporre qualcosa della propria esistenza. Un percorso che richiama la circolarità della vita ebraica, scandita dalle festività e dai momenti che ne definiscono il ritmo e l’identità culturale.
Il romanzo offre inoltre scorci inediti di Gerusalemme, lontani dagli stereotipi e dalle immagini legate esclusivamente al turismo o all’attualità politica, per restituire invece la dimensione autentica della vita quotidiana. Attraverso le vicende dei suoi personaggi, il libro racconta anche l’esperienza dell’aliyah, il ritorno in Eretz Israel di persone che vi portano le proprie radici familiari e culturali, riscoprendone al contempo di ancora più antiche.
L’incontro si è concluso in un clima di grande partecipazione e interesse, confermando il valore della letteratura come strumento di dialogo, riflessione e conoscenza.

Stefania Piovesan

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