9 Giugno 2026

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Come possiamo aiutarvi? È la domanda fondamentale che Mercedes Bresso, coordinatrice della sezione torinese di Sinistra per Israele due popoli due stati, ha rivolto sia a Chen Arieli, vicesindaca di Tel Aviv, sia all’attivista palestinese Samer Sinijlawi nell’ambito dell’evento dal titolo Sconfiggere Netanyahu che si è tenuto ieri presso la Città Metropolitana di Torino. Di Anna Segre.

Come possiamo aiutarvi? È la domanda fondamentale che Mercedes Bresso, coordinatrice della sezione torinese di Sinistra per Israele due popoli due stati, ha rivolto sia a Chen Arieli, vicesindaca di Tel Aviv, sia all’attivista palestinese Samer Sinijlawi nell’ambito dell’evento dal titolo Sconfiggere Netanyahu che si è tenuto ieri presso la Città Metropolitana di Torino.
L’idea della Bresso, semplice ma estremamente efficace, consisteva in questo: far capire che il ruolo che può avere chi discute dall’Italia sul conflitto israelo-palestinese non è quello di schierarsi e di iscriversi all’una o alla altra tifoseria ma quello di immaginare percorsi realistici e soluzioni realistiche che possano portare alla pace. E qualunque soluzione realistica, a parere di coloro che sono intervenuti, passa per un cambio di governo in Israele. Dopo gli interventi iniziali di Arieli e Sinijlawi, collegati a distanza, e il discorso appassionato e molto applaudito di Emanuele Fiano, Presidente di Sinistra per Israele, ancora una testimonianza in collegamento con Israele è arrivata dall’attivista italo-israeliano Roberto Della Rocca, sempre molto lucido nelle sue analisi e diretto nelle sue prese di posizione.
L’evento si è concluso con gli interventi dei rappresentanti di tutti i partiti e organizzazioni che avevano dato la loro adesione, uno spettro ampio e variegato che costituiva l’altro elemento significativo della serata: se sollecitati a favorire soluzioni concrete al di là degli slogan, anche partiti che talvolta appaiono ostili a Israele non possono fare a meno di riconoscere che non esistono alternative al dialogo e al reciproco riconoscimento tra i due popoli.
Significativo, purtroppo, anche lo schieramento di polizia che è stato necessario perché l’evento si potesse tenere, mentre già nei giorni precedenti era circolato un invito a boicottarlo, con uno slogan che dice tutto sullo spirito democratico dei suoi promotori: Fuori “Sinistra per Israele” dalla nostra città. E nonostante i presenti in sala fossero decisamente molto più numerosi di coloro che all’esterno lanciavano slogan contro l’esistenza stessa di Israele, ovviamente sono stati poi questi ultimi che hanno catturato l’attenzione della cronaca.
Ma la sala pienissima e l’adesione di tanti partiti dimostra che nonostante le apparenze c’è una maggioranza silenziosa che, come è stato detto in più interventi, deve avere coraggio e non tacere per paura di una minoranza urlante.

Anna Segre

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