Se il 25 aprile è la data ufficiale scelta in tutta Italia per festeggiare la Liberazione dal nazifascismo e per la Comunità ebraica non è stato possibile partecipare (data la concomitanza con lo Shabbat), per la città di Torino anche la data del 26 è significativa, segnando l’inizio dell’insurrezione in città (è noto l’ordine in codice, “Aldo dice 26×1”). Dunque, come ha giustamente affermato il Presidente Dario Disegni, se per la Comunità ebraica non è stato possibile partecipare ufficialmente né alla fiaccolata del 24 aprile sera né alle celebrazioni del 25, anche la data del 26 non è comunque priva di significato.
Due i momenti con cui la nostra Comunità ha festeggiato domenica scorsa la Liberazione: la presentazione, a cura dell’autrice Liliana Picciotto, della ricerca e del database sui resistenti ebrei italiani e lo spettacolo del cantante Carlo Pestelli, ricercatore di canti della Resistenza e autore di un interessante libro uscito alcuni anni fa sulla storia di Bella ciao (Bella ciao. La canzone della libertà, add, Torino 2016).
Due momenti diversi e complementari, che hanno riempito entrambi la sala del Centro Sociale.
Liliana Picciotto ha illustrato le motivazioni e le modalità della sua ricerca, che ha condotto alla creazione di un database che presto diventerà un libro (Einaudi), con i 909 nomi dei resistenti ebrei di cui abbiamo notizia fino a questo momento e le loro storie, assai variegate. Molti i piemontesi, alcuni dei quali sono stati citati nella presentazione.
Il database è consultabile all’indirizzo resistentiebrei.cdec.it
La Resistenza – ha concluso la Picciotto – è stata il luogo di riconciliazione necessario degli ebrei con una patria che si era mostrata matrigna, la ricostruzione di un patto che oggi qualcuno sembra voler mettere in discussione. Proprio per questo oggi più che mai è importante ricordare la partecipazione ebraica alla Resistenza, troppo spesso non riconosciuta o sottovalutata.
Carlo Pestelli, molto bravo e molto applaudito, ha ripercorso la storia della Resistenza in ordine cronologico, dalle lotte anarchiche al dopoguerra, attraverso molte canzoni, più o meno conosciute, introdotte da brevi spiegazioni. Alla fine non poteva mancare Oltre il ponte, scritta da Italo Calvino e musicata dall’ebreo torinese Sergio Liberovici.
Di Anna Segre



