31 Marzo 2026

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Il 30 marzo è stata presentata a Torino la nuova legge regionale sulla memoria dei fatti del 1848, anno in cui il Regno di Sardegna concesse i diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica.

Alla presentazione della nuova legge regionale hanno partecipato la prima firmataria Monica Canalis, il giornalista Francesco Antonioli, il costituzionalista Giovanni Boggero, il presidente del Comitato Interfedi Valentino Castellani, il presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, la sociologa Stefania Palmisano, la presidente della Fondazione Centro culturale valdese Bruna Peyrot, il pastore Giuseppe Platone, l’onorevole Valdo Spini ed il presidente del Concistoro di Torino Sergio Velluto.

Il 30 marzo è stata presentata a Torino la nuova legge regionale sulla memoria dei fatti del 1848, anno in cui il Regno di Sardegna concesse i diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica.
Grazie alla legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 24 febbraio scorso, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto, tramite l’istituzione di una giornata regionale, ogni 17 febbraio, per fare memoria dei fatti del passato e sensibilizzare ai valori della convivenza e della tolleranza.
Durante la presentazione è emersa con forza l’importanza del dialogo tra le religioni e del confronto tra la religione e la politica, per rafforzare il diritto e il valore della libertà religiosa, in un’epoca caratterizzata dal post secolarismo e dal ritorno delle guerre di religione. Le religioni possono essere attori di pace e di convivenza, nel pluralismo e nel rispetto delle diversità, svolgendo un ruolo di coesione comunitaria e non solo di introspezione privata.
Ricordare la storia peculiare del Piemonte può quindi lenire le dolorose ferite del passato, in una terra in cui l’appartenenza religiosa ha causato per secoli scontri sanguinari ed ingiuste segregazioni, essere di stimolo per una riflessione sul riconoscimento di tutte le confessioni e sul significato della cittadinanza delle minoranze, non solo religiose, ed infine sollecitare una compiuta inclusione di tutte le attuali componenti della comunità piemontese.
L’auspicio espresso nel convegno è che buone pratiche come il comitato Interfedi del comune di Torino si estendano ad altri Municipi e che la legge piemontese incoraggi una iniziativa legislativa parlamentare sul tema della libertà religiosa.

Si allegano alcune foto dell’evento ed il link della registrazione audio.

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