31 Marzo 2026

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Grande partecipazione e interesse per l’incontro online “Tutto è un complotto? Decifrare i labirinti della disinformazione”, promosso dall’Associazione Ex Allievi delle Scuole Ebraiche di Torino (Asset). Di Tiziana Allegra.

Grande partecipazione e interesse per l’incontro online “Tutto è un complotto? Decifrare i labirinti della disinformazione”, promosso dall’Associazione Ex Allievi delle Scuole Ebraiche di Torino (Asset).
L’iniziativa si inserisce in un percorso che Asset porta avanti da tempo, con l’obiettivo di creare spazi di confronto aperto su temi complessi e attuali. Un impegno che, soprattutto dopo il 7 ottobre 2023, si è tradotto in numerosi incontri con esperti, studiosi e testimoni, offrendo occasioni di dialogo e approfondimento sempre molto partecipate.
Al centro della serata il libro di Massimo Rostagno, Dizionario minimo dei complottismi, che – come ha sottolineato l’autore – nasce con un’ispirazione civile: offrire “un piccolo contributo alla salute della democrazia, oggi inquinata da narrazioni tossiche”.
Nel corso del confronto è emerso come il complottismo non sia soltanto un insieme di teorie infondate, ma una modalità di lettura della realtà che prova a semplificare la complessità, offrendo spiegazioni lineari in un contesto che molti percepiscono come sempre più incerto. Un fenomeno che, spesso, risponde a un bisogno più che a una semplice mancanza di informazioni.
Su questo punto si è soffermato anche Klaus Davi, evidenziando il ruolo che alcune categorie – come “élite”, “poteri forti” – assumono oggi nel linguaggio contemporaneo. Espressioni che funzionano come scorciatoie interpretative, capaci di individuare rapidamente un responsabile e rendere il racconto più immediato e condivisibile.
Allo stesso tempo, è emerso come questi codici narrativi possano talvolta riprendere, anche in modo inconsapevole, schemi più antichi legati alla costruzione del nemico, tra cui quelli dell’antisemitismo.
Claudia Conte ha richiamato l’attenzione sulla dimensione culturale ed emotiva del fenomeno, sottolineando come il complottismo intercetti paure e bisogni identitari, offrendo narrazioni coerenti e rassicuranti in un mondo che appare spesso difficile da interpretare.
Particolarmente significativo il momento finale di dialogo con il pubblico, che ha posto numerose domande e condiviso riflessioni, confermando quanto questi temi siano sentiti e vicini all’esperienza di molti.
L’incontro rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso che Asset continua a costruire con continuità, offrendo occasioni preziose di ascolto, confronto e crescita condivisa.

Di Tiziana Allegra

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