ARTICOLO TEST

Il Progetto “Le Vite de Le case e le cose”

Fondazione 1563 per l’arte e la cultura della Compagnia di San Paolo Prende avvio Le Vite de Le case e le cose, progetto che nasce dall’esperienza della mostra realizzata in occasione dell’80 anno di emanazione delle leggi razziali dalla Fondazione 1563 per l’arte e la cultura della Compagnia di San Paolo. Si tratta di un’attività di ricerca, collaborazione e intreccio tra le fonti cittadine e nazionali: a partire dalle pratiche nominative di sequestro e confisca dei beni ebraici, conservate nell’archivio della Compagnia di San Paolo (Fondo Gestione EGELI, Istituto di San Paolo di Torino), la ricerca procede tra le carte dei diversi archivi, cittadini e non solo, per ricostruire la storia delle persone, rilevando e testimoniando quanti e quali fossero gli ambiti della vita investiti dalla normativa del 1938 e delle leggi successive. La sezione dedicata sul sito http://le-case-e-le-cose.fondazione1563.it/le-vite/ (dopo aver aperto il sito, clikkare sulla fotografia di Silvio Segre) vuole essere un esempio di narrazione basata sui documenti che rende immediatamente nota la fonte archivistica. Le Vite si configura come un progetto di public history e di archivistica partecipata: si richiede infatti a quanti interessati – persone o famiglie – a indagare e rintracciare i percorsi biografici dei loro famigliari a partire dalle carte conservate nell’archivio della Compagnia di San Paolo, di contattare la redazione del progetto alla mail le-case-e-le-cose@fondazione1563.it.

Indagine mercato Edilizia Sinagoga Alessandria

INDAGINE MERCATO_EDILIZIA_pub_15gg

In riferimento alle manifestazioni di interesse per i lavori di restauro della Sinagoga di Alessandria lotto 1 e lotto 2, che la data del sorteggio prevista per giovedi 13/06 è stata annullata. La nuova data verrà pubblicata sul sito e comunicata direttamente per mail ai partecipanti

Indagine mercato Restauri Sinagoga Alessandria

Orario uffici

A parziale rettifica di quanto indicato nel Notiziario, il 22 aprile rimarranno chiusi i soli uffici amministrativi. Resta a disposizione degli iscritti l’Ufficio Rabbinico per assicurare la vendita di prodotti casher-le-Pesach.

Progetto “Non dimenticare.

 Le conseguenze delle leggi razziali del 1938 al Liceo Gioberti”

La ricerca raccolta nel volume “Non dimenticare. Le conseguenze delle leggi razziali del 1938 al Liceo Gioberti” è un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro che nel 2016/17 e 2017/18 ha coinvolto trentadue studenti di classi diverse del Liceo Gioberti, guidati da quattro insegnanti. Viene presentata al pubblico da alcuni studenti, proprio in occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria. Dopo un percorso di incontri con esperti, storici, testimoni e professionisti, gli alunni si sono concentrati sui documenti conservati nell’Archivio storico del liceo, nell’Archivio Terracini della Comunità ebraica e nell’Archivio di Stato, alla ricerca dei professori e degli studenti che a causa delle leggi razziali furono allontanati dal liceo o subirono conseguenze anche gravi, con un approfondimento sulla storia personale di Mario Lattes. Tante le storie che affiorano alla luce da fotografie, registri di classe e di ammissione agli esami, pagelle, lettere, telegrammi, verbali. Vengono così riportate alla nostra attenzione le figure dei due professori sospesi mentre sono in servizio al Liceo Gioberti: Marco Levi, che ricopre vari incarichi di responsabilità all’interno della scuola, e Giuseppe Morpurgo, punto di riferimento culturale fuori e dentro l’Istituto. La ricerca studia anche la vita e le famiglie degli studenti definiti di “razza ebraica” a cui è stato impedito di continuare il liceo. Oltre a Mario Lattes, ci sono: Alda Beer, Germana Colombo, Vera Debenedetti, Giuliana Diena, Gastone Guastalla, Lucia e Gabriella Morpurgo, figlie del professore, Giorgio Ovazza, Guido e Sergio Treves. Tra gli altri studenti colpiti in modo più o meno drammatico dalle leggi razziali ci sono: Franco Foà, che pur continuando a frequentare il liceo in quegli anni ha preferito assumere il cognome della madre, Bernardi, per non destare sospetti, e Bruno Finzi il cui nome sul registro accompagnato dalla scritta in rosso “di razza ebraica”. La ricerca è riuscita anche a individuare le ripercussioni drammatiche delle leggi su alcuni studenti che avevano frequentato il Gioberti molti anni prima, come Enrico Anau, studente di I Classico nel 1901-02 a cui nel 1938 viene impedito l’esercizio della professione di medico, o Ugo Segre, studente di I Classico nel 1909-10, morto con il figlio Tullio ad Auschwitz. Ci sono poi le tre docenti sospese mentre prestano servizio in altre scuole, colpite dalle leggi razziali, con differenti conseguenze, a volte drammatiche, che arriveranno al Gioberti dopo la guerra e vi rimarranno a lungo, fino alla pensione: Lia Corinaldi, Giuliana Fiorentino in Tedeschi e Giorgina Levi in Arian. La pubblicazione è reperibile online all’indirizzo web: www.liceogioberti.gov.it/wp-content/uploads/2018/05/Non-dimenticare.pdf

Premio Interfedi 2018 – Comunicato stampa

 

PREMIO INTERFEDI PER IL RISPETTO DELLE MINORANZE E PER LA LAICITÀ
AL 36° TORINO FILM FESTIVAL
Festeggia quest’anno la sua sesta edizione il Premio Interfedi, “Premio per il rispetto delle
minoranze e per la laicità”, che la Giuria Interfedi assegnerà all’interno del 36° Torino Film Festival
(23 novembre – 1 dicembre 2018).
Il riconoscimento, istituito nel 2013 per iniziativa della Chiesa Valdese e della Comunità Ebraica di
Torino, minoranze religiose storiche italiane, con l’adesione del Comitato Interfedi della Città di
Torino, intende premiare film che contribuiscono a dare voce a tutti i tipi di minoranze,
promuovendone il rispetto, il riconoscimento dei diritti, l’integrazione, il superamento delle
discriminazioni, e che al contempo affermano i valori della laicità, della cultura della tolleranza, del
rispetto dell’autonomia, della libertà e della responsabilità individuali.
Nel corso di questi anni, i temi ed i valori verso i quali il Premio vuole richiamare l’attenzione sono
risultati sempre più attuali e importanti quanto più gli stessi appaiono oggi messi in discussione.
Di fronte al diffondersi in tutta Europa di politiche di chiusure delle frontiere, atteggiamenti
xenofobi, un crescente clima di intolleranza, l’acuirsi di manifestazioni di razzismo, discriminazioni
del diverso per lingua, etnia, religione, il Premio Interfedi afferma l’accoglienza, la tolleranza, la
condivisione, la solidarietà, il rispetto reciproco, la dignità umana, l’accettazione delle diversità
etniche, culturali e religiose quali fondamenta per una società giusta ed inclusiva, capace di
promuovere l’incontro e lo scambio interculturale e in cui il diritto e la libertà del singolo individuo
(libertà di parola, di culto, di orientamento etico e sessuale) siano preservati.
Il cinema e il linguaggio cinematografico costituiscono un’efficace modalità per comunicare, per esprimere e trasmettere idee, per stimolare riflessioni, per avvicinare mondi lontani e culture
differenti, in un momento di incontro e confronto.
Ad esprimere un messaggio di dialogo tra le religioni e ad affermare la pluralità di fedi e culture
come occasione di arricchimento reciproco, i tre componenti della Giuria Interfedi sono designati,
uno ciascuno, dai tre promotori dell’iniziativa, Chiesa Valdese di Torino, Comunità Ebraica di Torino
e Comitato Interfedi della Città di Torino, che riunisce i rappresentanti di Cristianesimo (cattolici,
protestanti e ortodossi), Ebraismo, Induismo, Islamismo, Buddismo e del mondo mormone.
Nelle precedenti edizioni, il premio Interfedi è stato assegnato a La Plaga di Neus Ballus (2013), Felix
& Meira di Maxime Giroud (2014), Coup de Chaud di Raphaël Jacoulot (2015), Avant les Rues di
Chloè Leriche (2016) e À Voix Haute di Stéphane De Freitas (2017).
Per maggiori informazioni e dettagli sul premio, i film in concorso, sale, date

 

Comunicato_Stampa_Premio_Interfedi_2018

 

“Ancora troppi eventi antisemiti al Campus”

Notte dei cristalli

COMUNICATO STAMPA
GIOVEDI’ NOTTE SINAGOGA ILLUMINATA NELL’80° ANNIVERSARIO
DELLA NOTTE DEI CRISTALLI

Nella notte dal 9 al 10 novembre 1938, utilizzando come pretesto l’assassinio, avvenuto a Parigi il 6 novembre, del diplomatico tedesco Ernst von Rath da parte di un giovane esule ebreo, Hirsch Grynszpan, il regime nazista scatenò in tutta la Germania la furia antisemita contro i luoghi degli ebrei.
Quella notte, chiamata “Notte dei Cristalli” (in tedesco Kristallnacht), furono attaccati e distrutti migliaia tra Sinagoghe, negozi, uffici e abitazioni di ebrei e quasi duecento persone furono uccise, mentre vennero poi avviati nei campi di concentramento circa 30.000 ebrei.
Nell’ottantesimo anniversario di quel tragico evento, per tutta la notte tra giovedì e venerdì (anticipando la data di un giorno per concomitanza del 9 novembre con lo Shabbat), la Sinagoga torinese, così come migliaia di altre in ogni parte del mondo, terrà accese le proprie luci, in ricordo delle luci che furono spente a suo tempo.


Torino, 7 novembre 2018