3 Febbraio 2026

In questo articolo:

Al Liceo Berti fotografia, studenti e musica intrecciano Storia e memoria familiare, trasformando il Giorno della Memoria in formazione viva. Di Eva Vitali Norsa

La fotografia come documento storico: dalla Grande Storia negli scatti di Lee Miller alle immagini private di Italo e Régine Momigliano, tra Parigi e Torino

Aula Magna Liceo Berti 27- 30 gennaio 2026

L’evento organizzato per il Giorno della Memoria al Liceo Berti si è distinto per la capacità di trasformare la commemorazione in un autentico momento di formazione. L’iniziativa, curata dalla Prof.ssa Gazzi, da anni anima del Progetto Memoria dell’Istituto, con la collaborazione della maestra di canto Arianna Stornello, ha proposto un percorso rigoroso che ha saputo collegare la Grande Storia universale alla dimensione privata.
Il filo conduttore è stato lo sguardo fotografico: dagli scatti crudi e iconici della fotografa americana Lee Miller, testimone privilegiata dei primi momenti del dopoguerra in Germania, alla storia intima della famiglia Momigliano, tra Parigi e Torino.
Il cuore della manifestazione ha visto protagonisti gli alunni della classe IV G del Liceo EsaBac.
I ragazzi hanno illustrato con estrema serietà un percorso espositivo articolato in quattro aree, commentando le immagini, poste su pannelli, con didascalie in tre lingue, italiano francese e tedesco.
L’ultima parte dell’evento ha assunto una dimensione performativa e di profondo impatto emotivo: la lettura di alcuni passi del diario di Italo Momigliano si è intrecciata con la proiezione di foto di famiglia e l’esecuzione di musiche (violino e pianoforte dal vivo) e canti in ebraico e francese. La partecipazione in sala della figlia Silvana e della nipote di Italo Momigliano ha conferito una dimensione di realtà e commozione tangibile, trasformando la ricerca storica in testimonianza viva.
In un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo, in cui il significato stesso del Giorno della Memoria viene talvolta criticato o messo in dubbio, partecipare a un evento di questa profondità ci restituisce il senso autentico del ricordo.
Quando la Memoria smette di essere una vuota celebrazione per farsi ricerca rigorosa, cura del dettaglio e partecipazione attiva — come dimostrato dalla serietà degli studenti e dal silenzio attento del pubblico di loro compagni — essa diventa un veicolo vitale di valori per le nuove generazioni. È proprio attraverso questo passaggio di testimone, consapevole e partecipato, che la trasmissione del ricordo conserva ancora oggi tutta la sua ragione d’essere.

Eva Vitali Norsa

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