Un incontro dedicato alla storia della Comunità ebraica di Roma e alla lunga vicenda del suo ghetto, dalla sua istituzione nel 1555 fino al 1870, quando, con l’Unità d’Italia, il quartiere venne smantellato.
Nel volume, Serena Di Nepi, docente di Storia moderna alla Sapienza Università di Roma, ricostruisce oltre tre secoli di storia attraverso le vicende della comunità ebraica romana, inserendole nel più ampio contesto delle grandi trasformazioni politiche, sociali e culturali dell’età moderna: dalle guerre d’Italia alla Riforma, dall’Illuminismo al Risorgimento.
La storia del ghetto viene raccontata a partire dalle esperienze concrete di uomini e donne che dovettero confrontarsi con discriminazioni, battesimi forzati, difficoltà economiche e persecuzioni, ma che seppero anche costruire forme di solidarietà e strategie di sopravvivenza, mantenendo salda la propria identità ebraica. Viaggi, conflitti, incontri, oggetti, libri e figure più o meno note permettono così di restituire la complessità della vita di una comunità che ha attraversato secoli di profondi cambiamenti.
Serena Di Nepi insegna Storia moderna alla Sapienza Università di Roma. I suoi interessi di ricerca riguardano in particolare la storia delle minoranze religiose, con specifica attenzione alla comunità ebraica nei secoli del ghetto, e la storia della schiavitù mediterranea. Tra le sue pubblicazioni: Sopravvivere al ghetto. Per una storia sociale della comunità ebraica nel Cinquecento (Viella, 2013; ed. inglese Brill, 2020), I confini della salvezza. Schiavitù, conversione e libertà nella Roma di età moderna (Viella, 2022) e Roma 1524. I Capitoli di Daniel da Pisa e la nascita di una nuova comunità ebraica (con B. Cooperman, A. Esposito e P. Savy; Giuntina, 2025).
Con l’autrice presenti Laura Gaffuri e Chiara Pilocane. Ha introdotto l’incontro Dario Disegni, Presidente della Comunità ebraica di Torino.
Una conversazione che, partendo dalla storia del ghetto di Roma, invita a riflettere sulla storia dell’ebraismo romano, sulla condizione delle minoranze e sul rapporto tra memoria, identità e luoghi.
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