Giovedì scorso, 1° ottobre, circa cinquanta persone hanno cenato insieme nella sukkà della nostra Comunità. Un appuntamento annuale importante, una cena aperta a tutti che ha chiuso e completato il panorama di eventi nella sukkà organizzati da gruppi e istituzioni: la scuola, i giovani, le donne, chi studia l’ebraico…
Essendo la vigilia dell’ultimo giorno di Sukkot, Osha’anà Rabbà, l’interessante introduzione alla serata di Rav Ariel Finzi, si è concentrata appunto su questa festività, forse meno nota ma non meno significativa. Una sorta di piccola appendice del Kippur in cui abbiamo ancora una possibilità di chiedere perdono per colpe di cui abbiamo preso coscienza tardivamente; una festa ricca di usanze e tradizioni ma non di regole vere e proprie, una sorta di festa del volontariato – ha spiegato Rav Finzi – in cui si celebra la disponibilità a fare qualcosa di più di quello che è prescritto (che comunque non deve essere trascurato perché per l’ebraismo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è più meritevole chi compie un’azione perché vincolato da un precetto che chi la compie spontaneamente).
Il tema di quest’anno era l’identità ebraica rispecchiata nelle poesie. Nei giorni che hanno preceduto la cena chiunque volesse aveva la possibilità di inviare agli organizzatori una poesia che riteneva particolarmente significativa, non necessariamente di argomento ebraico o di un autore ebreo, perché qualche elemento della storia o dell’identità ebraica si può ritrovare anche in un’immagine, in un accostamento, in una metafora. Chi aveva proposto poesie ha poi brevemente letto e analizzato il testo e illustrato i motivi della sua scelta. Silvia Finzi Levi ha proposto La capra di Umberto Saba, Rossella Berardi ha analizzato Gabbiani di Vincenzo Cardarelli. Non sapendo decidere quale dei due fosse il suo preferito Claudia Reichembach ha presentato due testi, Insegnami, o Dio di Leah Golberg e Autunno di Chandra Livia Candiani. Curiosamente i coniugi Filippo Levi e Susanna Terracina, all’insaputa l’uno dell’altra, hanno proposto entrambi poesie di Primo Levi, Schemà (Susanna) e La bambina di Pompei (Filippo). Le due Ruth, Ruth Mussi e Ruth Dabby, hanno infine proposto testi biblici, rispettivamente il lamento di David, elegia per la morte di Saul e Jonatan (Samuele 2 1,17-27) e il Salmo 27 (Il Signore è la mia luce e la mia salvezza).
Infine Giorgio Ajò, Rebecca Segre e Francesca Yulzari hanno parlato della loro esperienza di viaggio in Israele con un gruppo di giovani nell’ambito del progetto Taglit.
Un caloroso ringraziamento a Filippo Levi e a Ruth Mussi che hanno organizzato la serata. A loro è stato dedicato, giustamente, un caloroso applauso dai partecipanti. Un altro applauso non meno forte è stato dedicato a Deborah Cesana, che ha curato la grafica del libretto contenente le poesie proposte nella serata che è stato distribuito a tutti i partecipanti: un prezioso ricordo di questo momento di gioia in cui, come ha commentato a posteriori Ruth Mussi, abbiamo provato quanto è bello e piacevole sedere insieme come fratelli.
Anna Segre

