Comunicazioni dalla Biblioteca

La biblioteca rimarrà chiusa giovedì 21 marzo 2019

Offerte al GET

Comunichiamo con piacere che da oggi è possibile destinare anche al gruppo dei Giovani Ebrei Torinesi (GET) le proprie offerte per le aliyot a Sefer. Grazie in anticipo a chiunque vorrà contribuire

KKL-Raccolta fondi in memoria di Paola Diena

Per ricordare Paola, il KKL apre una raccolta fondi a suo nome. Le donazioni verranno destinate ad un bellissimo progetto chiamato Sha’ar HaNegev https://www.kklitalia.it/progetti/shaar-ha-negev/

Quale Adàr?

Il 5779, come è risaputo, è un anno embolismico che comprende quindi tredici mesi anziché dodici. Alcuni anni, sette in un ciclo di diciannove, hanno questa particolarità dovuta alla necessità che la festa di Pèsach cada in primavera, secondo quanto stabilito dalla Torà (Dt 16,1): “Osserverai il mese della primavera e farai il sacrificio pasquale al Signore tuo D. perché nel mese della primavera il Signore tuo D. ti fece uscire nottetempo dall’Egitto”.
Per questo motivo, in determinati anni, viene aggiunto un mese di Adàr; la festa di Purìm viene fissata nel secondo Adàr che, sotto certi aspetti, è quindi considerato quello principale. Il motivo di ciò secondo la ghemarà non è legato però alla maggiore importanza del secondo Adàr rispetto al primo, ma alla volontà di avvicinare il più possibile la salvezza di Purìm a quella di Pèsach.
Rimane pertanto la domanda circa quale sia il mese aggiunto, se il primo o il secondo Adàr. Il Talmùd Yerushalmì nel trattato di Meghillà riporta una discussione in merito, ma le Tosafòt (Rosh ha-shanà 19b) giungono alla conclusione che l’Adàr fondamentale sia il secondo, e che il primo sia pertanto quello aggiunto. Altri commentatori, ad esempio Rabbènu Nissìm, sono di un altro parere.
Quando ci rapportiamo alla questione può sembrarci di poco conto, per via di un rapporto quantomeno superficiale con il nostro calendario e la nostra scansione del tempo; anticamente il peso di tale problematica doveva essere ben maggiore, con implicazioni in vari ambiti, come quello dei voti e della scrittura dei documenti, con una casistica abbastanza complessa, che non è possibile riportare in questa sede.
Ciononostante, anche al giorno d’oggi ci sono delle conseguenze significative, particolarmente in due ambiti, quello dei bar mitzwà e degli anniversari.
Per il bar mitzwà: negli anni embolismici, a meno che non si sia nati in un anno embolismico nel primo mese di Adàr, questo viene celebrato nel secondo Adàr (Ramà, Orach Chayìm 55,10).
Per gli anniversari invece, c’è una differenza di indirizzo fra i sefarditi e gli ashkenaziti: lo Shulchàn ‘Arùkh infatti stabilisce (Orach Chayìm 568,7) che, se il decesso è avvenuto in un anno con un unico Adàr, si ricordi il defunto (e secondo il loro uso si digiuni) nel secondo Adàr. Il Ramà ritiene invece che si debba digiunare nel primo Adàr.
L’uso a Torino, in base alla testimonianza di Isacco Levi z”l, riportatami da Rav Somekh, che ringrazio, è quella, a meno che il decesso non sia avvenuto nel secondo Adàr, di celebrare gli anniversari nel primo Adàr, secondo l’uso ashkenazita.
Un’ultima questione riguarda l’insegnamento della ghemarà, secondo cui “da quando entra Adàr si accresce la gioia”. Nei responsa dello Yà’vetz (cap. 89) è spiegato che è evidente che in questo caso ci si riferisca al secondo Adàr, perché il motivo della gioia è, come per la lettura della meghillà fissata nel secondo Adàr, la vicinanza della redenzione di Purìm e di quella di Pèsach.
Che D. possa destinare per noi tutti quanto prima una gioia e una redenzione completa.

Rav Ariel Di Porto

Shevat -Adar Rishon 5779 – Febbraio 2019

Libri Febbraio

1878-2018: il tempio israelitico di Vercelli / a cura di Rossella Bottini Treves. – Vercelli : Comunità ebraica di Vercelli, 2018. – 108 p. : ill. ; 28 cm. libri G.VIII.115

 Addressing Anti-Semitism trhough education : guidelines for policymakers. – Paris : UNESCO, 2018. – 88 p. ; 24 cm G.VIII.113

Refugee policies from 1933 until today: challenges and responsibilities / International Holocaust. – Berlin : Metropol, 2018. – 238 p. ; 22 cm E.VIII.114

L’uomo-numero / Franca Berardi. – Genova : Zona, 2018. – 96 p. ; 20 cm G.VI.245

 Il complotto del bene : Francia meridionale 1942-1943: la questione ebraica durante l’occupazione italiana. – Baldissero d’Alba : Soletti, 2018. – 182 p. : cartina geografica ; 21 cm. G.VI.246

I cinque / Vladimir Jabotinsky ; traduzione e cura di Marta Zucchelli. – Roma : Voland, 2018. – 310 p. ; 21 cm G.VIII.237


Il filo di Auschwitz : romanzo / Véronique Mougin ; traduzione di Lucia Corradini Caspani. – Milano : Corbaccio, 2019. – 473 p. ; 22 cm G.VIII.238

 Il ragazzo di Auschwitz : avevo solo 8 anni quando sono entrato in un campo di concentramento / Steve Ross. – Roma : Newton Compton, 2019. – 284 p. ; 22 cm G.VII.239

Piccola autobiografia di mio padre / Daniel Vogelmann. – Firenze : Giuntina, 2019. – 34 p. : ill. ; 20 cm G.I.246

Le 100 parole della Shoah / Tal Bruttmann, Christophe Tarricone ; traduzione di Vanna Vogelmann. – Firenze : Giuntina, 2019. – 157 p. ; 20 cm G.I.247

Antisemitismo / Gadi Luzzatto Voghera. – Milano : Bibliografica, 2018. – 133 p. ; 17 cm G.I.249

Poesie / Avraham Ben Yitzhak ; a cura di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen ; [con un saggio. – Pesaro : Portartori d’acqua, 2018. – 22 p. : 1 ritratto ; 18 cm. G.I.250

Nel silenzio della neve … / Ezio Freni. – Bari : Laterza, 2018. – 110 p. ; 20 cm G.I.251

Gerti, Bobi, Montale & c. : vita di un’austriaca a Trieste / Waltraud Fischer ; prefazione di Elvio Guagnini. – Parma : Diabasis, 2018. – 206 p. : ill. ; 21 cm G.VI.248

Il caso Kaufmann / Giovanni Grasso. – Milano : Rizzoli, 2019. – 382 p. ; 22 cm G.VI.249

Gli atti di mia madre / András Forgách ; traduzione dall’ungherese di Mariarosaria Sciglitano. – Vicenza : Pozza, 2018. – 315 p. ; 22 cm G.VII.242

Noi, bambine ad Auschwitz : la nostra storia di sopravvissute alla Shoah / Andra e Tatiana Bucci ;. – Milano : Mondadori, 2018. – 133 p., [8] p. di tav. : ill. ; 21 cm G.VI.250