×

ORARI TRAMONTO



Sezioni

La presenza di un nucleo ebraico ad Acqui si fa risalire al 1400.
Varie vicissitudini segnarono la vita della piccola Comunità che nel 1731 fu costretta a risiedere nel ghetto.

Circa 180 persone si trovarono così obbligate ad abitare in un piccolo quartiere situato vicino alla fontana dell'Acqua Bollente.
La sinagoga si trovava ai portici Saracco. L'emancipazione albertina permise poi, nella seconda metà dell'800, ai circa 500 abitanti di esercitare i loro diritti civili e religiosi al pari degli altri cittadini.

Cimitero
Ingresso generale via G. Romita,31, 15011 Acqui Terme AL
Ingresso diretto Via B. Salvadori, 31, 15011 Acqui Terme AL

Le prime presenze di ebrei in Alessandria risalgono alla fine del XV secolo, quando la città faceva parte del Ducato di Milano.

Nel XVI secolo la comunità ebraica riuscì ad impedire non solo la creazione del ghetto ma a garantirsi la permanenza in Alessandria, nonostante la cacciata generale degli ebrei nel 1597 dal Ducato di Milano, all’epoca sotto il dominio spagnolo. Agli inizi del 1600 nel panorama cittadino, gli ebrei alessandrini si dedicano al commercio e all’industria, raggiungendo posizioni ragguardevoli.
Il ghetto fu istituito nel 1724 nell’area in cui gli ebrei si erano stabiliti tra la fine del XV ed il XVI secolo, di qui il nome Contrada degli Ebrei dato a questa zona.
Nel 1835, durante un matrimonio, crollò il pavimento del tempio: morirono 42 persone, molte delle quali non ebree, a testimonianza della forte integrazione tra le due entità.
L’area subì modifiche nel XIX secolo, ma in alcuni cortili di case sono ancora visibili i lunghi balconi, le altane e i ballatoi del periodo del ghetto.
Le due Sinagoghe:
Il tempio grande, costruito in stile eclettico, viene inaugurato nel 1871, dopo l’emancipazione, ma una precedente sinagoga sorgeva entro il perimetro del ghetto. Sulla fastosa facciata esterna, spiccano le Tavole della Legge, salendo le scale si entra nella Sinagoga a pianta rettangolare, volutamente imponente, con motivi neogotici, tre ordini di finestre e vetri policromi.

Il matroneo è su due piani, i loggiati, sui lati brevi della sala, sono ad archi. A fianco dell’Aron (l’armadio sacro che contiene i rotoli della Torà) si trova la Cantoria.
Nel 1944 la Sinagoga è stata danneggiata e saccheggiata; durante i successivi restauri gli arredi distrutti sono stati sostituiti con altri provenienti dalla Sinagoga di Nizza Monferrato.

Entrando nell’edificio si trova sulla destra una seconda Sinagoga, il tempietto invernale: un piccolo gioiello di arte ebraica piemontese restaurato di recente.
L’aula scolastica: al secondo piano è rimasta intatta una semplice stanza in cui si insegnava la Torà.

Segreteria e Sinagoga: Via Milano, 7, 15121 Alessandria AL

Cimitero: Viale Teresa Michel, 15121 Alessandria AL

Un antico documento testimonia una piccola presenza ebraica ad Asti già nel IX secolo. Con le corpose migrazioni dalla Francia (XIV secolo) e dalla Germania prima e dalla Spagna poi nel XVI secolo, la Comunità cominciò ad espandersi ed a diventare più cosmopolita.

Il ghetto venne istituito nel 1723 nella cosiddetta Contrada degli Ebrei, ora via Alberti, e in quella di San Bernardino, ora via Ottolenghi. Qui si insediarono anche gli ebrei di Canelli e san Damiano.

Nonostante un'accusa di sacrificio rituale, gli ebrei astigiani vissero sempre in armonia con la popolazione cittadina. La testimonianza di questo si può ritrovare nelle numerose tracce della presenza ebraica ad Asti. In Piazza Alfieri si trova Palazzo Ottolenghi, acquistato verso la metà del XIX secolo da Zaccaria Ottolenghi e donato dalla famiglia alla città. In via Federico della Valle una lapide ricorda Salvatore Ottolenghi, assistente di Cesare Lombroso.
Il Teatro Alfieri fu voluto da Zaccaria Ottolenghi quando gli fu negato l’uso di un palco nel Teatro San Bernardino, allora riservato ai nobili.
Nei giardini pubblici si trova il busto di Alessandro Artom, inventore del radiogoniometro.
In via Cavour sorge il palazzetto Artom, sulla cui facciata si può notare il busto scolpito di Isacco Artom, nominato segretario particolare di Camillo Cavour all’indomani dell’Unità d’Italia.

La Sinagoga:
L'attuale sinagoga, chiamata abitualmente "scola" e poi "tempio", é il risultato di una ristrutturazione compiuta nel 1889 per iniziativa e a spese di Jacob Ottolenghi e del fratello Leonetto, autore del progetto posto in opera dal geom. Carlo Benzi. Dalle planimetrie e dalle sezioni del tempio preesistente (rimaneggiato nel 1838) risulta che la sua struttura é' rimasta sostanzialmente la stessa: le novità consistono nello spazioso matroneo, nell'ampliamento dei finestroni con vetri colorati a due colori nel gusto dell'epoca, nello spostamento del podio per l'officiante (tevah) dal centro al fondo innanzi all'Aron (l'armadio sacro in cui sono conservati i rotoli della Torà), in conformità alla tendenza prevalente dopo l'emancipazione di avvicinarsi il più possibile all'impostazione delle chiese. Alla stessa epoca risalgono la facciata, il cortile antistante e probabilmente gli altri locali dell'edificio (ora sede, a cura dell'Assessorato alla cultura del Comune di Asti, della mostra permanente della Resistenza), nonche' l'impianto di riscaldamento ad aria e di illuminazione a gas (1889) con l’intento di renderla più simile alle chiese cattoliche.
La pianta è quadrata, suddivisa da quattro colonne marmorizzate.
Le due file di banchi che scorrono lungo i fianchi risalgono al Settecento.

La facciata è neoclassica con un sagrato racchiuso da un’ampia cancellata.
L’Aron, opera della bottega del Bonzanigo, è un capolavoro di ebanisteria realizzato agli inizi del XIX secolo: è composto da otto pannelli scolpiti e dorati; di particolare pregio sono l’Arca dell’Alleanza e l’Altare con la fiamma.

Il Museo:
Nei locali che un tempo ospitavano il tempietto invernale si può visitare un piccolo ma importante museo in cui sono esposti oggetti liturgici, rituali e varie testimonianze della presenza ebraica in Asti.

Sinagoga e Museo: Via Ottolenghi, 8, 14100 Asti AT

Cimitero: Via Martiri Israeliti, 2, 14100 Asti AT

Le prime notizie riguardanti la presenza ebraica a Carmagnola risalgono al XV secolo.

Nel 1680 Abramo Laude tentò l’acquisto di alcuni terreni, ma venne bloccato dall’intervento della seconda Madama Reale: l’episodio fu il pretesto, da parte delle autorità comunali, per un tentativo di reclusione degli ebrei.
Nel 1723, quando si istituirono i ghetti in tutto il Piemonte, si discusse tra una parte della Comunità che voleva mantenere la residenza nella zona centrale di Carmagnola ed il Consiglio della Città che già da anni cercava di allontanare gli ebrei dalla zona dei commerci.
Nel 1724 si giunse alla decisione di istituire il ghetto nell’Isola delle Cherche, delimitata dalle attuali vie Bertini, Cherche, Benso e Baldessano.
L’arrivo nel 1737 degli ebrei di Racconigi, un gruppo troppo piccolo per restare comunità autonoma, determinò l’accrescersi della popolazione, accertato nel 1761 a 110 persone.
Oggi la Comunità è estinta ma rimane, a testimonianza dell’antico splendore, il bellissimo Tempio.

La Sinagoga
La splendida Sinagoga, recentemente restaurata, é in stile barocco ed è situata all’interno di una delle case settecentesche del ghetto. Essa ha conservato invariati i caratteri originari settecenteschi, ed è riconosciuta, per la linearità delle forme, per la suggestiva sequenza degli spazi, per la garbata eleganza degli arredi, come l’esempio più prezioso e significativo in Piemonte.
Vi domina il legno: tramite una scala a chiocciola si raggiunge un vestibolo con un lavamani, proseguendo si sale un ulteriore scaletta per il matroneo, schermato da una grata lignea.
L’aula di preghiera si apre al visitatore in maniera inaspettata: è quadrangolare, illuminata da sette ampie finestre disposte lungo le pareti e sormontate da decorazioni in stucco. Gli scranni lignei occupano i quattro lati. Dal soffitto con travi a vista pendono cinque lampadari settecenteschi in legno dorato, mentre il pavimento è in cotto.
La splendida Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) risale al 1766, ottagonale, a baldacchino, posta al centro, è in legno intarsiato e dipinto.
Nell’Aron (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) sono intagliate immagini rappresentanti il Tempio di Gerusalemme, la Menorà (il candelabro a sette braccia), le Tavole della Legge e l’Altare per i sacrifici.

Una mostra permanente è stata realizzata dalla Comunità Ebraica di Torino nei locali al piano terreno della Sinagoga, curata dagli architetti Franco Lattes e Paola Valentini.
Attraverso parole, immagini, disegni, oggetti e suoni, si sviluppa un sintetico itinerario che racconta le sinagoghe piemontesi, e documenta il grande sforzo compiuto negli anni, e che ancora continua, per restaurare gli edifici e conservare le tracce della presenza ebraica in Piemonte.
Nel corso della visita, attraverso vari linguaggi della comunicazione, i temi legati allo spazio delle sinagoghe prendono forma. Il percorso, per quanto possibile, attraversa una sequenza temporale, dalle sale di preghiera settecentesche, rimaste nella loro originaria configurazione, attraverso le sinagoghe rinnovate nell’Ottocento, sino ai Templi israelitici di Torino e Vercelli.
Due esempi, Carmagnola e Torino, sono occasione per leggere in modo più approfondito la trasformazione delle concezioni architettoniche, del ruolo urbano e dei valori simbolici ad esse legati, che caratterizzano le sinagoghe precedenti e successive all’emancipazione.
Nel percorso conclusivo le fotografie di Monika Bulaj, Daria de Benedetti, Giovanni B. M. Falcone, suggeriscono tre diverse interpretazioni dei luoghi e degli spazi.
Il restauro della Sinagoga di Carmagnola e l’allestimento dell’esposizione permanente sono stati realizzati con il contributo di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Carmagnola, Compagnia di San Paolo, Fondazione C.R.T. e donazioni di privati.

Sinagoga: Via Gian Maria Bertini, 8, 10022 Carmagnola TO

Cimitero: Via Giovanni XXIII, 10022 Carmagnola TO

Gli abitanti ebrei di Cherasco hanno per lo più origine sefardita, ovvero sono originari del sud della Francia e della Spagna da cui furono espulsi alla fine del 15° secolo.

All’inizio del 18° secolo i Savoia decretano l’istituzione dei ghetti, che a Cherasco era situato tra via Marconi e via Vittorio Emanuele. All’interno si svolgeva tutta la vita della piccola comunità, vi si trova anche la sinagoga all’ultimo piano dell’edificio.
Dopo il 1848, con l’emancipazione, agli ebrei furono resi i diritti civili e politici.

Sinagoga: Via Guglielmo Marconi, 4, 12062 Cherasco CN

Cimitero: via Salita Vecchia

Per visite:
Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 - tel 011-7640224
www.cherasco1547.org

Notizie dei primi insediamenti di unn gruppo ebraico a Chieri risalgono al 1400. Qui si stabilirono in fuga dalla Francia e si dedicarono principalmente al prestito ed all’industria tessile.

Nel 1724 venne istituito il ghetto, in via della Pace, dove furono rinchiuse 12 famiglie.
La sinagoga era situata all’interno; i suoi splendidi arredi barocchi, ottimamente restaurati, si trovano ora nel tempio piccolo della Comunità ebraica di Torino.
A Chieri vi sono stati tre cimiteri:

Nuovo Cimitero: presso Viale Caduti Senza Croce, 10023 Chieri TO

Antico Cimitero: Via Santo Stefano, 10023 Chieri TO, nei pressi di vicolo Albussano

Storia

Nel 1406 il Comune concesse ad alcuni ebrei provenienti dalla Provenza di risiedere in città. In realtà si ha testimonianza certa di una stabile comunità ebraica solo nel 1436, quando il Consiglio Generale della Città approvò la reclusione degli ebrei in un angulo (ghetto).
Verso la fine del Cinquecento arrivarono da Avignone i Juifs du Pape: erano discendenti dei banchieri che a suo tempo il papa aveva portato con sé da Roma durante la cattività avignonese. La Comunità ebraica fu sempre molto attiva nel tessuto sociale e commerciale della città, tanto che riuscì ad ottenere lo spostamento del giorno del mercato dal sabato al venerdì.
L’area dell’angulo, che ha origini antichissime e non ha mutato la sua fisionomia, si trovava nella zona di Santa Maria della Pieve e, nella prima metà del XVII sec., pare ci fossero circa 400 ebrei.
L’istituzione del ghetto nel XVIII secolo non fu certo una novità per gli ebrei cuneesi.
Due portoni chiudevano via Mondovì ed altrettanti erano posti alle estremità dell’attuale via Chiusa Pesio. Nell’area dell’angulo si possono ancora scorgere le quattro porte, la struttura originaria dei cortili, delle abitazioni, dei balconi ed un forno per la cottura delle azzime.
Oggi vive stabilmente a Cuneo un piccolo gruppo attivo di ebrei.

La sinagoga:
Nella sua forma attuale è il risultato di ristrutturazioni ottocentesche.
La facciata è sobria ed elegante ingentilita da lesene corinzie.
Al primo piano dell’edificio si può visitare l’aula scolastica, in cui sono conservati testi ebraici.
Una seconda rampa di scale conduce alla sala di preghiera, a pianta quadrata, illuminata in modo suggestivo da lampadari in bronzo dorato e cristalli.
L’Aròn (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) è uno splendido esempio di barocco veneziano, con particolari intarsi nelle ante: oltre alla Menorà (il candelabro a sette braccia) si possono ammirare sulla destra paletta e verga, sulla sinistra ramo di ulivo e vaso per la manna, cioè gli strumenti per i sacrifici.
Alla sinistra dell’Aròn vi è un pulpito che reca traccia di una bomba inesplosa caduta nel 1779 durante una funzione.

Ghetto e Sinagoga: Contrada Mondovì 18/19, 12100 Cuneo CN

Cimitero: Via Basse Sant'Anna, 12100 Cuneo CN

La presenza degli ebrei a Fossano è segnalata dal 1579. Il ghetto viene istituito nel 1724 tra i quartieri Salice e Romanisi. Il numero più alto di presenze si ha alla fine del ‘800, circa 250 persone che però diminuisce progressivamente.Prima della seconda guerra mondiale non si trovano più ebrei residenti in città.
La sinagoga abbandonata é demolita negli anni ’60 dal Comune.
Rimane ora solo un cimitero: Via Orfanotrofio, 17, 12045 Fossano CN
Le prime testimonianze riguardanti una presenza ebraica ad Ivrea risalgono alla metà del XV secolo.
Si ha poi notizia di violente sommosse antiebraiche fomentate dai frati francescani minori, i cosiddetti zoccolanti.
Nel 1556 Ivrea cadde nelle mani dei Francesi che ordinarono l’espulsione degli Ebrei, ma il decreto non fu mai attuato. Nel XVI secolo il nucleo ebraico risiedeva nel sobborgo del Borghetto, dietro la chiesa di San Grato, presso il Ponte Vecchio.
Quando la popolazione aumentò fu trasferita nei pressi dell’odierna via Arduino.
Nel 1725 fu istituito il ghetto in via Palma, ora via Quattro Martiri, sotto le mura del Castello.
Nel 1801 un gruppo di contadini tentò di saccheggiare e bruciare il ghetto ma la popolazione locale intervenne in difesa degli Ebrei.
Intorno al 1830 la popolazione ebraica aumentò fino a raggiungere le 151 persone, attirate in città dalla nascita delle prime industrie.
Alcune famiglie ebraiche vivono tuttora ad Ivrea.
Le due sinagoghe:
In via Quattro Martiri hanno sede due Sinagoghe affiancate.
Il tempietto, attuale luogo di riunione della Comunità ebraica eporediese, è stato recentemente ristrutturato e conserva uno splendido Aròn (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) in legno dorato scolpito, abbrunato in segno di lutto dopo la morte di Carlo Alberto.
Il tempio grande, ora di proprietà del Comune di Ivrea, ha subito un recente restauro conservativo.
Da un ingresso indipendente si accede ad una grande sala con pareti finemente dipinte a finto marmo.
L’Aròn, in posizione elevata, ha due antine scorrevoli in legno scolpito; tra le decorazioni sono molto interessanti l’offerta dei dodici pani, il Fuoco sacro e l’arca dell’Alleanza.
La Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) è tonda e in legno di noce.
Al matroneo si accede da una scala esterna.
Sinagoga: Via Quattro Martiri, 20, 10015 Ivrea TO
Cimitero: Via dei Mulini, 30, 10015 Ivrea TO
Alcuni banchieri ebrei cominciarono ad operare in città verso la fine del Cinquecento, data a cui risale la creazione del primo nucleo comunitario destinato a rimanere nei secoli di dimensioni modeste.
Nel 1724 venne istituito il ghetto e la scelta del luogo fu problematica in quanto Mondovì è divisa in due parti: una bassa, Breo ed una alta, Piazza.
Un’apposita commissione presieduta dal Sindaco ritenne più consona la parte alta della città e scelse alcune abitazioni nella contrada di Vico, tra l’imbocco di vicolo Pizzo e Piazza d’Armi.
La Comunità ebraica di Mondovì, seppure esigua nel numero, fu comunque importante per la realtà cittadina.
Marco Levi, ultimo ebreo di Mondovì, ha retto le sorti di questa piccola Comunità per tutta la seconda parte del XX secolo e in ricordo dell’importanza della sua opera per la città gli è stata dedicata l’odierna piazzetta Marco Levi; è stata inoltre apposta una targa in sua memoria.
La Sinagoga:
La Sinagoga risale alla fine del settecento e si trova al secondo piano di un edificio un tempo abitato da famiglie ebraiche. E’ a pianta quadrata con al centro una Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) ottagonale a baldacchino, in legno scolpito, cinta da una balaustra con capitelli dorati.
Sulla parete a est è posto l’Aron (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) dorato ed ornato da due colonne a tortiglioni con la Menorah (il candelabro a sette braccia) scolpita nelle antine, davanti ad esso pendono otto lumi ad olio.
L’illuminazione è garantita da cinque lampadari in cristallo e bronzo dorato e da quattro finestre.
Le donne potevano accedere al matroneo attraverso il ballatoio. Adiacente al matroneo si può visitare l’aula scolastica.
Sinagoga: Via Vico, 65, 12084 Mondovì Piazza CN
Cimitero: Viale del Cimitero, 12084 Mondovì Breo CN
“Forme di luce”
Il Museo della Ceramica di Mondovì propone un’originale lettura del linguaggio ceramico attraverso le interpretazioni che prestigiosi artisti hanno dato alle tradizionali lampade della festa di Chanukkàh. Le lampade, selezionate tra le oltre cento raccolte nel Museo dei Lumi di Casale Monferrato, sono esposte nel Museo di Mondovì (Piazza Maggiore 1) fino al 20 gennaio.

La Mostra vuole essere anche un omaggio alla memoria di Marco Levi, ideatore e fondatore del Museo, ultimo ebreo della storica Università Israelitica di Mondovì, che accendeva sempre la “sua” Chanukkiah ben in vista dietro la finestra della sua abitazione di Mondovì in Piazza Statuto, ora Piazzetta Marco Levi.

E' possibile prenotare visite guidate alla settecentesca Sinagoga del vecchio Ghetto e al Museo della Ceramica di Mondovì, che contiene anche piatti legati alle festività ebraiche della storica manifattura Besio di Marco Levi.
Per informazioni rivolgersi a: info@museoceramicamondovi.it.
La presenza di un nucleo ebraico  ad Acqui  si fa risalire al 1400.
Varie vicissitudini segnarono la vita della piccola Comunità che nel 1731 fu costretta a risiedere nel ghetto.
Circa 180 persone si trovarono così obbligate ad abitare in un piccolo quartiere situato vicino alla fontana dell'Acqua Bollente.
La sinagoga si trovava ai portici Saracco. L'emancipazione albertina permise poi, nella seconda metà dell'800, ai circa 500 abitanti di esercitare i loro diritti civili e religiosi al pari degli altri cittadini.
Cimitero: Strada Ponteverde, 1, 14049 Nizza Monferrato AT
Si hanno notizie della presenza di ebrei a Saluzzo dal 1484. Risiedono anche nelle campagne del Marchesato: a Savigliano, Busca, Venasca, Vigone, Moretta. Nel 1631 il marchesato passa ai Savoia, gli ebrei a poco a poco si concentrarono a Saluzzo. Nel 1724 viene costituito un primo ghetto. Nel 1795 il ghetto viene spostato in un’altra zona vicina al centro della città, l’attuale via Deportati Ebrei, dedicata al ricordo dei 29 ebrei saluzzesi uccisi nei campi di sterminio durante l'ultima guerra.
Gli ebrei di Saluzzo conducono una vita pubblica e sociale intensa. Essi sono commercianti, banchieri, artigiani. Il loro numero, però, diminuisce progressivamente con lo spostamento di molti di loro a Torino.
 
Sinagoga
La sinagoga è situata all’ultimo piano di una costruzione all’interno del ghetto, arredata come di consueto con un Aron (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà), e una Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) in legno dorato settecentesco. La sinagoga ha subito un primo rifacimento nel 1832
Un'iscrizione in ebraico corre in alto lungo tutto il perimetro della sala. Durante i lavori di restauro, realizzati nel 2000-2001 dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dal Comune di Saluzzo e da altre istituzioni locali e internazionali, sono venuti alla luce sulla volta affreschi tardo-settecenteschi a tinte vivaci che rimandano a immagini del Tabernacolo e dell'Arca dell'Alleanza,
A lato si trova il matroneo ed una piccola aula scolastica.
 
Sinagoga: Via Deportati Ebrei, 12037 Saluzzo CN
 
Cimitero: Via Lagnasco, 5, 12037 Saluzzo CN

Mappa delle Sezioni in Piemonte

TOP