IVREA
 
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Le prime testimonianze riguardanti una presenza ebraica ad Ivrea risalgono alla metà del XV secolo.
Si ha poi notizia di violente sommosse antiebraiche fomentate dai frati francescani minori, i cosiddetti zoccolanti.
Nel 1556 Ivrea cadde nelle mani dei Francesi che ordinarono l’espulsione degli Ebrei, ma il decreto non fu mai attuato. Nel XVI secolo il nucleo ebraico risiedeva nel sobborgo del Borghetto, dietro la chiesa di San Grato, presso il Ponte Vecchio.
Quando la popolazione aumentò fu trasferita nei pressi dell’odierna via Arduino.
Nel 1725 fu istituito il ghetto in via Palma, ora via Quattro Martiri, sotto le mura del Castello.
Nel 1801 un gruppo di contadini tentò di saccheggiare e bruciare il ghetto ma la popolazione locale intervenne in difesa degli Ebrei.
Intorno al 1830 la popolazione ebraica aumentò fino a raggiungere le 151 persone, attirate in città dalla nascita delle prime industrie.
Alcune famiglie ebraiche vivono tuttora ad Ivrea.
 
Le due sinagoghe:
In via Quattro Martiri hanno sede due Sinagoghe affiancate.
Il tempietto, attuale luogo di riunione della Comunità ebraica eporediese, è stato recentemente ristrutturato e conserva uno splendido Aròn (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) in legno dorato scolpito, abbrunato in segno di lutto dopo la morte di Carlo Alberto.
Il tempio grande, ora di proprietà del Comune di Ivrea, ha subito un recente restauro conservativo.
Da un ingresso indipendente si accede ad una grande sala con pareti finemente dipinte a finto marmo.
L’Aròn, in posizione elevata, ha due antine scorrevoli in legno scolpito; tra le decorazioni sono molto interessanti l’offerta dei dodici pani, il Fuoco sacro e l’arca dell’Alleanza.
La Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) è tonda e in legno di noce.
Al matroneo si accede da una scala esterna.  
 
Sinagoga:
via Quattro Martiri, 20
 
Cimitero:
via dei Mulini, 30