Le ricorrenze ebraiche, o feste maggiori prescritte dalla Torà, si dividono in tre gruppi:

1. Yamìm Noraìm (giorni solenni), che comprendono i giorni di Rosh Hashanà e Kippùr e i 10 giorni di penitenza intercorrenti;
2. Shalòsh Regalìm (tre pellegrinaggi), che comprendono: Pésach, Shavu'òth, Sukkòth, Sheminì Atzeret e Simchà Torà
3. Vi sono le feste minori, che sono: Chanukkà, Tu Bishvàt, Purìm, Lag Ba'òmer.
4. Infine vi sono ricorrenze recenti : Yom Hashoà ,  Yom Hazikkaron e Yom Haazmaùt

I digiuni

Oltre al digiuno di Kippùr, l'unico che non abbia attinenza con eventi storici, molti altri ne sono stati istituiti per ricordare i tristi avvenimenti toccati in antico agli ebrei. Se seguiamo il calendario, troviamo:

Digiuno di Ghedalià, 3 di Tishrì. Ghedalià, discendente della Casa di Davide, era stato nominato governatore del Regno di Giuda quando il primo Tempio di Gerusalemme fu distrutto dai Babilonesi. Egli divenne il simbolo della speranza per gli ebrei, che vedevano in lui la continuazione del loro stato e della loro indipendenza. Con l'uccisione di Ghedalià tutte le speranze si spensero e, da allora, si proclamò un giorno di digiuno per ricordare la tragedia.

Digiuno del 10 di Tevèth. In questo giorno ricordiamo l'inizio dell'assedio babilonese a Gerusalemme. Oggi vengono commemorati i sei milioni di vittime della Shoà.

Digiuno del 13 di Adàr; vigilia di Purìm. Ricorda la coraggiosa regina Ester. che aveva digiunato per tre giorni, invocando l'aiuto di Dio, prima di recarsi dal re Assuero ed ottenere la grazia in favore del popolo ebraico, minacciato di sterminio dal perfido Aman.

Digiuno del 14 di Nissàn.Digiunano i primogeniti. È in realtà un ringraziamento al Signore per avere salvato i primogeniti ebrei, mentre la decima piaga colpiva duramente i figli del popolo egiziano alla vigilia della liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto.

Digiuno del 17 di Tammùz. E' stato istituito per ricordare vari tristi avvenimenti. In questo giorno, infatti, i Babilonesi, fatta una breccia nelle mura della città, si impadronirono di Gerusalemme. Circa 500 anni più tardi furono i Romani ad occupare la città e da quel momento ogni sacrificio fatto nel Tempio dovette essere sospeso. La tradizione vuole che proprio il 17 Tammùz Mosè abbia infranto le Tavole della Legge quando, sceso dal Monte Sinai, trovò il suo popolo in adorazione del vitello d'oro.

Digiuno del 9 di Av. Per la sua severità ed austerità, è il giorno che più assomiglia a Kippùr; è come se ognuno di noi rivedesse coi propri occhi il Tempio in fiamme e Gerusalemme in rovina. In questo giorno, infatti, per ben due volte a distanza di cinque secoli, venne distrutto il Tempio di Gerusalemme; la prima, da parte dei Babilonesi, nel 586 a.E.V. e la seconda da parte dei Romani nel 70 E.V. Per ben due volte ebbe inizio così, per gli ebrei, il duro esilio, il secondo dei quali li vide disperdersi in tutto il mondo, raminghi e senza patria. Altri tragici eventi vengono ricordati in questo giorno: la caduta di Bethàr nel 135 E.V. e l'espulsione degli ebrei dalla Spagna, nel 1492.