CARMAGNOLA

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Le prime notizie riguardanti la presenza ebraica a Carmagnola risalgono al XV secolo.

Nel 1680 Abramo Laude tentò l’acquisto di alcuni terreni, ma venne bloccato dall’intervento della seconda Madama Reale: l’episodio fu il pretesto, da parte delle autorità comunali, per un tentativo di reclusione degli ebrei.
Nel 1723, quando si istituirono i ghetti in tutto il Piemonte, si discusse tra una parte della Comunità che voleva mantenere la residenza nella zona centrale di Carmagnola ed il Consiglio della Città che già da anni cercava di allontanare gli ebrei dalla zona dei commerci.
Nel 1724 si giunse alla decisione di istituire il ghetto nell’Isola delle Cherche, delimitata dalle attuali vie Bertini, Cherche, Benso e Baldessano.
L’arrivo nel 1737 degli ebrei di Racconigi, un gruppo troppo piccolo per restare comunità autonoma, determinò l’accrescersi della popolazione, accertato nel 1761 a 110 persone.
Oggi la Comunità è estinta ma rimane, a testimonianza dell’antico splendore, il bellissimo Tempio.
 
La Sinagoga
La splendida Sinagoga, recentemente restaurata, é in stile barocco ed è situata all’interno di una delle case settecentesche del ghetto. Essa ha conservato invariati i caratteri originari settecenteschi, ed è riconosciuta, per la linearità delle forme, per la suggestiva sequenza degli spazi, per la garbata eleganza degli arredi, come l’esempio più prezioso e significativo in Piemonte.
Vi domina il legno: tramite una scala a chiocciola si raggiunge un vestibolo con un lavamani, proseguendo si sale un ulteriore scaletta per il matroneo, schermato da una grata lignea.
L’aula di preghiera si apre al visitatore in maniera inaspettata: è quadrangolare, illuminata da sette ampie finestre disposte lungo le pareti e sormontate da decorazioni in stucco. Gli scranni lignei occupano i quattro lati. Dal soffitto con travi a vista pendono cinque lampadari settecenteschi in legno dorato, mentre il pavimento è in cotto.
La splendida Tevà ( tribuna da cui si legge la Torà) risale al 1766, ottagonale, a baldacchino, posta al centro, è in legno intarsiato e dipinto.
Nell’Aron (armadio sacro nel quale sono custoditi i rotoli della Torà) sono intagliate immagini rappresentanti il Tempio di Gerusalemme, la Menorà (il candelabro a sette braccia), le Tavole della Legge e l’Altare per i sacrifici.  
 
Una mostra permanente è stata realizzata dalla Comunità Ebraica di Torino nei locali al piano terreno della Sinagoga, curata dagli architetti Franco Lattes e Paola Valentini.
Attraverso parole, immagini, disegni, oggetti e suoni, si sviluppa un sintetico itinerario che racconta le sinagoghe piemontesi, e documenta il grande sforzo compiuto negli anni, e che ancora continua, per restaurare gli edifici e conservare le tracce della presenza ebraica in Piemonte.
Nel corso della visita, attraverso vari linguaggi della comunicazione, i temi legati allo spazio delle sinagoghe prendono forma. Il percorso, per quanto possibile, attraversa una sequenza temporale, dalle sale di preghiera settecentesche, rimaste nella loro originaria configurazione, attraverso le sinagoghe rinnovate nell’Ottocento, sino ai Templi israelitici di Torino e Vercelli.
Due esempi, Carmagnola e Torino, sono occasione per leggere in modo più approfondito la trasformazione delle concezioni architettoniche, del ruolo urbano e dei valori simbolici ad esse legati, che caratterizzano le sinagoghe precedenti e successive all’emancipazione.
Nel percorso conclusivo le fotografie di Monika Bulaj, Daria de Benedetti, Giovanni B. M. Falcone, suggeriscono tre diverse interpretazioni dei luoghi e degli spazi.
Il restauro della Sinagoga di Carmagnola e l’allestimento dell’esposizione permanente sono stati realizzati con il contributo di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Carmagnola, Compagnia di San Paolo, Fondazione C.R.T. e donazioni di privati.
 
Sinagoga
via Bertini,8 
 
Cimitero
Via Giovanni XXIII