ASTI

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Un antico documento testimonia una piccola presenza ebraica ad Asti già nel IX secolo. Con le corpose migrazioni dalla Francia (XIV secolo) e dalla Germania prima e dalla Spagna poi  nel XVI secolo, la Comunità cominciò ad espandersi ed a diventare più cosmopolita.
Il ghetto venne istituito nel 1723 nella cosiddetta Contrada degli Ebrei, ora via Alberti, e in quella di San Bernardino, ora via Ottolenghi. Qui si insediarono anche gli ebrei di Canelli e san Damiano.
 
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Nonostante un'accusa di sacrificio rituale, gli ebrei astigiani vissero sempre in armonia con la popolazione cittadina. La testimonianza di questo si può ritrovare nelle numerose tracce della presenza ebraica ad Asti. In Piazza Alfieri si trova Palazzo Ottolenghi, acquistato verso la metà del XIX secolo da Zaccaria Ottolenghi e donato dalla famiglia alla città. In via Federico della Valle una lapide ricorda Salvatore Ottolenghi, assistente di Cesare Lombroso.
Il Teatro Alfieri fu voluto da Zaccaria Ottolenghi quando gli fu negato l’uso di un palco nel Teatro San Bernardino, allora riservato ai nobili.
Nei giardini pubblici si trova il busto di Alessandro Artom, inventore del radiogoniometro.
In via Cavour sorge il palazzetto Artom, sulla cui facciata si può notare il busto scolpito di Isacco Artom, nominato segretario particolare di Camillo Cavour all’indomani dell’Unità d’Italia.

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La Sinagoga:
L'attuale sinagoga, chiamata abitualmente "scola" e poi "tempio", é il risultato di una ristrutturazione compiuta nel 1889 per iniziativa e a spese di Jacob Ottolenghi e del fratello Leonetto, autore del progetto posto in opera dal geom. Carlo Benzi. Dalle planimetrie e dalle sezioni del tempio preesistente (rimaneggiato nel 1838) risulta che la sua struttura é' rimasta sostanzialmente la stessa: le novità consistono nello spazioso matroneo, nell'ampliamento dei finestroni con vetri colorati a due colori nel gusto dell'epoca, nello spostamento del podio per l'officiante (tevah) dal centro al fondo innanzi all'Aron (l'armadio sacro in cui sono conservati i rotoli della Torà), in conformità alla tendenza prevalente dopo l'emancipazione di avvicinarsi il più possibile all'impostazione delle chiese. Alla stessa epoca risalgono la facciata, il cortile antistante e probabilmente gli altri locali dell'edificio (ora sede, a cura dell'Assessorato alla cultura del Comune di Asti, della mostra permanente della Resistenza), nonche' l'impianto di riscaldamento ad aria e di illuminazione a gas (1889) con l’intento di renderla più simile alle chiese cattoliche.
La pianta è quadrata, suddivisa da quattro colonne marmorizzate.
Le due file di banchi che scorrono lungo i fianchi risalgono al Settecento.
 
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La facciata è neoclassica con un sagrato racchiuso da un’ampia cancellata.
L’Aron, opera della bottega del Bonzanigo, è un capolavoro di ebanisteria realizzato agli inizi del XIX secolo: è composto da otto pannelli scolpiti e dorati; di particolare pregio sono l’Arca dell’Alleanza e l’Altare con la fiamma.
 
Il Museo:
Nei locali che un tempo ospitavano il tempietto invernale si può visitare un piccolo ma importante museo in cui sono esposti oggetti liturgici, rituali e varie testimonianze della presenza ebraica in Asti.

Tempio e Museo:Via Ottolenghi, 8 - 14100

Cimitero: via Martiri Israeliti,2

Il primo ebreo sembra essere comparso ad Asti nel IX secolo. Con le corpose migrazioni dalla Francia e dalla Germania prima e dalla Spagna poi, la Comunità comincia ad espandersi ed a diventare più cosmopolita.

Il ghetto venne istituito nel 1723 nella cosiddetta Contrada degli ebrei, ora via Alberti, e in quella di San Bernardino, ora via Ottolenghi. Qui si insediarono anche gli ebrei di Canelli e san Damiano.

Nonostante un’assurda accusa di sacrificio rituale gli ebrei astigiani vissero sempre in armonia con la popolazione cittadina. La testimonianza di questo si può ritrovare nelle numerose tracce della presenza ebraica ad Asti. In Piazza Alfieri si trova Palazzo Ottolenghi, acquistato verso la metà del XIX secolo da Zaccaria e donato dalla famiglia alla città. In via Federico della Valle una lapide ricorda Salvatore Ottolenghi, assistente di Cesare Lombroso.

Il Teatro Alfieri fu voluto da Zaccaria Ottolenghi quando gli fu negato l’uso di un palco nel Teatro San Bernardino, allora riservato ai nobili.

Nei giardini pubblici si trova il busto di Alessandro Artom, inventore del radiogoniometro.

In via Cavour sorge il palazzetto Artom, dove sulla facciata si può notare il busto scolpito di Isacco Artom, nominato segretario particolare di Camillo Cavour all’indomani dell’Unità d’Italia

La Sinagoga:

L'attuale sinagoga, chiamata abitualmente "scola" e poi "tempio", e' il risultato di una ristrutturazione compiuta nel 1889 per iniziativa e a spese di Jacob Ottolenghi e del fratello Leonetto, autore del progetto posto in opera dal geom. Carlo Benzi. Dalle planimetrie e dalle sezioni del tempio preesistente (rimaneggiato nel 1838) risulta che la sua struttura e' rimasta sostanzialmente la stessa: le novita' consistono nello spazioso matroneo, nell'ampliamento dei finestroni con vetri colorati a due colori nel gusto dell'epoca, nello spostamento del podio per l'officiante (tevah) dal centro al fondo innanzi all' aron, in conformita' alla tendenza prevalente dopo l'emancipazione di avvicinarsi il piu' possibile all'impostazione delle chiese. Alla stessa epoca risalgono la facciata, il cortile antistante e probabilmente gli altri locali dell'edificio (ora sede, a cura dell'Assessorato alla cultura del Comune di Asti, della mostra permanente della Resistenza), nonche' l'impianto di riscaldamento ad aria e di lluminazione a gasl 1889 con l’i ntento di renderla più simile alle chiese cattoliche.

La pianta è quadrata, suddivisa da quattro colonne marmorizzate.

Le due file di banchi che scorrono lungo i fianchi risalgono al Settecento.

La facciata è neoclassica con un sagrato racchiuso da un’ampia cancellata.

L’Aron, opera della bottega del Bonzanigo, è un capolavoro di ebanisteria realizzato agli inizi del XIX secolo: è composto da otto pannelli scolpiti e dorati; di particolare pregio sono l’Arca dell’Alleanza e l’Altare con la fiamma.

Il Museo:

Nei locali che un tempo ospitavano il tempietto invernale si può visitare un piccolo ma importante museo in cui sono esposti oggetti liturgici, rituali e varie testimonianze della presenza ebraica in Asti.

 

Foto: Nicolò Biddau

 

Foto: Nicolò Biddau

 

Foto: Nicolò Biddau