Giorno della Memoria 2015

Programmi previsti per la Città di Torino (per aggiornamenti: www.comune.torino.it)
 
COMUNITÀ EBRAICA
 
La legislazione antiebraica del regime fascista. Storia e questioni
giovedì 8 gennaio, ore 21.00, Centro Sociale
Dopo la intensa serata dedicata agli arresti degli ebrei antifascisti nel marzo 1934, continuiamo a esplorare le vicende degli ebrei italiani durante il fascismo.
Cosa significarono le leggi razziali nell'ambito dell'evoluzione politica del regime fascista? Come si collocano e come si spiegano nel quadro della politica del fascismo verso gli ebrei italiani? Quale interpretazione ne dà oggi la storiografia?
Ne discutiamo con Michele Sarfatti, Direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano,storico del fascismo e dell'ebraismo italiano del Novecento.
La mattina di venerdì 9 gennaio Michele Sarfatti replicherà la sua lezione/conferenza presso il Liceo Classico e Musicale “C. Cavour” a beneficio degli studenti delle classi finali.
 
Posa Pietre dell’Inciampo
Le “pietre di inciampo” (Stolpersteine in tedesco) sono un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’architetto tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista. Ad oggi oltre 40.000 pietre d'inciampo sono state poste in 1.100 località di 16 paesi europei; in Italia le pietre sono presenti a Roma, Livorno, Prato, Ravenna, Brescia, Genova, L’Aquila e Bolzano.
Dopo un lungo iter, anche la Città di Torino si inserisce in questo progetto, che è qui promosso congiuntamente dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dalla Comunità Ebraica di Torino, dal Goethe Institut Turin e dall'Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned), e che ha ottenuto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana.
Hanno aderito al progetto l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, l’Associazione Amicizia Ebraico-Cristiana, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Coordinamento fra le Associazioni della Resistenza del Piemonte, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea “Giorgio Agosti”.
A fronte delle prime richieste pervenute, sabato 10 e domenica 11 gennaio 2015 Gunter Demnig sarà a Torino e poserà le prime pietre, 27 per l’esattezza, dedicate alla memoria dei deportati scomparsi nei campi di concentramento e di sterminio: ebrei, antifascisti, partigiani.
La posa delle pietre per ricordare vittime ebree avverrà sabato 10 gennaio, terminato lo shabbat, tra le 18.30 e le 21.00, e domenica, dalle 9,00 alle 16.00 circa, secondo un programma dettagliato che riportiamo qui sotto.
In particolare, domenica 11 gennaio alle ore 12,00, in occasione dell’installazione della pietra dedicata a Eleonora Levi, arrestata dai tedeschi nella clinica "Sanatrix" dove era ricoverata e poi deportata ad Auschwitz, è previsto in corso Massimo D'Azeglio 12 (indirizzo dell'ultima abitazione della vittima) un momento pubblico di riflessione, al quale parteciperanno il Sindaco Piero Fassino, il vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte Nino Boeti, il Rabbino della Comunità Ebraica di Torino Ariel Di Porto, il vicepresidente dell’Aned provinciale Lucio Monaco.
Si tratta naturalmente solo dell’avvio di un lungo progetto.
Si è infatti deciso che il progetto non sia concentrato solo su Torino, ma in futuro comprenda tutte le città del Piemonte straziate dalla Shoà, e che si sviluppi negli anni per arrivare a comprendere possibilmente tutte le vittime del nazifascismo; la Comunità si impegnerà perché non siano dimenticate le persone che non hanno lasciato familiari. Il Consiglio auspica infine che l'opera possa essere finanziata nel suo insieme grazie all'intervento degli Enti Pubblici.
Il progetto dunque si è avviato, ma molto sarà ancora da fare negli anni prossimi.
Nell'autunno del 2014, Pietre d'inciampo Torino è stato presentato alle scuole, che hanno dimostrato grande interesse per il progetto. Per questo primo anno hanno avuto modo di aderire una scuola primaria, una secondaria di I grado e otto secondarie di II grado. Gli studenti sono stati coinvolti attivamente in un percorso didattico iniziato nel novembre 2014, la cui conclusione è prevista nella settimana del Giorno della Memoria 2015.
Lo sportello per raccogliere le richieste di posa continuerà ad essere attivo anche nei mesi successivi alle pose di gennaio 2015. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.museodiffusotorino.it/pietredinciampo o possono essere richieste all’indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
 
 
COMUNITÀ – ASSOCIAZIONE  "GIORGIO BIANDRATA" DI SALUZZO
 
Presentazione di: "La Shoah. Memorie e dialoghi familiari"
-The Fate of Holocaust Memories – Trasmission and Family Dialogues- di Chaya Roth (Fusta editore, Saluzzo 2014)
mercoledì 14 gennaio, ore 21.00, Centro Sociale
Insieme alla madre Hannah e alla sorella Gitta, Chaya, bambina ebrea sopravvissuta all'Olocausto, fuggì da Berlino al Belgio, dalla Francia all'Italia, attraversando a piedi le nostre Alpi da Saint Martin Vésubie a Valdieri, dove visse nascosta in una cava di pietra.
Il Liceo Soleri Bertoni di Saluzzo e, in particolare le studentesse e gli studenti delle classi Quarte del Liceo Linguistico, nel corso dell'anno scolastico 2013/2014,  insieme ai loro docenti, attraverso gli studi e gli approfondimenti sul Diritto di Cittadinanza, hanno incontrato, tramite l'Associazione Biandrata, la storia di questa profuga ebrea, più volte ritornata con la sua famiglia sulle montagne cuneesi e a Saluzzo, e hanno inserito la traduzione del suo libro in un più ampio progetto intitolato Un cuore vigile (  http://www.uncuorevigile.blogspot.it/), che ha ottenuto il Primo Premio per le Scuole Superiori del Concorso “I giovani incontrano la Shoah”. Il 27 gennaio 2014 il premio è stato consegnato agli studenti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Partecipano:
Le professoresse e gli allievi che hanno lavorato al progetto:
Alessandra Tugnoli, Dirigente scolastica,
Marcella Filippa, storica, Direttore dell'ISMEL di Torino,
Sandro Capellaro, Presidente dell'Associazione “Giorgio Biandrata”,
David Sorani, Vice Presidente della Comunità, insegnante di storia.
E' stato invitato il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.
 
COMUNITÀ EBRAICA - CONSOLATO ONORARIO DI POLONIA - REGIONE PIEMONTE
 
La grande retata - Mostra storica e fotografica sul Ghetto di Lodz, già ospitata a Genova da febbraio a marzo di quest'anno
12 - 28 gennaio, dalle 11.00 alle 19.00, Regione Piemonte, P.zza Castello 165
Inaugurazione lunedì 12 gennaio ore 17.30, Sala Mostre, 1° piano  
La mostra, realizzata dal Centro Dialogo Marek Edelman di Lodz e dall’Archivio Nazionale Polacco di Lodz, a cura di Anna Szwarc Zając, è costituita da 26 pannelli che raccolgono documentazione storica e fotografica sul Ghetto di Lodz, con immagini scattate dal 1939 all’agosto del 1944. La sua versione italiana è realizzata in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, l’Associazione Italo Polacca di Genova e la Comunità Ebraica di Genova.  
Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel Ghetto di Lodz vivevano insieme polacchi, ebrei, tedeschi, russi, cechi e armeni e gli ebrei erano oltre il 30 per cento della popolazione (circa 230.000 persone). La parola “retata” (“szpera” in polacco) indica il divieto agli
ebrei  di uscire di casa per permettere ai nazisti il prelevamento di bambini al di sotto dei 10 anni e di anziani al di sopra dei 65 anni per la loro deportazione. Il ghetto di Lodz fu creato a febbraio del 1940.  All'inizio del conflitto, i tedeschi avevano previsto di isolare la popolazione ebraica in luoghi speciali di detenzione, ma i problemi al fronte impedivano la deportazione di un così folto numero di persone. Pertanto, optarono per la costruzione di un luogo dove la popolazione ebraica potesse essere strettamente controllata. Il territorio del ghetto di Lodz sorgeva all’interno dei quartieri dove i residenti erano in maggior parte ebrei, Bałuty e la zona di Mercato Antico. Dato che a Lodz la popolazione tedesca era molto numerosa, gli occupanti scelsero di isolare gli ebrei dal resto della città. Il ghetto di Lodz fu il più chiuso fra tutti i ghetti. In terra polacca fu costruito un luogo completamente isolato dal resto del mondo, circondato da filo spinato, e con stazioni di polizia collocate a poche centinaia di metri. Nel ghetto di Lodz fu istituito, sotto il comando di Himmler, un campo di concentramento per bambini polacchi sotto i 16 anni in via Przemysłowa, finalizzato alla distruzione sia fisica che psicologica. Il campo non era nascosto, doveva provocare un senso di minaccia tra la popolazione polacca.  I giovani rinchiusi nel campo, così come le persone che vivevano nel ghetto, avevano l’obbligo di lavorare pesantemente, perché  mantenere un numero così elevato di persone rinchiuse in un luogo, divenne un grosso problema per i tedeschi. Fu per questo che a Lodz sorsero numerose aziende atte a produrre beni destinati a vantaggio della Germania, tra cui la confezione delle divise e la produzione di stivali per i militari.
 
Tavola Rotonda
mercoledì 21 gennaio ore 10.00 Sala Stampa, 1° piano
con la partecipazione di Marco Brunazzi, storico e di Anna Szwarc Zając, curatrice della mostra.
 
CITTÀ DI TORINO
 
Commemorazione e omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti
martedì 27 gennaio ore 9.30 Cimitero Monumentale, Corso Novara 135
 
Celebrazione del Giorno della Memoria alla presenza delle Autorità
martedì 27 gennaio ore 11.00 Palazzo Civico - Sala del Consiglio Comunale, Piazza Palazzo di Città 1
 
COMUNITÀ - GSE – MUSEO DIFFUSO
 
Proiezione del film “Io sono ..”
giovedì 29 gennaio ore 18.00, Museo Diffuso, C.so Valdocco 4
La storiadell’Orfanotrofio Enrichetta Sacerdote. Prodotto dall’Associazione “C’era una volta”, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Casale Monferrato. Regia di Massimo Biglia e Alessandro Azzarito. Sceneggiatura di Massimo Biglia  e Elisabetta Massera.
Nota: Il film, già proiettato in Comunità nel gennaio 2013, è stato completamente rimaneggiato ed integrato con nuove testimonianze.

 

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