Nuovi ingressi in biblioteca

Marzo 2018

Le reti dei nuovi antisemiti : dai grillini all’Islam politico : l’ossessione contro Israele, i pre. – Milano : Il Giornale, 2017. – 50 p. ; 19 cm. G.I.217

Micol : Romanzo / Waltraud Mittich ; traduzione dal tedesco di Giovanna Ianeselli e Stefano Zangrando. – Merano : Alphabeta, 2017. – 123 p. ; 21 cm. G.V.235

Siamo qui, siamo vivi : il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampati alla shoah / a cura di Roberto Mazzoli ; prefazione di Liliana Segre. – Cinisello Balsamo : San Paolo, 2017. – 189 p., [4] carte di tav. : ill. ; 22 cm
Les seins d’aziza : mytes et réalités du conflit au proche orient / Youssef El Masri. – [Nizza : imprimer Simon, 2013]. – 221 p. : ill ; 21 cm
Himmo re di Gerusalemme / Yoram Kaniuk ; traduzione di Elena Lowenthal. – Firenze : Giuntina, 2017 (stampa 2018). – 155 p. ; 21 cm
Cronaca a due voci : storie, vicende, persecuzioni di una famiglia ebraica (1938-1945) / a cura di Lionella Neppi Modona Viterbo ; presentazione Caterina Del Vivo. – Firenze : Aska edizioni, 2017. – 103 p. : ill. ; 24 cm. G.V.238
Il bene possibile : essere giusti nel proprio tempo / Gabriele Nissim. – Milano : UTET, 2018. – 178 p. ; 22 cm G.V.239
Isaiah Berlin : la vita e il pensiero / Alessandro Della Casa. – Soveria Mannelli : Rubbettino, 2018. – 337 p. ; 23 cm. G.V.240
La religione dominante : Voltaire e le implicazione politiche della teocrazia ebraica / Antonio Gurrado. – Soveria Mannelli : Rubbettino, 2018. – 177 p. ; 23 cm. G.V.241
La Torà dei commentatori : commenti sulle Parashòt e sulle feste / Donato Grosser. – Morasha : Milano, 2018. – 384 p. ; 21 cm. – G.V.242
L’ ebreo venuto dalla nebbia : Venezia e Roma: due storie di ghetti / Mauri, Andrea. – Viterbo : Alter ego, 2017. – 114 p. ; 18 cm – G.I.128
Sei campi / Zdenka Fantlovà : traduzione di Ilaria Katerinov. – Milano : Tre60, 2018. – 303 p., [8] p. di tav. : ill. ; 21 cm – G.VI.182
La ragazza che non conosceva Shakespeare / Umberto Marino. – Villaricca : Cento Autori, 2017. – 186 p. ; 20 cm. – G.V.247
La notte della rabbia / Roberto Riccardi. – Torino : Einaudi, 2017. – 317 p. ; 22 cm. – G.V.246
Il tuo nome è una promessa / Anilda Ibrahimi. – Torino : Einaudi, 2017. – 230 p. ; 22 cm – G.V.245

Selva oscura / Nicole Krauss ; traduzione di Federica Oddera. – Milano : Guanda, 2018. – 323 p. ; 22 cm G.VI.181

Una cena al centro della terra / Nathan Englander ; traduzione di Silvia Pareschi. – Torino : Einaudi, 2018. – 238 p. ; 23 cm G.V.248

Dovrei proteggerti da tutto questo : un memoir / Nadja Spiegelman ; traduzione di Tiziana Lo Porto. – Firenze : Clichy, 2017. – 431 p. ; 20 cm G.V.244

La terra sotto i piedi / Anna Vivarelli. – Milano : Piemme, 2018. – 142 p. : ill. ; 21 cm. R.NAR.VIVA.2018

 La storia di Hurbinek. – [Perosa Argentia] : LAR, 2017. – 56 p. : ill ; 17 x 24 cm. ((Titolo della copertina. – Sulla copertina: Scuola Primaria Statale “Hurbinek” Pinasca V.SHO.HURB.2017

Nuovi ingressi in biblioteca

Febbraio 2018

La notte di Auschwitz : diario inedito di un ebreo olandese / Jo Koopman ; introduzione di Piero Stefani ; traduzione dal neerlandese di Alba Maria Tarozzi. – Bologna : EDB, 2018. – 143 p.; 18 cm  G.I.211

La casa dei sopravvissuti : erano ebrei in fuga dalla deportazione: lui li salvò / Kim Brooks. – Roma : Newton Compton, 2018. – 330 p. ; 24 cm. G.V.213

Da Primo Levi alla generazione dei salvati : incursioni critiche nella letteratura italiana della s. – Firenze . Giuntina, 2017. – 179 p. ; 24 cm G.V.214

Scienza in esilio. Gustavo Colonnetti e i campi universitari in Svizzera (1943-1945) / a cura di Erika Luciano. – Milano : Egea, 2017. – XII, 232 p. : ill. ; 23 cm.G.V.212

Primo Levi: ancora qualcosa da dire : conversazioni e letture tra biografia e invenzione / Giovanni Tesio. – Novara : Interlinea, 2018. – 153 p. : ill. 21 cm G.V.215

I diari dell’Olocausto : i racconti e le memorie inedite delle giovani vittime delle persecuzioni n. – Roma : Newton Compton, 2018. – 520 p. ; 24 cm.G.V.216

Di notte sognavo la pace : diario di guerra 1941-1945 / di Carry Ulreich ; a cura di Bart Wallet ; traduzione di Giorgio Testa. – Milano : Longanesi, 2018. – 407 p., [18] p. di tav. : ill. ; 23 cm G.V.217

Manoello volgare : i versi italiani di Immanuel Romano (1265-1331?) / Umberto Fortis. – Livorno : Belforte, 2018. – 132 p. : ill. ; 21 cm. G.V.218

Ilse Weber, l’ultimo Lied : lettere e poesie da Theresienstadt / Rita Baldoni ; prefazione di Roberto Olla ; con un saggio di Viktor Ullmann . – Livorno : Belforte, 2017. – 291 p. : ill. ; 21 cm G.V.220

L’insegnante : romanzo / Michal Ben-Naftali ; traduzione di Alessandra Shomroni. – Milano : Mondadori, 2018. – 183 p. ; 23 cm. G.V.221

Melodie ebraiche / Heirich Heine ; a cura di Lilliana Giacoponi ; prefazione di Vivetta Vivarelli. – Firenze : Giuntina, 2017. – 206 p. ; 20 cm G.I.212

Giorni luminosi : romanzo / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Loewenthal . – Milano : Guanda, 2018. – 279 p. ; 22 cm G.V.223

Sionisti cristiani in Europa : dal Seicento alla nascita dello Stato d’Israele / Elia Boccara ; prefazione di Marco Cassuto Morselli. – Firenze : Giuntina, 2017. – 228 p. ; 24 cm G.V.224

I luoghi della Shoah in Italia / Bruno Maida. – Torino : Edizioni del capricorno, 2017. – 157 p. : in gran parte ill. ; 23 cm G.V.222

Il violino di Auschwitz / Anna Lavatelli ; illustrazioni di Cinzia Ghigliano. – Novara : Interlinea, ©2017. – 86 p. : ill. ; 21 cm V.SHO.LAVA.2017

Kol Dodi Dofek : ascolta! Il mio amato Bussa / Joseph Dov Beer Soloveitchik ; In memoriam di Vittor. – Livorno : Belforte, 2017. – 132 p. ; 21 cm G.I.213

Corrispondenza / Paul Celan, Nelly Sachs ; a cura di Barbara Wiedemann ; edizione italiana a cura di Anna Ruchat. – Firenze : Giuntina, 2017. – 198 p. : ill. ; 20 cm

In compagnia della tua assenza / Colette Shammah. – Milano : La Nave di Teseo, 2018. – 219 p. ; 20 cm G.I.214

Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni / a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla. – Milano : Electa, stampa 2017. – 306 p. : in gran parte ill. ; 24 cm. G.V.225

Da duemila anni / Mihail Sebastian ; traduzione di Maria Luisa Lombardo. – Roma : Fazi, 2018. – 278 p. ; 21 cm G.V.226

 I prescelti / Steve Sem-Sandberg ; traduzione di Alessandra Albertari. – Venezia : Marsilio, 2018. – 573 p. ; 23 cm. G.V.227

Nuovi studi su Isacco Lampronti : storia, poesia, scienza e Halakah / a cura di Mauro Perani. – Firenze : Giuntina, 2017. – 316 p. : ill. ; 24 cm. G.V.229

Strappati all’oblio : strategie per la conservazione di un luogo di memoria del secondo Novecento :. – Firenze : Altralinea, 2017. – 231 p. : il. ; 25 cm. E.VIII.99

Il futuro non si cancella / Margherita Becchetti. – Rimini ; Reggio Emilia : Panozzo ; Istoreco, 2015. – 150 p. ; ill. ; 21 cm. + 1 DVD. G.V.231

Layla e la legge del ritorno / Gabriella Serravalle. – Torino : Neos, 2017. – 55 p. ; 20 cm G.I.215

 Il nuovo ordine israeliano : oltre il paradigma dei due Stati / Claudia De Martino. – Roma : Castelvecchi, 2017. – 78 p. ; 21 cm G.V.232

Dottor Georgie / Israel Joshua Singer. – Bagno a Ripoli : Passigli, 2017. – 62 p. ; 19 cm G.I.216

L’ebraismo dalla A alla Z : parole chiave per rimuovere errori e luoghi comuni / a cura di Paul Pet. – Bologna : EDB, 2018. – 140 p. ; 21 cm. G.V.233

La mia battaglia / Adolf Hitler. 2: Analisi /a cura di Vincenzo Pinto. – Torino : Free Ebrei, 2017. – VI, 357 p. : ill. ; 24 cm.

Giorgio Bassani: prigioniero del passato, custode della memoria / Sophie Nezri-Dufour. – Firenze : Cesati, 2018. – 108 p. ; 23 cm G.V.234

 

A 80 anni dalle leggi razziali

Quest’anno ho preso parte al Viaggio della Memoria, organizzato dal MIUR, che ha coinvolto anche il Consiglio Superiore della Magistratura. I rappresentanti istituzionali, il Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli e il Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, hanno sollecitato i ragazzi, con le loro appassionate parole, a riflettere sul valore, la promozione e la difesa della memoria. Personalmente posso dire che tornare a Birkenau, in modo particolare durante i mesi invernali, è sempre un’esperienza molto particolare, che ti segna profondamente, che ti fa vedere la tua esistenza in modo molto differente rispetto a prima. La prima volta che ho visto  quei luoghi gelidi, desolati e crudeli ero poco più di un ragazzo, e posso dire che ne rimasi turbato per molti giorni. Da allora sono tornato alcune altre volte. La particolarità dei viaggi di questi ultimi anni è quella di essere accompagnati nella visita da sopravvissuti, quest’anno Andra Bucci di Fiume. Spesso nelle loro narrazioni emergono aspetti e particolari inediti, o non ancora affrontati in letteratura. La tragedia di Auschwitz, che tutti noi conosciamo bene, nei suoi aspetti generali, nelle sue diaboliche modalità, assume così una prospettiva molto particolare, che per evidenti motivi anagrafici dei testimoni ancora in vita, è in questo caso quella di una bambina che si ritrova nel campo, strappata alla madre, assieme alla sorella Tatiana, e quindi molto diversa da altri testimoni, come il compianto Shlomo Venezia, entrato nei campi già uomo. Le sorelle riescono a salvarsi anzitutto perché scambiate dai tedeschi per gemelle, e soprattutto perché imparano presto, al contrario del cuginetto Sergio, poi barbaramente torturato e poi ucciso, a non dire mai di avere desiderio di vedere la mamma durante le visite del Dr. Mengele, perché quella sarebbe stata la loro condanna a morte.

Filo conduttore delle riflessioni di quest’anno, in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, è quello del ruolo della legge nella creazione dei presupposti che avrebbero reso applicabile la “soluzione finale”. Il Consiglio Superiore della Magistratura intende intensificare e promuovere ulteriormente le ricerche sulla condotta della magistratura in Italia in quegli anni bui. Ma un aspetto emerge immediatamente in tutta la sua drammaticità: quando la legge non è sostenuta dalla moralità, ma lo stesso si può dire per la cultura o per la tecnica, il rischio per l’umanità di sprofondare in una nuova Auschwitz è sempre dolorosamente attuale. Il mondo tedesco era in primissima linea in tutti questi ambiti, e ciò malgrado, o forse proprio per quello, è riuscito a elaborare il più spaventoso e orribile progetto criminoso della storia umana, riuscendo quasi a metterlo in pratica. La visita di quei luoghi è un’esperienza molto toccante, ma credo che ciascuno di noi debba affrontarla, almeno una volta nella vita.

Rav Ariel Di Porto

Shevat – Adar 5778 – Febbraio 2018

Nuovi Ingressi in Biblioteca

Novembre 2017

Anne Frank. Diario / Folman Ari ; Polonsky David ; traduzione di Laura Pignatti. – Torino : Einaudi, 2017. – 149 p. : in gran parte ill. ; 26 cm R.SHO.FOLA.2017
L’amicizia e la shoah / Hannah Arendt ; corrispondenza con Leni Yahil ; introduzione di Ilaria Possen-ti ; traduzione di Fabrizio Iodice. – Bologna : EDB, 2017. – 110 p. ; 17 cm G.I.201
Presidenti : le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma / Adam Smulevich. – Firenze : Giuntina, 2017. – 136 p. : ill. ; 21 cm G.IV.220
Noi, i salvati / Georgia Hunter ; traduzione di Alessandro Storti. – Milano : Nord, 2017. – 452 p. : ill. ; 23 cm. G.IV.221
Presidenti : le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma / Adam Smulevich. – Firenze : Giuntina, 2017. – 136 p. : ill. ; 21 cm G.IV.222
La scelta di Edith / Dr. Edith Eva Eger ; con Esmé Schwall Weigand ; con una prefazione di Philip Zimbardo ; traduzione di Lucia Corradini Caspani. – Milano : Corbaccio, 2017. – 351 p. ; G.IV.223
La strada di casa : il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla shoah / Elisa Guida. – Roma : Viella, 2017. – 295 p., [6] carte di carte : ill. ; 21 cm G.IV.224
Novembre 2017 15
I viaggi di Daniel Ascher / Déborah Lévy-Bertherat ; traduzione di Margherita Botto. – Torino : Einau-di, 2017. – 150 p. ; 23 cm G.IV.225
Gli *ebrei di Rembrandt / Steven Nadler ; traduzione di Andrea Asioli. – Torino : Einaudi, 2017. – 275 p. : ill. ; 24 cm G.IV.226
Gli occhiali del sentimento : Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese. – Firenze : Giuntina, 2017. – 137 p. ; 21 cm G.IV.227
Messia : 2002-2017 / [a cura di] Guido Ceronetti. – Milano : Adelphi, 2017. – 115 p. ; 18 cm G.I.203
La comunità ebraica di Napoli, 1864/2014 : centocinquant’anni di storia : Mostra bibliografica, ico. – Napoli : Giannini editore, 2016. – 244 p. : ill. ; 30 cm E.VIII.96
L’apporto degli ebrei all’assistenza sanitaria sul fronte della Grande Guerra : atti del conve-gno,. – Torino : Silvio Zamorani, 2017. – 191 p. : ill. ; 21 cm. G:IV.228
Cesare Jarach (1884-1916) : un economista ebreo nella Grande Guerra / [prefazione di Manuel Disegn. – Torino : Zamorani, 2017. – 95 p. : ill. ; 21 cm.G.IV.229
Homo deus : breve storia del futuro / Yuval Noah Harari ; traduzione dall’inglese di Marco Piani. – [Milano] : Saggi Bompiani, 2017. – 665 p. : ill. ; 21 cm G.IV.230
Da animali a dèi : breve storia dell’umanità / Yuval Noah Harari ; traduzione di Giuseppe Bernardi. – Milano : Bompiani, 2016. – 529 p. : ill. ; 20 cm.G.IV.231
Itamar K. : romanzo / Iddo Netanyahu ; traduzione di Leonardo Franchini. – Nardò : Besa, 2016. – 242 p. ; 21 cm. G.IV.232
L’uomo che sfidò i nazisti : la vera storia della coppia che ha salvato centinaia di ebrei dalla persecuzio-ne nazista / Artemis Joukowsky. – Roma : Newton Compton, 2017. – 318 p. : ill. ; G.IV.233 fare soggetto
Oskar Schindler il Giusto / Nicoletta Bortolotti. – San Dorligo della Valle : Einaudi ragazzi, 2017. – 157 p. ; 19 cm V.SHO.BORN.2017
Il sabba intorno a Israele : fenomenologia di una demonizzazione / Niram Ferretti. – Torino : Lindau, 2017. – 224 p. ; 21 cm G.IV.234
La fratellanza nella tradizione biblica : 2. Caino e Abele / Davide Assael. – Verona : Fondazione Centro studi Campostrini, 2017. – 93 p. ; 21 cm G.IV.235

Chanukkàh 5778 7° candela

Accensione della Chanukkia nella Sinagoga piccola

Chanukkàh 5778 6° candela

Il 25 di Kislèv cade la festa di Channukkàh –inaugurazione– che dura otto giorni.
Si chiama anche Chàg Haneròth –festa dei lumi-, Chàg Haorìm –festa delle luci– e Chàg Hamakkabìm –festa dei Maccabei-.
Era l’anno 165 a. E.V. quando Giuda, figlio del sacerdote Mattatià e soprannominato Maccabeo, dalle iniziali delle parole della frase: “Mi Kamòkha Baelìm Adon-i?” –Chi è pari a Te, o Signore?– entrò nel Tempio di Gerusalemme a capo dei suoi valorosi seguaci. Egli sapeva bene quale fosse il suo  compito: riconsacrare il Santuario al Signore e abbattere gli idoli fatti installare dal re Antioco IV Epifane di Siria, sotto il cui governo era caduta Èretz Israèl. Antioco, infatti, voleva che gli ebrei abolissero completamente l’osservanza della Torà e seguissero la religione e la cultura greca secondo le quali egli stesso era cresciuto. Molti ebrei morirono piuttosto che tradire la loro fede, ne è esempio, tra gli altri, il sacrificio di Anna e dei suoi sette figli. Ma col passare del tempo, gli animi erano giunti all’esasperazione e quando il vecchio Mattatià, appoggiato dai suoi figli, diede il segno della rivolta, molti non indugiarono a seguirlo.
Le forze di Israele, sotto il comando di Giuda, riuscirono finalmente ad affrontare e sopraffare il nemico, entrando a Gerusalemme.
Il Talmùd racconta che quando riconsacrarono il Tempio, trovarono una piccola ampolla di olio puro, col sigillo del Sommo Sacerdote. L’olio poteva bastare per un solo giorno, ma avvenne un grande miracolo: l’olio bruciò per otto giorni, diffondendo una bellissima luce e dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. Allora fu proclamato che il 25 Kislèv, giorno in cui si inaugurò di nuovo il Tempio, si festeggiasse l’avvenimento, per tutti i tempi. Ancora oggi si accendono i lumi per otto sere, in ricordo non solo del miracolo dell’olio, ma soprattutto per un altro miracolo: pochi ebrei, con l’aiuto del Signore, riuscirono a sconfiggere l’esercito potente dei siriani.
Accensione della lampada
La prima sera si accende un solo lume a partire dal lato destro della lampada; ogni sera, per otto sere, si aggiunge un lume in più, accendendo da sinistra a destra. I lumi devono rimanere accesi per almeno mezz’ora.
La lampada di Chanukkà è formata da otto lumi che devono essere tutti in fila, più uno, a sé stante, che è chiamato shammàsh –servitore-; questo ci serve non solo per accendere tutti gli altri, ma anche per darci una luce in più di cui possiamo usufruire. Infatti, nell’accendere la lampada, noi recitiamo “Haneròth hallàlu” in cui si dice che: “Questi lumi sono sacri e non ci è permesso di servircene ma solo di guardarli, al fine di rendere omaggio al Signore per i miracoli e i prodigi e le vittorie da Lui operate”.
I bimbi giocano con le trottole –sevivòn-, come usavano fare, a quel tempo, i bimbi ebrei; essi studiavano la Torà di nascosto e, all’arrivo delle guardie del re, facevano finta di giocare con le trottole.
Di Chanukkà si usa scambiarsi doni, regalare monete ai bimbi, e mangiare tante buone frittelle.

Vita di scuola, scuola di vita

Come sottolinea lo Sfat Emet, uno dei temi centrali di Rosh Hashanah è il cambiamento. Nel giorno di Rosh Hashanah tutto sembra possibile: Yosef esce di prigione, Sarah non è più sterile, finisce la schiavitù d’Egitto. Per me questo Rosh Hashanah ha segnato il passaggio dalla consulenza risorse umane e le scuole di management (formazione, coaching, organizzazione, consulenza strategica), alla direzione della Scuola Ebraica di Torino, una realtà vivace, caratterizzata dalla qualità della didattica e dall’attenzione offerta ad ogni allievo, in cui non mancano, naturalmente, le complessità da gestire. Ma nulla accade per caso e, dopo aver contribuito allo sviluppo di diverse organizzazioni pubbliche e private, ora ho l’occasione di mettere a frutto la mia esperienza e le mie competenze in ambito comunitario.

Nel prepararmi ad affrontare le sfide del nuovo ruolo ho cercato di prendere spunto dal periodo festivo che stiamo vivendo. Dall’eterea spiritualità di Rosh Hashanah e Yom Kippur in cui, secondo alcuni, ci “travestiamo” da figure angeliche, siamo ormai arrivati a Sukkot che sembra riportarci alla concretezza del mondo terreno e prepararci al rientro nella quotidianità della vita ordinaria. Se Rosh Hashanah rappresenta il nostro venire al mondo, o la nostra ri-creazione e quindi anche il nostro collegamento con le nostre radici, i nostri valori più profondi e la nostra storia, a Sukkot impariamo a stare insieme nella sukkah, accogliendo la diversità di ciascun individuo; rimaniamo in piedi tenendo in mano con fierezza le “risorse” che D-o ci ha concesso, come interpreta S. R. Hirsch la Mizwah del Lulàv e, anche se siamo pienamente in contatto con la fragilità dell’esistenza (la sukkah), tuttavia dichiariamo che si tratta del “tempo della nostra gioia” (zeman simhatenu). Così ci prepariamo all’ingresso nella vita di tutti i giorni. Questo, credo, è ciò che dovrebbe contribuire a fare una scuola ebraica: creare dei legami profondi con i nostri valori e le nostre radici, favorire la consapevolezza dei nostri limiti ma anche del potenziale straordinario di cui siamo portatori, insegnare a stare insieme nel rispetto dell’altro e a capire che la “simhà” (gioia), più volte menzionata dalla Torà, è qualcosa che coinvolge sempre anche il prossimo, in particolare coloro che rischiano di rimanere ai margini della società.

In sintesi: preparare gli studenti a vivere la vita con pienezza, assumendo la responsabilità dei propri talenti. Si tratta certamente di un progetto ambizioso, che per la sua realizzazione ha bisogno del contributo e del supporto dell’intera Comunità. E’ una responsabilità collettiva. A tale proposito, colgo l’occasione per ringraziare tutti per l’accoglienza che mi è stata riservata. Il vostro sostegno è per me una fonte preziosa di energia ed entusiasmo per affrontare le sfide quotidiane in questo intenso periodo di cambiamento.

Mo’adim le Simhà

Marco Camerini

Una festa, molte domande

La festa di Shavu’ot presenta molti aspetti enigmatici. Come è noto la Torah la pone al termine del conteggio dell’omer, senza indicarne la data. Sino a quando la fissazione del calendario è stata stabilita in base all’osservazione diretta (IV sec.), Shavu’ot, caso unico fra le feste ebraiche, poteva cadere il cinque, il sei o il sette di Sivan. Lo stesso giorno in cui iniziare il conteggio dell’omer era oggetto di una feroce controversia, ai tempi del secondo tempio, fra Sadducei e Farisei. La Torah infatti fa iniziare il conteggio “mimachorat ha-Shabbat – all’indomani dello Shabbat”, quando sino al verso precedente stava parlando di Pesach! Di quale Shabbat si parla? Del sabato, come sostenevano i Sadducei, o del primo giorno di Pesach? Per i Sadducei il conteggio iniziava sempre di domenica e di conseguenza Shavu’ot cadeva sempre di domenica. Anche il significato principale della festa non è esplicitato nella Torah. Mentre per Pesach e Sukkot è evidente, e sono presenti al contempo motivi storici e agricoli, per Shavu’ot troviamo riferimenti alla vita agricola (mietitura-offerta delle primizie), ma non un accenno esplicito al dono della Torah.

Il celebrare dei momenti all’interno del calendario agricolo non è una invenzione ebraica. Tanti altri popoli hanno fatto altrettanto. La novità si ha quando alla visione ciclica del tempo si sovrappone quella storica. Il tempo è una storia in continua evoluzione. Per i Farisei, che si basavano sulla tradizione orale, il legame fra Shavu’ot e il dono della Torah è chiaro. Ma per i Sadducei, ancorati alla tradizione scritta, qual era il senso della festa? Rav Sacks riporta un passaggio di una discussione nel trattato di Menachot (65a), nel quale i Sadducei, per i quali Shavu’ot cadeva sempre di domenica, spiegano il loro punto di vista: Shavu’ot offre l’opportunità di avere un week-end lungo.

Questa affermazione è molto interessante per comprendere il punto di vista dei Sadducei, in generale legati alla terra, in quanto proprietari terrieri ed agricoltori, e alle istituzioni statali. Shavu’ot giunge alla fine di un periodo molto intenso nei campi, ed un riposo aggiuntivo, oltre a quello sabbatico, diviene provvidenziale. Secondo vari studiosi per i Sadducei Shavu’ot è la festa dell’ingresso in Eretz Israel. Si celebra il momento in cui, terminate le peregrinazioni nel deserto, gli ebrei prendono possesso della terra e ne mangiano i frutti, come narrato nel libro biblico di Giosuè. Questo spiega perché i Sadducei, dopo la distruzione del tempio si sono disgregati rapidamente. Come far sopravvivere una visione del mondo incentrata sulla terra e sulle istituzioni statali, quando queste non ci sono più, e non ci saranno per duemila anni? Il punto di vista farisaico è ben differente: al centro è la Torah data nel deserto. Questa discriminante ha permesso di resistere a due millenni di diaspora e gioire doppiamente, per il dono della Torah e per il ritorno in Israele.

Rav Ariel Di Porto