CONSAPEVOLEZZA E IMPEGNO

Il bilancio consuntivo dell’esercizio 2017 chiude con un disavanzo sostanzialmente analogo a quello dell’anno precedente e si attesta intorno a € 741.800, a causa dei notevoli costi connessi alla Scuola e agli altri molteplici servizi erogati dalla Comunità nei diversi settori.

Sul fronte dei ricavi va peraltro rilevato il dato preoccupante della diminuzione del gettito contributivo da parte degli iscritti nonché di quella di donazioni e lasciti, un tempo di una certa importanza, fenomeni che non possono non essere letti come sintomo di una progressiva disaffezione da parte degli Ebrei torinesi nei confronti della loro Comunità.

Una disaffezione che purtroppo si manifesta anche nella scarsa partecipazione, tranne in alcune occasioni particolari, alla vita religiosa, culturale e sociale della Comunità, che il Consiglio promuove con notevoli sforzi organizzativi ed economici, al fine di assicurare sempre servizi di elevata qualità e in grado di incontrare le variegate esigenze degli iscritti.

Viviamo tempi difficili sia a livello internazionale che nel nostro Paese: assistiamo a una crescita di fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, nonché di autentica demonizzazione dello Stato d’Israele, che dovrebbero fare riflettere tutti e indurre a rafforzare il proprio impegno nella e per la Comunità.

Riscontriamo invece una generale apatia che, ad esempio, ha portato nell’ultima Assemblea di bilancio (evento che dovrebbe rappresentare una fondamentale occasione di discutere le linee-guida della programmazione della vita comunitaria e la conduzione della stessa da parte del Consiglio) alla presenza in sala di pochissime persone e che – fatto mai prima d’ora verificatosi – non hanno svolto un solo intervento nel dibattito che avrebbe dovuto seguire la relazione introduttiva.

Nel 2019 l’attuale Consiglio giungerà alla scadenza del proprio mandato quadriennale. Si impone fin d’ora un impegno più consapevole da parte di tutti, in particolare delle fasce dei giovani adulti, che dovranno a breve assumere la responsabilità della conduzione della Comunità con la freschezza delle loro idee e visioni progettuali.

Pur nelle gravi difficoltà in cui ci dibattiamo, cerchiamo tutti insieme di assicurare un futuro degno alla nostra Comunità, per la quale le generazioni che ci hanno preceduto hanno fatto tanti sacrifici.

Lo dobbiamo a loro non meno che ai nostri figli e nipoti e alle generazioni che seguiranno.

DARIO DISEGNI

Salone del Libro

Segnaliamo la presentazione del libro ‘La Brigata Ebraica’: 13 maggio ore 11.00

Pian del Lot

Il 4 aprile si è svolta al Pian del Lot, nella collina torinese, la commemorazione dei 27 giovani barbaramente trucidati dai nazisti il 2 aprile 1944 come rappresaglia per l’uccisione di un militare tedesco.
Alla manifestazione sono intervenuti la Sindaca della Città di Torino, Chiara Appendino, il Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Nino Boeti, il Presidente della Comunità, Dario Disegni. Presenti rappresentanti delle Forze Armate, delle associazioni partigiane, cittadini e studenti delle scuole torinesi.
Dopo la recita di una preghiera cattolica e dell’Izkor, da parte di Rav Ariel Di Porto, in memoria del giovane partigiano ebreo Walter Rossi z.l., il nipote di uno dei martiri, Aldo Gastaldi, ha ricordato con commoventi parole la vicenda del proprio congiunto. L’orazione ufficiale è stata affidata a Sante Bajardi, partigiano che ha poi ricoperto importanti incarichi nelle Amministrazioni della Città, della Provincia e della Regione.
Di seguito il link al discorso del Presidente della Comunità, Dario Disegni:

Seder ‘Giovani’

Sabato 31 marzo, seconda sera di Pesach, si è tenuto al Centro Sociale in Comunità il tradizionale Seder dei Giovani.

Con una grossa novità, che di giovani ce n’erano davvero tanti! Hanno partecipato diverse famiglie, alcune rientrate da Israele per l’occasione, con bimbi da pochi mesi a dodici anni (per la precisione 19 bimbi),  oltre ad una decina di giovani. In tutto, quasi cento persone presenti.

La partecipazione attiva è stata molta: bimbi e ragazzi hanno letto con trasporto, hanno cantato con la maestra Claudia R. e il Seder è stato magistralmente condotto da rav Di Porto.

Soddisfatti anche i partecipanti meno giovani: posso dire, a titolo strettamente personale, che sia stato un Seder fra i più belli della mia vita!

Danila Franco

Torino, 2 aprile 2018 – 17 Nissan 5778

A 80 anni dalle leggi razziali

Quest’anno ho preso parte al Viaggio della Memoria, organizzato dal MIUR, che ha coinvolto anche il Consiglio Superiore della Magistratura. I rappresentanti istituzionali, il Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli e il Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, hanno sollecitato i ragazzi, con le loro appassionate parole, a riflettere sul valore, la promozione e la difesa della memoria. Personalmente posso dire che tornare a Birkenau, in modo particolare durante i mesi invernali, è sempre un’esperienza molto particolare, che ti segna profondamente, che ti fa vedere la tua esistenza in modo molto differente rispetto a prima. La prima volta che ho visto  quei luoghi gelidi, desolati e crudeli ero poco più di un ragazzo, e posso dire che ne rimasi turbato per molti giorni. Da allora sono tornato alcune altre volte. La particolarità dei viaggi di questi ultimi anni è quella di essere accompagnati nella visita da sopravvissuti, quest’anno Andra Bucci di Fiume. Spesso nelle loro narrazioni emergono aspetti e particolari inediti, o non ancora affrontati in letteratura. La tragedia di Auschwitz, che tutti noi conosciamo bene, nei suoi aspetti generali, nelle sue diaboliche modalità, assume così una prospettiva molto particolare, che per evidenti motivi anagrafici dei testimoni ancora in vita, è in questo caso quella di una bambina che si ritrova nel campo, strappata alla madre, assieme alla sorella Tatiana, e quindi molto diversa da altri testimoni, come il compianto Shlomo Venezia, entrato nei campi già uomo. Le sorelle riescono a salvarsi anzitutto perché scambiate dai tedeschi per gemelle, e soprattutto perché imparano presto, al contrario del cuginetto Sergio, poi barbaramente torturato e poi ucciso, a non dire mai di avere desiderio di vedere la mamma durante le visite del Dr. Mengele, perché quella sarebbe stata la loro condanna a morte.

Filo conduttore delle riflessioni di quest’anno, in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, è quello del ruolo della legge nella creazione dei presupposti che avrebbero reso applicabile la “soluzione finale”. Il Consiglio Superiore della Magistratura intende intensificare e promuovere ulteriormente le ricerche sulla condotta della magistratura in Italia in quegli anni bui. Ma un aspetto emerge immediatamente in tutta la sua drammaticità: quando la legge non è sostenuta dalla moralità, ma lo stesso si può dire per la cultura o per la tecnica, il rischio per l’umanità di sprofondare in una nuova Auschwitz è sempre dolorosamente attuale. Il mondo tedesco era in primissima linea in tutti questi ambiti, e ciò malgrado, o forse proprio per quello, è riuscito a elaborare il più spaventoso e orribile progetto criminoso della storia umana, riuscendo quasi a metterlo in pratica. La visita di quei luoghi è un’esperienza molto toccante, ma credo che ciascuno di noi debba affrontarla, almeno una volta nella vita.

Rav Ariel Di Porto

Shevat – Adar 5778 – Febbraio 2018