Orario Uffici

Gli Uffici della Comunità rimarranno chiusi dal 6 al 20 agosto compreso.

 

 

Comunicazioni dalla biblioteca

 Variazioni degli Orari di Apertura

La Biblioteca rimarrà chiusa tutte le domeniche di luglio e per ferie dal 31 luglio al 2 settembre. Riaprirà martedì 4 settembre 

5 per mille – 8 per mille

Ricordate di firmare il 5 per mille a favore della Comunità Ebraica di Torino: C.F. 80082830011
Per destinare l’8 per mille, firmare nel riquadro “Unione delle Comunità Ebraiche Italiane”.
Ogni singola firma è molto preziosa.

CONSAPEVOLEZZA E IMPEGNO

Il bilancio consuntivo dell’esercizio 2017 chiude con un disavanzo sostanzialmente analogo a quello dell’anno precedente e si attesta intorno a € 741.800, a causa dei notevoli costi connessi alla Scuola e agli altri molteplici servizi erogati dalla Comunità nei diversi settori.

Sul fronte dei ricavi va peraltro rilevato il dato preoccupante della diminuzione del gettito contributivo da parte degli iscritti nonché di quella di donazioni e lasciti, un tempo di una certa importanza, fenomeni che non possono non essere letti come sintomo di una progressiva disaffezione da parte degli Ebrei torinesi nei confronti della loro Comunità.

Una disaffezione che purtroppo si manifesta anche nella scarsa partecipazione, tranne in alcune occasioni particolari, alla vita religiosa, culturale e sociale della Comunità, che il Consiglio promuove con notevoli sforzi organizzativi ed economici, al fine di assicurare sempre servizi di elevata qualità e in grado di incontrare le variegate esigenze degli iscritti.

Viviamo tempi difficili sia a livello internazionale che nel nostro Paese: assistiamo a una crescita di fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, nonché di autentica demonizzazione dello Stato d’Israele, che dovrebbero fare riflettere tutti e indurre a rafforzare il proprio impegno nella e per la Comunità.

Riscontriamo invece una generale apatia che, ad esempio, ha portato nell’ultima Assemblea di bilancio (evento che dovrebbe rappresentare una fondamentale occasione di discutere le linee-guida della programmazione della vita comunitaria e la conduzione della stessa da parte del Consiglio) alla presenza in sala di pochissime persone e che – fatto mai prima d’ora verificatosi – non hanno svolto un solo intervento nel dibattito che avrebbe dovuto seguire la relazione introduttiva.

Nel 2019 l’attuale Consiglio giungerà alla scadenza del proprio mandato quadriennale. Si impone fin d’ora un impegno più consapevole da parte di tutti, in particolare delle fasce dei giovani adulti, che dovranno a breve assumere la responsabilità della conduzione della Comunità con la freschezza delle loro idee e visioni progettuali.

Pur nelle gravi difficoltà in cui ci dibattiamo, cerchiamo tutti insieme di assicurare un futuro degno alla nostra Comunità, per la quale le generazioni che ci hanno preceduto hanno fatto tanti sacrifici.

Lo dobbiamo a loro non meno che ai nostri figli e nipoti e alle generazioni che seguiranno.

DARIO DISEGNI

Nuovi arrivi in biblioteca

Maggio 2018

Marrani : l’altro dell’altro / Donatella Di Cesare. – Torino : Einaudi, 2018. – 113 p. ; 18 cm G.I.221

Kant e l’ebraismo : l’umanità come futuro di giustizia / Hermann Cohen ; a cura di Roberto Bertoldi. – Brescia : Morcelliana, 2018. – 115 p. ; 20 cm. G.I.222

Ebrei contro Zombi / [a cura di Lavie Tidhar & Rebecca Levene]. – [S.l.] : Acheron books, 2018. – 167 p. ; 21 cm G.VI.205

La tela di Sonia : affetti, famiglie, arte nelle memorie di una maestra ebrea / Sonia Oberdorfer ;. – [Firenze] : Giuntina : Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea ; Vaiano. – 207 p. : ill. ; 21 cm G.VI.206

Un’altra occupazione / Joshua Cohen ; traduzione di Claudia Durastanti. – Torino : Codice Edizioni, 2018. – 272 p. ; 22 cm G.VI.207

Storia economica e storia degli ebrei : istituzioni, capitale sociale e stereotipi (secc. 15.-18.) / a cura di Marina Romani. – Milano : Angeli, 2017. – 242 p. ; 23 cm G.VI.208

L’anima / Adin Steinsaltz ; traduzione di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen. – Firenze : Giuntina, 2018. – 199 p. ; 20 cm G.I.223

Ultimo domicilio conosciuto : tredici storie sulle Pietre d’inciampo / Stefano Accorsi … [et al.] ; a cura di Andrea Tarabba. – Milano : Morellini, 2018. – 253 p. ; 19 cm G.I.224

Diventare se stessi / Irvin D. Yalom , traduzione dall’inglese di Serena Prina. – Vicenza : Neri Pozza, 2018. – 391 p., [8] p. di tavole : ill. ; 22 cm G.VI.209

“Fioca e un po’ profana” : la voce del Sacro in Primo Levi / Alberto Cavaglion, Paola Valabrega ; t. – Torino : Einaudi, 2018. – 211 p. : ill. ; 20 cm. G.I.225

Memoriale della Shoah di Milano : piazza Edmond J. Safra 1, già Ferrante Aporti 3 / [a cura di Fondazione Memoriale della Shoah di Milano]. – [S.l. : s.n., 2014?]. – 35 p. : ill. ; 22 x 22 cm G.V.252

Navi della speranza : Aliya Bet dall’Italia 1945-1948 : catalogo della mostra, aprile – giugno 2018. – Milano : Proedi, 2018. – 175 p. : ill. ; 24 cm. G.V.253

Israele : l’ultimo stato europeo : con la lettera a un amico di Boualem Sansal / Giulio Meotti. – Soveria Mannelli : Rubbettino, 2018. – 169 p. ; 19 cm G.I.226

Israele 70 anni : nascita di una nazione / Claudio Vercelli. – Torino : Edizioni del Capricorno, 2018. – 167 p. : ill. ; 22 cm G.VI.211

Ebrei a Carpi, sec. 15.-20. : *vita quotidiana, religiosita e cultura : mostra documentaria e didat. – [S.l. : s.n., 2000?] (Carpi : Nuovagrafica). – 31 p. : ill. ; 21 cm. G.VI.210

Calendario Lezioni Rabbiniche – Interruzione pausa estiva

Le lezioni infrasettimanali di Rav Di Porto termineranno, prima della pausa estiva, mercoledì 20 giugno; quelle di Rav Somekh, giovedì 28 giugno per riprendere regolarmente a settembre.

Rinnovo CdA Archivio Ebraico Terracini

L’Assemblea dei Soci dell’Archivio Ebraico Terracini ha eletto nella riunione del 10 maggio scorso il nuovo Consiglio di Amministrazione, che è così composto: Alberto Cavaglion, Benedetto De Benedetti, Bianca Gardella Tedeschi, Marco Luzzati, Mario Montalcini, Benedetto Terracini, Lea Voghera Fubini.

Ha inoltre confermato come Revisore dei conti Nicola Treves.

Nella riunione del 15 maggio il neoeletto Consiglio di Amministrazione ha nominato al suo interno il Presidente nella persona di Bianca Gardella Tedeschi e il Vice Presidente nella persona di Marco Luzzati.

Salone del Libro

Segnaliamo la presentazione del libro ‘La Brigata Ebraica’: 13 maggio ore 11.00

La Challà – Il pane dolce del sabato (Shabbat) della tradizione Ebraica

Oggi vi parlo di un pane importantissimo per la tradizione ebraica: la Challà, il tipico pane intrecciato, leggermente dolce che si consuma durante i pasti di festa, ovvero quelli dello Shabbat (venerdì a cena e sabato a pranzo).

Tratto dal libro della nonna: “La tradizione della cucina ebraica” di Giuliana Ascoli Vitali-Norsa:

E’ il pane che non deve mancare mai sulla tavola del sabato; dev’essere fatto di farina bianchissima, perchè ci ricorda la manna che il signore mandò agli Ebrei nel deserto; i pani devono essere due perché due furono le dosi di manna che Dio fece cadere (durante Shabbat).  Sono fatti a treccia perchè simboleggiano una ghirlanda nuziale. Infatti in tutta la simbologia ebraica il sabato è paragonato alla sposa […].

 
Per questa ed altre ricette ebraiche potete consultare il mio blog.
Per la ricetta che vi riporto qui, faccio sempre riferimento al libro, punto di riferimento per la cucina ebraica.
 
Seguendola abbiamo ottenuto queste bellissime e buonissime pagnotte: le Challot
 
Sappiate che fare questo pane richiede tempo, quindi prendetevela con calma ed iniziate ad entrare nello spirito dello Shabbat, che prevede riposo e convivialità in famiglia.
 

INGREDIENTI

  • 500 gr. di farina
  • 20 gr. di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di sale
  • 3 cucchiai d’olio
  • Mezzo cucchiaio di zucchero
  • 30 gr. di semi di anice da mettere nell’impasto (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di semi di papavero o sesamo per decorare la superficie
  • 1 rosso d’uovo per lucidare la superficie
  • Acqua qb
 

PREPARAZIONE

Mettete quasi tutta la farina in una ciotola capiente (lasciatene indietro un cucchiaio). 
 
In una più piccola sciogliete il lievito con acqua tiepida, un cucchaino di zucchero ed un cucchiaio di farina, fino a che risulti un impasto cremoso, quasi liquido.
 
Fate un incavo centrale nella farina nella terrina e poneteci la terrina piccola dentro. In questo modo il lievito starà al caldo e quando traboccherà dalla ciotola, andrà a finire nella farina.
 
Coprite il tutto e mettetelo in un luogo tiepido.
 
Dopo poco più di mezz’ora vedrete il lievito crescere e diventare come una spuma; allora versate tutto su un piano infarinato, unite il sale, l’olio, i semi d’anice lo zucchero e impastate bene in modo da ottenere un impasto liscio e morbido. Aggiungete acqua finchè necessario.
 
Dividete la pasta in due pezzi uguali per farne due pani. Di ognuno di questi pezzi fatene tre parti uguali. Poi fatene tre salamini (vanno poi intrecciati) con le estremità un pò appuntite.
 
Disponeteli sulla placca del forno, che avrete precedentemente coperto con la carta da forno, ed intrecciate i due pani.
 
Lasciate le trecce a lievitare al caldo per un’altra mezz’ora e spennellateli con l’uovo. Se avete previsto di decorare coi semini, questo è il momento di aggiungerli. Grazie all’uovo, resteranno ben attaccati alle Challot (plurale di Challà).
 
Infornate a forno molto caldo a 200°; dopo cinque minuti abbassate la temperatura a 180° e lasciate cuocere ancora per 40 minuti.  
 
Sfornatele quando sono ben dorate.
 
Ora le vostre Challot sono pronte per essere gustate da sole o come accompagnamento ai pasti festosi ed gioiosi dello Shabbat.
 
Shabbat Shalom!!!
A presto amici.

70 anni dalla nascita di Israele

E’ passata una vita, settant’anni dalla Dichiarazione di indipendenza dello Stato d’Israele. Tante sono le sensazioni e le emozioni che in ciascuno di noi si affacciano, al pensiero di quante cose sono successe. Tanta è la gratitudine per coloro che alla costruzione di Israele hanno dedicato la propria vita e per coloro che l’hanno persa per difenderlo. In questi settant’anni Israele ha affrontato prove di ogni tipo. Nella sua storia, governata da esseri umani, non si può non intravedere un indirizzo divino. Se la votazione all’ONU del novembre 1947 che ha permesso la realizzazione di questa aspirazione millenaria del popolo ebraico si fosse tenuta oggi, il risultato sarebbe stato molto con molta probabilità differente. I recenti pronunciamenti dell’UNESCO sull’ebraicità di Gerusalemme, e le veementi reazioni da più parti all’annuncio statunitense di volere spostare l’ambasciata sono segnali da non sottovalutare. Israele è regolarmente uno dei paesi più sanzionati dagli organismi internazionali, che non mostrano però interesse nei confronti di tutto ciò che avviene intorno nella polveriera mediorentale, senza considerare la vivida concretezza della minaccia terroristica, cancro con il quale Israele si è confrontato e ha quasi del tutto superato, mettendo sul campo molte forze, facendosi carico scelte impopolari e soprattutto indifendibili agli occhi di molti europei, che non sono ancora riusciti ad inquadrare il problema, figuriamoci a trovare una soluzione. L’idea che la salvaguardia della vita dei propri cittadini e dei propri soldati, così come la difesa dei propri confini, siano una priorità per uno stato sovrano non incontra evidentemente approvazione dalle nostre parti. Le conseguenze sono devastanti. Il campo di battaglia negli ultimi anni si è spostato sensibilmente. Un certo tipo di contro-narrazione ha dilagato, mettendo sempre più in discussione la legittimità di Israele di fronte al consesso delle nazioni. Israele rappresenta a livello collettivo quello che l’ebreo ha rappresentato per il resto del mondo per due millenni.

L’avanzata del movimento BDS nel mondo accademico, nei parlamenti e nei media ha consentito una falsificazione sistematica dei fatti. Con rammarico devo prendere atto del fatto che l’Università di Torino è in primissima fila in questo esercizio di disonestà intellettuale. Non intendo dire che non sia possibile criticare Israele per le sue scelte politiche, ma per formulare un giudizio, di qualsivoglia natura, è necessario poter disporre di dati per quanto possibile oggettivi, e questo oggi in Europa è sempre più difficile.

I media, tranne rarissime eccezioni, non perdono l’occasione per rafforzare l’idea che in Israele avvenga una violazione continua dei diritti umani, senza tenere in considerazione quanto si verifica in maniera pressoché sistematica in molti paesi dell’area, nei quali l’esercizio delle libertà fondamentali è, a oggi, un miraggio che rischia di rimanere tale per molto, molto tempo.

Gli ebrei della diaspora si trovano sempre in maggiore difficoltà nel sostenere Israele, senza considerare che la loro stessa incolumità è sempre più sistematicamente a rischio. Queste dinamiche ricordano tristemente quelle degli anni immediatamente precedenti il secondo conflitto mondiale, quando gli americani nella conferenza di Evian del ’38 affermavano che il mondo si diceva preoccupato per gli ebrei, ma non era disposto a fare alcunché per aiutarli. Non si comprende tuttavia che il pericolo per gli ebrei europei costituisce una sfida mortale ai valori sui quali la nostra società è costruita.

Nonostante tutte queste ombre, possiamo sperare di avere un futuro luminoso oltre ogni aspettativa. La società israeliana è una società giovane, plurale, dinamica, all’avanguardia in moltissimi campi. Le università israeliane competono ai massimi livelli, sfornando continuamente scoperte rivoluzionarie e innovazioni tecnologiche. La crescita demografica si attesta su livelli molto più alti di quelli del mondo occidentale. In 70 anni la popolazione ebraica è decuplicata, e si prevede che nel 2048 sfiorerà i 15 milioni. Gli ebrei in Israele prima della Shoah erano il 3% per dell’ebraismo mondiale, oggi il 45. Sono stati accolti quasi un milione di ebrei mediorientali, che non avevano più una casa, e un milione di ebrei russi. A breve la maggioranza degli ebrei del mondo vivranno in Israele. Raramente nella storia umana abbiamo assistito ad un ritorno di questa portata.

Ma, dobbiamo ricordarlo, lo stato di Israele è oggi il centro di un corpo. C’è un anima da coltivare e far crescere. Israele deve essere sempre di più il promotore dei valori che ispirano la nostra tradizione. Israele è oggi, senza ombra di dubbio, il principale centro di studi ebraici, religiosi e secolari. Questo ha dato un impulso incredibile ad un processo che in due millenni di diaspora non era mai fiorito compiutamente. Rav Shraga Simmons ricorda che alcuni anni fa dei funzionari russi visitarono l’ospedale Alin di Gerusalemme, un polo di avanguardia per la riabilitazione dei disabili, con strutture per la fisioterapia, l’idroterapia, la logopedia e la consulenza psicologica. Uno dei rappresentanti russi chiese: perché sforzarsi tanto per dei bambini handicappati? Perché? Questo è il grande sforzo che Israele compie, si tratti degli orfani di Gerusalemme o un villaggio in Thailandia. Insegnare al mondo che cosa significa preoccuparsi e prendersi cura di ciascun singolo essere umano. Questo perché le parole che i nostri profeti, tanti secoli fa, hanno pronunciato, possano trovare il posto che compete loro nel mondo, senza aggressività, senza doppiezza alcuna. Non vogliamo essere un paese normale, come diceva Ben Gurion, con le sue prostitute e i suoi ladri. Israele non esiste solo per le sue spiagge, i suoi concerti, Wonder Woman. Non è questo il senso della nostra storia. Vogliamo, sempre di più, essere un’ispirazione per il mondo.

Rav Ariel Di Porto

maggio 2018 – yiar-sivan 5778